20 febbraio 2006

eolico sui nostro monti - il progetto del comune di Cabella Ligure

Apro questo post per offrire una sintesi del dibattito su un progetto molto discutibile e discusso, ossia quello del parco eolico che la societa' Enel Green Power e il comune di Cabella Ligure intendono creare sui nostri monti.
A questo link si puo' leggere il resoconto delle prime notizie sul progetto, mentre sul sito della provincia di Pavia si possono leggere le conclusioni di uno studio condotto con riferimento al crinale limitrofo, tra Curone e Staffora.
A fine aprile 2005 si tiene a Cantalupo Ligure un consiglio aperto della Comunita’ montana Valli Borbera e Spinti. Molta la partecipazione, molti gli interventi. Emerge una forte opposizione e una forte domanda di partecipazione.

Ai primi di luglio 2005 si costituisce il Comitato locale “Ebro” , che elabora una serie di obiezioni e di istanze e in breve tempo annovera 150 adesioni.

Nel contempo la Rete ambientalista propone un proprio
documento sull'eolico, giungendo a conclusioni critiche non dissimili da quelle del Comitato. Personalmente, condivido le critiche e mi trovo in sintonia con il Comitato.
Il 17 settembre 2005 il Comitato Ebro convoca una riunione pubblica a Cabella Ligure cui partecipano piu’ di 100 persone.
L'Enel espone alla stampa le proprie argomentazioni. Si possono leggere
qui e qui.

Della questione parla diffusamente
Il secolo XIX.

Sul sito della Provincia di Alessandria esce poi un
intervento un po' troppo schierato sulle posizioni pro eolico, ma in un convegno organizzato proprio dalla Provincia sul tema si confrontano le posizioni in modo piu' equilibrato (anche se, sul sito dell'assessorato, compare solo il documento, in formato PPT, di chi e' favorevole, e non quello di chi rappresenta le posizioni critiche rispetto al progetto in discussione per i nostri monti - critiche in Italia e nel mondo, che si esprimono anche in considerazioni piu' generali rispetto al corretto approccio all'utilizzo di questa forma di energia).

Da ultimo notizie di stampa danno atto di un considerevole ridimensionamento del piano iniziale.

Nei "commenti" a questo post si possono leggere gli articoli usciti ieri su La Stampa e su Il Secolo XIX, mentre di seguito trascrivo il comunicato del Comitato Ebro
21 Febbraio 2006

Il Comitato Ebro non puo’ che valutare positivamente il drastico ridimensionamento del Progetto Enel G.P. (da 20 a 3 aereogeneratori, max 4,5 MW, evitando nuove strade e linee el. fuori terra) tuttavia, nella convinzione gia’ espressa che la Val Borbera non e’ sito idoneo all’eolico (vista la conformazione del suo territorio, la cui sola parte sfruttabile e’ quella sui crinali, con ovvie implicazioni negative, rischio idrogeologico in primis…), certo non abbassera’ la guardia.
Sarebbe oltremodo semplice affermare: NOI L’AVEVAMO DETTO. Da subito, cioe’ dalla firma della convenzione tra Comune di Cabella ed ENEL G. P, il Comitato ha obiettato con forza che, oltre al deturpante impatto ambientale, il progetto avrebbe potuto creare grossi problemi di dissesto idrogeologico. E questo non in virtu’ di valutazioni scientifiche, ma per una semplice conoscenza e frequentazione del territorio in questione.
Ora il Sindaco di Cabella si propone come paladino del progresso, profondo conoscitore del territorio del suo Comune ed afferma che gia’ a suo parere il progetto originario doveva essere meglio valutato dal punto di vista idrogeologico (ciononostante il Consiglio Comunale approvo’ la Convenzione senza nessuna verifica tecnica di parte).
A questo punto e’ bene ricordare che lo stesso Sindaco, nonostante espressa richiesta, non ha reso partecipe il Comitato, la Comunita’ Montana e la popolazione delle fasi interlocutorie del progetto.
In questa fase ( visto che la nuova ipotesi al momento non da’ sufficienti garanzie ( geologiche, di non proliferazione etc..) il Comitato si riserva di valutare attentamente il progetto (che ancora non e’ stato presentato) e decidera’, dopo aver consultato i propri aderenti e la popolazione.

Il Presidente
Antonella Freggiaro
ps - successivamente, il 10 marzo 2006, dal resoconto di un convegno a Novi Ligure si apprende che l'Amias, cui la Comunita' Montana aveva affidato uno studio di fattibilita', per bocca del suo Direttore generale, si esprime in modo negativo sostenendo che il rapporto costi benefici non da' risultato positivo.
pps - a fine aprile, il mega progetto viene abbandonato.

8 commenti:

Giuseppe Raggi ha detto...

La Stampa - domenica 19 febbraio 2006
VALLE SCRIVIA pagina 45

VAL BORBERA LO DICE LA COMUNITA’' MONTANA
Segna il passo il parco ecolico in Val Borbera, scendono da 30 a 3 gli aerogeneratori
«No a parco eolico e a pannelli solari»
BORGHETTO BORBERA

«La Val Borbera non ha bisogno del parco eolico. No anche ad un mini impianto con tre soli aerogeneratori. Mancano persino i presupposti geologici e qualcuno se ne accorge soltanto adesso».
Cos? Franco Saporito, assessore della Comunita’ Montana Valli Borbera e Spinti, con delega all'associazionismo tra i comuni, commenta il dietrofront di Enel Greenpower.
Si e’ constatato che le montagne sulle quali si sarebbe dovuto insediare il parco eolico presentano una connotazione geologica franosa e pertanto inadatta a sostenere 30 pale dell'altezza di circa 100 metri ciascuna. Ecco allora che e’ saltala fuori l'idea di posizionare sui crinali dell’Ebro non piu’ 30 (di cui 10 gia’ bocciate a suo tempo da Albera), ma solo 3 pale eoliche.
Ipotesi accettata, al momento, dal solo Comune di Cabella, direttamente coinvolto dall’insediamento. Saporito promette ugualmente battaglia per contrastare anche questo progetto ridotto: «Politicamente un Comune che si muove da solo sbaglia sempre. E Cabella ha da tempo abbandonato il dibattito con gli altri centri della nostra Comunita’ montana. Sono contrario anche all'ipotesi di un mini parco eolico. La Provincia, nel suo piano paesaggistico, parla di altre risorse di cui si potrebbe avvalere la nostra valle: centrali idroelettriche e la legna e i suoiderivati come il “cippato", che per noi e’ una grossa risorsa.
Occorre invece prestare molta attenzione anche ai posizionamenti dei pannelli solari perche’ anche questi impianti potrebbero turbare il paesaggio».
L'idea di posizionare 3 pale rotanti sull'Ebro per servire solo un Comune, ha destato molte perplessita’, soprattutto dopo almeno un paio d'anni di discussioni accese se fare o non fare il parco eolico.
« Non sono pregiudizialmente contrario all'energia eolica - conclude Franco Saporito - ma continuo a dire, in perfetta sintonia con il nostro presidente Paolo Caviglia, che prima bisogna vedere il progetto per poterlo analizzare nei dettagli. Nessuno pero’ ha mai coasegnato studi approfonditi e quindi non sappiamo se il parco eolico potrebbe portare benefici alla Val Borbera. I bonus economici, eventualmente, sarebbero limitati soltanto a Cabella. Se invece si studiasse una vera progettualita’ di valle, a quel punto si potrebbe tornare a ragionare su quest'ipotesi», [g. fo.]

***

Il Secolo XIX Basso Piemonte – domenica 19 febbraio 2006
Val Borbera: accolta con favore quasi da tutti la svolta in una vicenda che aveva diviso undici Comuni
Centrale eolica, l’Enel fa retromarcia
Gli aerogeneratori saranno solo tre
Cabella Ligure: secondo il sindaco un'occasione mancata

Cabella Ligure. Da venti a tre aerogeneratori: e’ quel che resta del progetto per l'impianto eolico in alta Val Borbera, sul quale gli undici comuni della Valle si sono divisi e scontrati per circa un anno.
Non e’ una vittoria del fronte degli oppositori, e’ una valutazione fatta da Enel Green Power, la societa’ del gruppo Enel che si occupa del settore delle fonti di energia alternativa e che aveva firmato una convenzione con il comune di Cabella Ligure per realizzare un impianto per la produzione di energia eolica.
E' anche una mossa che ha lasciato un po' tutti di sorpresa, compresi gli ambientalisti e i cittadini riuniti nel comitato per il "no" che si stavano gia’ preparando a dare battaglia.
Alla presentazione del progetto in sede provinciale, invece, non ci si e’ neppure arrivati. La partita si e’ fermata alla convenzione. Cos?, da venti pale da 80 metri ciascuna per una produzione di circa 54 milioni di kilowatt si scende ad un numero di tre pale che produrranno 4,5 megawatt, sempre ammesso che questa volta il progetto vada in porto. In cambio Cabella chiede infatti la realizzazione di un impianto fotovoltaico e il 3% dei proventi dell'intera produzione in cambio di un nuovo "s?".
«Durante l'ultimo incontro, i tecnici Enel ci hanno comunicato che, da studi approfonditi, sono emerse difficolta’ di tipo geologico alla realizzazione di un impianto delle dimensioni prevista dalla convenzione. Il punto - spiega il sindaco di Cabella, Manlio Garibaldi - e’ che era economicamente insostenibile anche per loro realizzare un elettrodotto per 30 chilometri per portare l'energia sulla rete nazionale: un investimento di circa tre milioni di euro che se non fa Enel nessuno fara’ mai piu’. Poteva essere l'unica occasione per cablare la Valle».
Secondo Garibaldi, la marcia indietro del colosso nazionale dell'energia non e’ pertanto una vittoria ma, casomai, un'occasione mancata di progresso. «I tre aerogeneratori saranno posizionati nella sella naturale tra il monte Chiappo e il Monte Ebro, nel comune di Cabella, - prosegue il sindaco - la societa’ costruttrice accedera’ al sito dal comune di Fabbrica Curone. Hanno scelto quel crinale perche’ e gia’ dotato di un elettrodotto. Si andra’ ora a firmare una nuova convenzione nella quale ho chiesto vengano messe nero su bianco le nostre richieste: il 3% dei proventi sulla produzione e un impianto fotovoltaico per il comune di Cabella».
Quello del piccolo comune dell'alta Val Borbera non sara’ quindi un s? all'eolico incondizionato: «Non lo era neppure prima. Sono stato accusato di voler svendere il territorio. Non era cos? e non lo sara’ neppure adesso. Basta conoscere la zona per capire che un impianto di quelle dimensioni poteva creare problemi di assetto idrogeologico ma non ho voluto dire di no un anno fa per non chiudere a priori delle porte. Valuteremo adesso la contropartita e mi auguro che qualche cosa si muova. E' dagli anni '80 che si fanno progetti in Val Borbera che poi non vedono la luce. A questo punto un segnale va dato», conclude Garibaldi. «Ci piacerebbe conoscere dettagli di questo nuovo progetto - e’ il commento del presidente della Comunita’ Montana Paolo Caviglia, tra i piu’ perplessi sull'argomento - e se saranno proposte appetibili saremo ben lieti di valutarle. Non sono mai stato contrario all'eolico in se’ ma al metodo con il quale e’ stato portato avanti il progetto fino ad oggi. Certo, quello di Enel e’ uno stravolgimento che sorprende». [Irene Navaro]

ChicoMendez VIVE ha detto...

Il comune di Cabella, nella persona del prode Garibaldi, sindaco quanto meno caratteristico, ha detto S? all'eolico fin dall'inizio: senza nemmeno chiedersi che cosa ne pensa la gente!!!
Bisogna dire S? alle energie alternative, ma non massacrare i monti: le nostre valli vivono di turismo e privare della fruizione il territorio dell'Ebro e del Chiappo significa decretarne la morte turistica.
Ricordiamoci che la Sardegna devastata dall'eolico ha proibito la costruzione di altri impianti.
FATELI, ma fateli ALTROVE (AD ESEMPIO IN PIANURA, DOVE SI POTREBBERO ANCHE SPERIMENTARE IMPIANTI DI FOTOVOLTAICO)

Anonimo ha detto...

I buoni progetti come sempre in italia grazie alle teste ecologiste rosse, e tipologie similari , vanno sempre a finire male.
era una buona occasione per fare qualcosa di veramente ecologico , un punto di partenza da imitare. Invece sui bei monti della val borbera troneggiano indisturbati una selva di tralicci da 20 mt e + , riflettori per ponti radio in calcestruzzo ,bunker da 300 400 metri quadrati, container funzionanti ed abbandonati ,un' impianto di risalia posticcio e malconcio numerose piste per fuoristrada mai esistite prima.
E si proprio come in sardegna dove si vede solo l' abominio dell' eolico, ma non si vedono le zone industriali , i porti le industrie dimenticate costruite in fretta e furia in posti bellissimi costruite per il solo scopo di avere le tangenti.
Forse anche in val borbera si sarebbe potuto fare tutto basta che l' enel avesse PAGATO LA TANGENTE ai pappa della zona.

Giuseppe Raggi ha detto...

ho pubblicato l'ultimo commento senza moderarlo, ma non condivido le accuse troppo generiche e formulate dietro il facile scudo dell'anonimato.
resto sisponibile al confronto con tutti, preferibilente a viso aperto.

fgfg ha detto...

carissimo giuseppe,
ti ringrazio per la pubblicazione , non ci speravo ,sei un democratico vero!!!
(specie rarisssima e in via di estinzione di questi tempi) ci sarebbe ancora qualcosa da scrivere e uscire dall' anonimato ,cos? 6 contento, basta che qualcuno raccolga la mia punzecchiatura o dica qualcosa a smentita!!
Auguri ciao

Giuseppe Raggi ha detto...

Nella nostra zona ci vivo e questa vicenda, nei suoi aspetti pubblici, l'ho seguita, leggendo la stampa, parlandone, assistendo al consiglio di comunita' aperto di Cantalupo dell'aprile 2005 e partecipando all'assemblea di Cabella del settembre 2005.
A mio parere non era affatto "una buona occasione per fare qualcosa di veramente ecologico": era sbagliato il metodo (per niente democratico, nella sostanza) ed anche il merito (vedi gli argomenti esposti nel documento

http://www.comitatiscrivia.it/ambiente132.htm

che ho contribuito a redigere).
E' ovvio che sono d'accordo sul giudizio negativo circa le piste per fuoristrada nel crinale Giarolo-Ebro-Chiappo e sui tanti manufatti citati nel post, ma non e' un buon motivo per accettare l'enorme ulteriore impatto di un mega progetto come quello di cui si discute.
Non concordo neppure con il giudizio secondo cui basterebbe "ungere" le ruote giuste per far passare qualunque cosa.
Proprio l'esperienza del Comitato Ebro e anche altre esperienze locali (spesso richiamate nei post di questo blog) secondo me dimostra che ci sono ancora tante persone interessate a ricordare ai nostri rappresentanti che il loro compito e' appunto quello di rappresentarci e, quando i politici non lo fanno (il che accade sempre piu' spesso), le stesse persone sono disposte a farsi carico direttamente dei problemi, elaborando punti di vista diversi sulle prospettive di vita che sarebbe possibile praticare. Certo, non sono tutte rose e fiori, ma e' molto meglio che limitarsi al "piove governo ladro".

Anonimo ha detto...

La buona occasione era questa, a mio avviso ,l' abbiamo lasciata scappare, i metodi democratici che dici tu giuseppe non li ho mai visti.
Sintetizzo il tutto senza un panegirico da giornalista vizioso,
Garibaldi ha sgarrato, (uomo che stimo, è di centro destra) e non ha chiesto umilmente il parere degli illuministi della comunità montana (composta nella maggioranza da sindaci ed esponenti Comunisti) prendendo un' iniziativa di propria testa , sul suo territorio , per portare benefici al suo paese!!!
Sono contento poi che sei daccordo con me sullo scempio del crinale, ma tanto rimane tutto la chissenefrega.
Il comitato ebro composto da quattro puppazzetti rossi pure loro, non è altro che lo strumento per far credere a tutti che il veri padroni della valleè sono gli abitanti(il popolo) revival della favola del TUBO.
E si la vecchia storia del tubo , dentro il quale scorre il nostro bel Borbera , ma quella è acqua passata ora siamo diventati tutti ecologisti oltranzisti e abbiamo vinto la battaglia dell' eolico.
W l' italia W la val borbera !!!
Siamo troppo avanti!!
Ciao giuseppe.
un' anonimo con afetto ti saluta.

Giuseppe Raggi ha detto...

Rispondo al post.
I metodi democratici si debbono praticare e conquistare, nell'Italia attuale nessuno ti regala nulla, il ceto politico e' autoreferenziale.
Per il resto, mi attengo ai fatti.
Ritengo legittime le critiche al merito e al metodo del progetto Nnel, e constato che non sono emersi argomenti per smentire tali censure.
Non condivido l'idea di fondo, che il territorio sia solo una "risorsa" da mettere a reddito.
Quanto al Comitato Ebro, ho parlato a lungo con molti esponenti, ho partecipato a tre incontri e mi sono anche iscritto. Il numero delle adesioni e' stato considerevole, non certo quattro gatti. Non si e' pupazzi in mano di nessuno. Ci si e' autoorganizzati, tra persone con visioni del mondo non omologate. Le biografie di ciscuno e la limpidezza della condotta del Comitato e le sue prese di posizione smentiscono ogni etichettatura, sia pure quella di essere inconsapevoli strumenti altrui.
Poi, ciacuno libero di pensare diversamente, ma senza demonizzare chi dissente.