23 luglio 2007

la posizione del comitato Ebro e quella della comunita' Curone


da La Stampa del 20 luglio - sezione Alessandria pag. 65

Come per il progetto Enel del 2005, il Comitato Ebro dice no all'ipotesi delle Comunita' montane della Val Curone e della Val Borbera, che prevede un parco eolico, a quanto pare da 50 pale invece delle 30 precedenti, sempre sul crinale del monte Giarolo e delle vette vicine. L'impianto sara' gestito direttamente dalle amministrazioni e non piu' dai privati. I proponenti puntano ai finanziamenti europei. I proventi della vendita dell'energia elettrica prodotta resteranno nelle casse dei cinque Comuni interessati: Albera, Cantalupo e Cabella in Val Borbera, Montacuto e Fabbrica in Val Curone. Il comitato, nato due anni fra i proprietari dei pascoli dei crinali e cittadini amanti del territorio, non accetta la posizione delle due Comunita' montane: «L'opposizione di allora da parte degli amministratori della Comunita' montana e dei sindaci, a parte Cabella, non era affatto solo economica, come sostengono oggi, ma anche ambientale. Siamo preoccupati e sorpresi da questa notizia, che fa capire come il problema del 2005 per i politici locali era solo di non essere scavalcati da qualcuno nell’iniziativa. Come all'epoca, anche stavolta i pascoli rischiano di essere distrutti per anni e il turismo locale dovra' subire danni gravissimi. Ci opporremo anche a questo progetto». La minoranza di Albera, con il capogruppo Armando Bonomi, contesta sia scelta sia le modalita' con cui e’ stata resa nota: «Abbiamo saputo di questa proposta dai giornali. Nessuno ci ha detto nulla in Comune o Comunita' montana. Nel 2005 gli amministratori di quest'ultima si erano dichiarati contrari all'iniziativa del sindaco di Cabella appoggiando la protesta per vari motivi, fra i quali l'impatto ambientale». Bonomi accusa gli amministratori di puntare a ottenere cifre maggiori, mentre all'epoca la fetta piu' grande dall'Enel sarebbe arrivata a Cabella, e propone una consultazione popolare sull'eolico: «Forse i referendum danno fastidio agli amministratori? I cittadini devono essere informati e consultati». Sull'argomento sara' presentata un'interpellanza al sindaco Roberto Massacane.


Da “Il nostro giornale” di sabato 21 luglio pagina 28

Rinfreschiamo la memoria: il progetto Enel respinto con motivazioni ambientali, non solo economiche
di Loredana Barison

"Siamo favorevoli alle energie alternative, ma che non rechino danni alla valle, sotto nessun aspetto, neppure paesaggistico. Qui, abbiamo, il cippato (legname), l'acqua e si puo' prendere in considerazione anche l'energia solare. Forse potremmo coniare uno slogan, 'Poveri ma belli', non possiamo svenderci e farci scippare del territorio. E' importante valutare il ritorno economico e l'impatto ambientale. Ma soprattutto e' importante sapere cosa ne pensa la popolazione, perche' come sempre l'ultima parola spetta alla gente, anche se le amministrazioni hanno l'onere e l'onore delle decisioni, che pero' devono essere condivise". 24 febbraio 2005
"Ci stiamo muovendo per capire quali sono i sistemi migliori per lo sfruttamento di energie alternative, cercando soluzioni che portino lavoro e denaro senza un cosi' grande impatto ambientale, prodotto dall'eolico. Siamo dunque attenti alle biomasse e all'idroelettrico". 15 settembre 2005

Questo dichiarava sulla stampa locale, l'avvocato Paolo Caviglia, presidente della Comunita' Montana Valli Borbera e Spinti, due anni fa a proposito dell'ipotesi di realizzazione di un parco eolico, proposto dall'Enel a due comuni, Cabella e Albera, che prevedeva l'istallazione di ventinove aerogeneratori, venti a Cabella e nove ad Albera, sui monti Ebro e Roncasso, montati su piloni alti 70/80 metri con pale di circa 27 metri. In quell'occasione Albera disse no grazie. Cabella resto' sola, poi non se ne fece niente. Motivi di dissesto idrogeologico, si disse... il vento non e' sufficiente... Ipotesi... Ora che il fantasma eolico riappare, i Don Chisciotte del "Non fateci girare le pale", si stanno riattivando.

Da Sette Giorni a Tortona sabato 21 luglio, a firma del sottoscritto

Il 14 luglio, scrivendo a Sette Giorni sulla “storia dell'eolico”, il signor Luigino Tosi esordisce con un “purtroppo” contrapposto al “finalmente” usato dal titolista di questo giornale, che per primo e’ arrivato sulla notizia. Agli argomenti esposti nella lettera aggiungerei che il crinale Ebro Chiappo e' incluso tra le zone di protezione speciale, zone nelle quali un provvedimento governativo in corso di discussione vieterebbe gli impianti eolici. Sul sito Sportello Ambiente si legge il parere di un tecnico conosciuto, l'ingegner Tinello dell'Amias, societa' che se non erro fu coinvolta in una studio in materia, secondo cui la Val Borbera non ha venti cosi' forti e frequenti da giustificare l'insistenza su questo sistema di energia.
Il signor Tosi conclude che la proposta e’ “irragionevole” e “non avra’ neanche bisogno di essere contrastata: si squagliera’ da sola”. Perche’ l'Enel abbandonasse il precedente mega-progetto e’ stata pero’ necessaria una lunga e articolata mobilitazione, benche’ allora fossero contrari persino gli enti pubblici che ora se ne fanno promotori. Le due Comunita’ montane Curone e Borbera (riferiscono i giornali) intendono dotarsi di un progetto preliminare, con l'intenzione di bandire poi una gara per la concessione dei terreni e l'esecuzione, riservandosi un ruolo nella gestione. Questo ruolo e la possibilita’ di fornire le direttrici del progetto, secondo gli enti, giustificherebbero il voltafaccia rispetto a due anni fa. Lunedi’ 16 al consiglio della nostra Comunita’ (cui ho assistito come sempre da unico spettatore) si e’ detto che e’ necessario sbrigarsi, per “mettere il cappello” sulla zona, prima che un altro privato dopo l'Enel presenti un suo progetto, meno redditizio (si e’ fatto l'esempio di quanto accaduto a Fraconalto). La novita’ e’ il coinvolgimento di una persona che considero corretta come l'ingegner Ferrari, sindaco di Montacuto, convinto della bonta’ tecnica dell'idea e della sua convenienza economica, e disponibile a redigere uno studio di fattibilita’, confidando che l'impianto possa essere reso compatibile con l'ambiente. Ho preso nota dell'impegno della giunta ad informare la popolazione prima di ogni decisione, ma intanto segnalo che il progetto e’ gia’ stato inserito, prima ancora che la notizia uscisse, in un "Programma territoriale integrato“ presentato in Regione (al fine di ottenere qualche briciola di finanziamento per redigerlo, e’ stata la giustificazione). Per inciso, in questo programma, nero su bianco, spiccano la previsione di aggiungere altre 9 buche al campo golf di Momperone, la realizzazione di una centralina a biomassa a Monleale, la realizzazione di una centrale idroelettrica a Ponte del Mulino. Per ognuno di questi altri progetti si possono formulare motivate obiezioni, sono insomma idee almeno “discutibili” ( gia’ per l'attuale iniziativa del golf a Momperone, assurta all'onore delle pagine nazionali de “La Stampa”, il 28 maggio il giornalista Fabio Poletti aveva usato il vocabolo “stramberia”). I progetti sono stati segnalati alla Regione dopo averli discussi forse con i sindaci ma non con i cittadini. Purtroppo queste informazioni circolano poco o niente e per conoscerle ed approfondirle occorre essere stakanovisti e un po' paranoici come il sottoscritto. Quando poi con simili metodi si ottiene il famoso “contributo”, chi non e’ d'accordo e’ dipinto come il “nemico del popolo” del teatro di Ibsen, colui che rifiuta la manna piovuta dal cielo (la vicenda del golf e’ esemplare).
Il signor Tosi chiude scrivendo che “non siamo in Val Susa”. Stavolta a dire “purtroppo” sono io: non si puo’ scambiare per egoismo il rispetto per il proprio territorio. La Val Susa ci fornisce una lezione di dignita’ e di democrazia, con il coinvolgimento della popolazione nel discutere ed elaborare le scelte fondamentali che la riguardano. Resto convinto che, nella nostra valle, tra eletti e cittadini si sia formato un profondo solco, mentre in consiglio, un autorevole componente della giunta, l'assessore all'ambiente, si e’ detto invece persuaso che in termini generali sia ben possibile ed a volte necessario limitarsi a decidere a maggioranza nelle istituzioni.

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