23 luglio 2008

uno studio e un accordo di programma sul parco eolico

Alla scadenza del 30 giugno sono stati depositati gli elaborati relativi al PTI dell'Appennino.
Da qualche giorno sul sito della Regione Piemonte è possibile consultarli liberamente.

Si puo' cosi' leggere lo "studio di fattibilità" del parco eolico, materialmente steso (a quanto si desume dai "files" da cui è costituito), dalla solita società "Chintana Srl" ben nota nelle nostre contrade per aver già redatto ad esempio lo studio di fattibilità del campo golf.
Il testo si compone di oltre 60 pagine. In calce al post ne trascrivo alcuni passi.

I dati sulla "ventosita'" dell'area prescelta contenuti nello studio di fattibilita' sull'eolico provengono da fonti in libera consultazione sulla rete. Cosi' a pagina 8 e 9 dell'elaborato, la fonte e' Arpa "Il vento in Piemonte".
Tuttavia, a pagina 10 dello studio si aggiunge:
"per completare il quadro relativo all’adeguata presenza di vento, approfondite rilevazioni sono state condotte, nell’area oggetto del presente documento, da una società specializzata nella consulenza e progettazione nel settore delle tecnologie di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (la società Tecnogaia, che ha realizzato, a fine 2007, uno studio preliminare, su incarico delle due Comunità Montane interessate alla realizzazione dell’intervento).
La raccolta di dati grezzi elementari e validati è stata eseguita, per un periodo complessivo di monitoraggio di oltre trenta mesi, con strumentazione e metodologia idonea allo scopo di qualificare la risorsa eolica, in accordo con le modalità riportate nella seguente Tabella (seguono i criteri adottati) .

Il testo continua:
Le rilevazioni effettuate in circa trenta mesi hanno evidenziato che:
- il sito ha una buona ventosità, con un contenuto energetico del vento abbondantemente superiore ai 300 W/m2;
- i settori di provenienza del vento maggiormente produttivi sono quelli da Nord/Nord-Est e da Sud/Sud-Est;
- la turbolenza è particolarmente contenuta, soprattutto nei venti superiori a 4 m/s (i venti di interesse per la produzione di energia eolica);
- il rapporto di raffica rientra nella normalità per i siti eolici;
- la velocità massima istantanea registrata è stata pari a 42 m/s
.


E' da ritenere che questi siano i "dati informali" cui alludeva il presidente di giunta in un suo passato intervento.


Ieri sera in Consiglio di Comunità é stata poi approvata (1 voto contrario, 1 astenuto) lo schema di “Accordo di Programma” tra le Comunità' Montane Val Borbera e Valle Spinti e Valli Curone Grue e Ossona e i comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Fabbrica Curone e Montacuto per la progettazione e la realizzazione di un Parco Eolico.
Sempre in calce al post, trascrivo il testo approvato.


Secondo la Giunta, lo stesso atto, in identico testo, è già stato votato dalla CM Borbera una decina di giorni fa.Il presidente ha riferito che, al momento, si cercano 300-400mila euro per fare altri studi. Se non arriveranno dal PTI, si spera nel GAL Giarolo che a sua volta è stato ampliato e che concorre ad un altro bando regionale.

La discussione ha avuto spunti interessanti su cui si potrà ritornare. Vedremo intanto come ne riferiranno i giornali locali.

E' stato importante anche leggere, nelle "conclusioni" contenute in una nota diffusa ai consiglieri, i seguenti passi:
La convenienza economica, seppur sostenuta di per sé da una buona ventosità, deriva quindi anche dalla giusta scelta di un impianto di grande taglia come quello qui considerato. Diversamente, impianti di potenza inferiore potrebbero lamentare qualche deficit economico per gli alti costi dell'accesso al sito e di allacciamento alla rete AT (per contro un discreto livello di convenienza si potrebbe ancora ritrovare in impianti molto contenuti in potenza, formati da una o due macchine, tali da essere allacciati alla rete MT e con aerogeneratori più piccoli, 0,85-1,0 MW, e quindi più facilmente "trasportabili").
La viabilità interna appare di facile realizzazione ad eccezione di alcuni brevi tratti dove soluzioni anche onerose trovano la loro giustificazione dalla consistenza della potenza installabile.Dal punto di vista geologico, per il livello di approfondimento necessariamente superficiale qui considerato, il sito merita indagini che ne stabilisca l'idoneità ad ospitare macchine eoliche.
Il processo progettuale deve essere portato avanti con le seguenti priorità:

...
Screening ambientale per valutazioni approfondite sull'inserimento dell'impianto con particolare riferimento all'accettazione dell'intervento da parte del territorio
Approfondimento del monitoraggio anemometrico sull'area più estesa, mediante installazioni di alcune stazioni (4/5), anche di altezza prossima a quella del mozzo della macchina prospettata (80 m). [ndr - nel corso del consiglio si è appreso che sono già operanti (installati da chi ?) due misuratori che lavorano a quota di 15 metri, ora servono fondi per installare gli altri 2 o 3]
Storicizzazione dei dati disponibili e studio anemologico di dettaglio con modelli adeguati (orografìa complessa)
Verifiche accurate, affidate anche a ditte di trasporto, sull'accessibilità al sito.
Progettazione di massima e computo-metrico preliminare degli interventi necessari.
Confronto con soluzione-elicottero.
...

Dallo "Studio di fattibilità"
Indicazioni tecniche di base ed esplorazioni preprogettuali
Il layout dell’impianto è il risultato di successive elaborazioni progettuali tese a determinare la migliore soluzione ai fini della mitigazione dei relativi interventi.
Esso comprende:- n° 44 aerogeneratori di grande taglia, per una potenza complessiva installata di 120 MW;- n° 44 cabine di macchina;- n°1 Stazione di trasformazione MT-AT.
La costruzione dell’impianto prevede l’esecuzione dei seguenti lavori:- l’adeguamento della rete viaria interna all’impianto e la realizzazione delle piazzole degli aerogeneratori con formazione dei plinti di fondazione e posa delle cabine prefabbricate sulle relative vasche di fondazione (opere civili);- la posa delle apparecchiature elettriche, tipicamente quadri e trasformatori, posa degli elettrodotti interrati, posa dei dispersori di messa a terra e esecuzione di tutti i collegamenti (opere elettromeccaniche);- il trasporto e il montaggio degli aerogeneratori (opere meccaniche).Gli impianti elettrici saranno progettati e realizzati nel pieno rispetto delle norme CEI vigenti.
Il layout di impianto segue, secondo un allineamento continuo unifilare, la dorsale che si diparte dal Monte Giarolo e raggiunge il Monte Chiappo per poi proseguire verso Nord lungo il crinale che collega il Monte Rotondo ed il Monte Garave; dal Monte Cosfrone si diparte una lunga diramazione sul crinale del Monte Roncasso.
I requisiti dell’aerogeneratore sono di seguito riportati:
DATI GENERALI

Tipo: ad asse orizzontale
Orientamento: Rotore controvento
N. pale: Tre
Diametro rotore: 90 m
Area spazzata: 6.359 m2
Altezza al mozzo: 76/90 m
Velocità di rotazione: 15/20 giri/min
Emissioni acustiche al mozzo: 104/108 dB
DATI OPERATIVI

Velocità vento di avvio 4 m/s
Velocità vento nominale 15 m/s
Velocità vento di arresto 25 m/s
PALE

Materiale: Resina rinf. con fibre di vetro
Lunghezza: circa 43 m
Peso intero rotore: 40 t
NAVICELLA

Sistema di orientamento: Attivo di tipo idraulico/ elettrico
Ingombro: 10.0 x 3.5 x 4.5 m
Peso: 70 t
TORRE

Tipo: Tubolare conico in acciaio, formato da più tronconi
Altezza: 76/105 m
Peso complessivo: 150/270 t
MOLTIPLICATORE (se presente)

Tipo: Elicoidale / Epicicloidale
GENERATORE ELETTRICO

Tipo: Asincrono con rotore avvolto
Potenza nominale: 3000 KWTensione: 690 V c.a.
Frequenza: 50 Hz
Classe di protezione: IP54
In corrispondenza di ciascun aerogeneratore, è prevista la realizzazione di una piazzola di circa 400 m2 dove troveranno collocazione la fondazione, la torre di sostegno dell'aerogeneratore, la cabina di macchina (verosimilmente alloggiata nella torre di sostegno), i dispersori di terra e le vie cavo interrate. Tale piazzola sarà realizzata attraverso scotico superficiale, livellazione, riporto di materiale arido, compattazione, ed eventualmente rifinita con masselli autobloccanti per pavimentazione erbosa o con pietrisco.
Tutto intorno alla piazzola è prevista un’area molto più ampia ma provvisoria di cantiere, di circa 1600 m2, necessaria per le operazioni di montaggio e di eventuale manutenzione straordinaria che, terminata la costruzione dell’impianto, sarà ripristinata mediante idrosemina di tappeto erboso o, eventualmente, tramite piantumazione di cespugli ed essenze tipiche della flora locale.
Le fondazioni saranno presumibilmente del tipo diretto. Le dimensioni della base a sezione quadrata indicative di tali fondazioni per macchine di grande taglia saranno di 15 x 15 m, con una profondità indicativamente pari a circa 5/6 m.

Il collegamento elettrico sarà con la cabina primaria di Vignole Borbera che, pur più distante rispetto a quella di Varzi, ha una migliore capacità di acquisizione dell’energia, sia in termini di potenza, che di possibilità di contralimentazione; la cabina di Vignole, infatti, è un punto nodale, mentre quella di Varzi è in antenna.
Le vie cavo interne e di collegamento all’impianto saranno interrate. Saranno posate secondo le modalità valide per le reti di distribuzione urbana e seguiranno preferenzialmente percorsi disposti lungo o ai margini della viabilità interna e di accesso all’impianto. Nei percorsi lontani dalla sede stradale, la presenza della via cavo interrata dovrà essere adeguatamente segnalata in superficie nei tratti rettilinei ed in corrispondenza di ogni deviazione di tracciato.
La stazione di trasformazione MT/AT, necessaria ad interfacciare impianti di grande potenza con la rete di trasmissione nazionale, verrà posizionata nel fondo valle (in via preliminare tra i Comuni di Albera Ligure e Cabella Ligure, essendo questo il lato del sito più prossimo a Vignole da dove si diparte il collegamento in AT) e sarà quindi raggiunta dai cavi interrati in MT dalla centrale eolica.
Tale stazione sarà costituita da:- una cabina prefabbricata in c.a. per quadri B.T. di controllo ed una cabina prefabbricata in c.a. per i quadri M.T.;- una cabina prefabbricata in c.a. per quadri elettrici ed una cabina prefabbricata in c.a. a disposizione per altri locali tecnologici;- un’area scoperta contenente le apparecchiature elettriche necessarie per la trasformazione MT/AT.
Le cabine prefabbricate in c.a. verranno adeguatamente rivestite con pietrame di uso locale.
L’area sarà suddivisa in due parti: una propriamente di impianto, che ospiterà gli elementi di base di cui sopra, ed una di competenza Terna, più ampia che conterrà le apparecchiature di manovra e di connessione in AT.
L’area complessiva sopra descritta sarà di circa 3600 m2 e, per motivi di sicurezza, dovrà essere recintata.
L’assetto elettromeccanico dell’impianto in AT sarà il seguente:- Trasformatori di potenza MT/AT (tre da 40 MW ovvero 2 da 64 MW);- Scaricatori AT;- Sezionatori di manovra ed interruttori;- Apparecchiature di controllo e misuraL’impianto di terra sarà costituito dalle seguenti parti:- n° 1 dispersore lineare di collegamento equipotenziale di tutte le macchine (corda in rame da 50 mm2);- n° 1 dispersore di terra a picchetti per la cabina di centrale e per la cabina di trasformazione;- n° 1 dispersore di terra a picchetti per ogni cabina di macchina.
Per integrare e quindi migliorare le capacità disperdenti, il dispersore dovrà essere interconnesso in più punti anche con le armature dei plinti di fondazione degli aerogeneratori.
...
Aree protette e siti Natura 2000. Nella parte orientale del sito eolico, sul crinale tra i Monti Chiappo e Ebro, è stata recentemente (nel 2006) istituita una Zona di Protezione Speciale, identificata con il numero IT1180025. Tale istituzione si è resa necessaria in ambito di infrazione comunitaria, dovendo la Regione Piemonte adeguare la quantità di aree protette in relazione alle direttive “Habitat” e “Uccelli”.
La ZPS insiste totalmente sul Comune di Cabella Ligure, per una superficie pari a 307,07 ha, corrispondenti al 7,19% della superficie comunale.
Per non interferire in alcun modo con il sito protetto, si è scelto di operare una soluzione di continuità nella collocazione degli aerogeneratori, in modo che nessuno di essi venga a collocarsi all’interno dei confini della ZPS e turbi l’habitat naturale dell’avifauna ivi tutelata.



L'Accordo di programma
tra

a. la COMUNITÀ MONTANA VAL BORBERA E VALLE SPINTI,
b. la COMUNITÀ MONTANA VALLI CURONE GRUE E OSSONA
c. il COMUNE DI ALBERA LIGURE
d. il COMUNE DI CABELLA LIGURE
e. il COMUNE DI CANTALUPO LIGURE
f. il COMUNE DI FABBRICA CURONE
g. il COMUNE DI MONTACUTO

premesso
A) che le amministrazioni pubbliche sopra citate, unitamente ad altri enti locali della Provincia di Alessandria, partecipano alla redazione del "Programma Territoriale Integrato dell'Appennino e dell'Alto Monferrato: le energie, le acque e la natura" che, a partire dall'utilizzo e dalla valorizzazione delle risorse naturali presenti, mira a generare risorse economiche da reinvestire sul territorio all'interno di diversi ambiti di intervento;
B) che detto Programma individua, quale elemento caratterizzante, interventi in favore della produzione di energia da fonti rinnovabili gestendo attivamente le risorse naturali in base alle seguenti considerazioni:la realizzazione di impianti per la produzione di energia alternativa rappresenta un'ottima sinergia tra la dimensione ambientale e quella economica,la immissione di energia in rete o sul mercato elettrico rappresenta un'interessante possibilità per il territorio di acquisire nuove risorse che possano essere utilizzate a supporto di scelte strategiche di sviluppo territoriale e pertanto reinvestite all'intemo del territorio stesso in settori quali la filiera agricola, le attività turistiche, artigianali, culturali ed umane allo scopo di avviare un processo di sviluppo in grado di attirare nuove energie, risorse, investimenti
C) che uno studio recentemente commissionato dalle comunità montane Valli Curone Grue e Ossona e Val Borbera e Valle Spinti alia società Tecnogaia srì, con sede in Milano, specializzata in attività di consulenza e progettazione nel settore elettrico e nell'ambito delle tecnologie di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ha documentato la fattibilità tecnico economica di un impianto (di seguito denominato "parco eolico") per la produzione di energia elettrica basato sullo sfruttamento dell'energia eolica attraverso rotori posizionagli nel territorio dei cinque comuni firmatari del presente accordo. In particolare lo studio evidenzia consistenti possibilità di produzione energetica in grado di attivare adeguati ricavi finanziari necessari alla creazione di nuove opportunità di lavoro, di progetti ed idee vincenti da mettere in atto per la valorizzazione del paesaggio con il sostegno ai residenti per sopperire agli aspetti maggiormente vissuti come ostacolo del vivere in realtà marginali come le nostre
D) che la centralità della questione energetica, anche nella sua valenza ambientale, ribadita da tutti gli strumenti di pianificazione strategica a partire dal Documento di Programmazione Strategico Operativa, per giungere al DPEFR 2007-2009 e al Piano di Sviluppo Rurale, e al tempo stesso la sua trasversalità rispetto alle diverse politiche di settore, rendono improrogabile, a giudizio delle amministrazioni firmatarie, l'avvio della progettazione di un Parco Eolico
E) che tra gli enti firmatari si è convenuto sulta opportunità di sottoscrivere, ai sensi dell'articolo 34 del decreto legislativo n. 267/2000 un accordo di programma mediante il quale definire gli obiettivi comuni, lo sviluppo temporale delle iniziative, le garanzie a favore dei tenitori ospitanti gli impianti, le modalità di consultazione e di coordinamento
F) che l'accordo di programma è stato approvato dai competenti organi deliberativi con i provvedimenti sopra specificati

si conviene quanto segue
1. premesse: le premesse fanno parte del presente accordo;
2. obiettivi: le comunità montane ... e i comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Fabbrica Curone e Montacuto (di seguito denominati anche "comuni") si impegnano a collaborare attivamente allo scopo di approfondire e sviluppare le varie fasi di progettualità per la realizzazione di un parco eolico - come definito in premessa - lungo i crinali di confine tra le due comunità montane nel territorio dei comuni firmatari. Detta collaborazione sarà mirata innanzi tutto al reperimento - presso i competenti organismi comunitari, statali e regionali - delle risorse finanziarie necessario alla realizzazione degli ulteriori approfondimenti tecnico economici riconducibili alle varie fasi di progettazione, previste dalla vigente normativa di legge, allo scopo di conseguire gli obiettivi citati alla lettera B) delle premesse.
3. programma di lavoro: a questo scopo viene individuata la seguente sequenza di provvedimenti e iniziative da adottarsi in seguito alla stipulazione del presente accordo di programma:- costituzione della cabina di regia di cui al successivo articolo 4- reperimento delie risorse finanziarie,- sviluppo della progettazione del parco eolico,- informazione al territorio sul progetto e i suoi sviluppi- definizione delle modalità realizzative del progetto,- controllo delle fasi realizzative;
4. cabina di regia: per il tempestivo raggiungimento degli obiettivi indicati nel presente accordo di programma viene costituita un cabina di regia, organismo di coordinamento e controllo, composto dai presidenti delle comunità montane, o loro delegati, e dai sindaci dei comuni, o loro delegati.Le modalità di riunione della cabina di regia saranno definite tra le parti con successivo accordo.

Compete alla Cabina di regia:
a. verifìcare costantemente la fattibilità tecnico economica del Parco eolico;
b. assumere decisioni in merito a problematiche generati e di programmazione legate alla realizzazione del Parco;
c. effettuare valutazioni in merito:- agli stati di avanzamento delle progettazioni in relazione al cronoprogramma previsto;- ad eventuali modifiche tecnico ed economiche degli interventi rispetto a quanto precedentemente stabilito;
d. pronunciarsi in merito alta necessità di assumere procedure d'accelerazione e di semplificazione relativamente agli iter autorizzativi ed attuativi degli interventi previsti - nel rispetto delle norme vigenti - decidendo pertanto anche sulla necessità di ricorrere, per alcune categorie d'opere, alla procedura della conferenza dei servizi sin dalla fase della progettazione preliminare.

3 commenti:

giuliano ha detto...

Domanda. Con cosa si arriva dalla sottostazione AT di Cabella o Albera allla stazione di trasmissione TERNA di Vignole? Via cavo o in linea aerea? E a che tensione? Ai 380kV della SS Terna o a 132kV tipico della distribuzione?

Giuseppe Raggi ha detto...

Scorrendo le 63 pagine del documento denominato "PTI DELL’APPENNINO E DELL’ALTO MONFERRATO: L’ENERGIA, LE ACQUE E LA NATURA -Studio di fattibilità completo -Realizzazione di un parco eolico sul crinale fra la Val Curone e la Val Borbera" non sono riuscito a trovare le due informazioni a cui fa riferimento. Neppure mi sembra sia stato inserito )o almeno, non in modo esplicito) il costo della linea tra quelli relativi all'impianto. Nel corso del dibattito in consiglio di comunità montana mi sembra si sia parlato di cavi interrati e di tensione a 380, ma come dcevo, non ho trovato un riscontro scritto.

Purtroppo il blog non consente di pubblicare documenti in formato "Word", quello adottato da chi ha redatto il testo (consltabile sul sito della Regione, anche se in formato compresso di enormi dimensioni) di cui parliamo .
In calce lo trascrivo in formato testo, senza immagini e grafici e con idati delle tabelle non correttamente allineati. Credo che si comunque interessante.

STUDIO DI FATTIBILITÀ COMPLETO


Codice intervento: CMVCB1PPCO

Denominazione: Realizzazione di un parco eolico sul crinale fra la Val Curone e la Val Borbera

Localizzazione: Comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Fabbrica Curone, Montacuto

Comunità Montana di riferimento: Comunità Montana Valli Curone, Grue e Ossona e Comunità Montana Val Borbera e Valle Spinti

Investimento: pubblico/privato



INDICE DEI CONTENUTI

1. QUADRO CONOSCITIVO pag. 3
1.1 Quadro conoscitivo generale ed obiettivi dell’intervento pag. 3
1.1.1 I contenuti generali dell’intervento pag. 3
1.1.2 Il contesto territoriale in cui si inserisce l’intervento pag. 4
1.1.3 Soggetti coinvolti pag.13
1.1.4 Finalità dirette e indirette pag.15
1.1.5 Connessione con altri interventi e compatibilità pag.17
con gli indirizzi di programmazione regionale
1.2 Individuazione delle alternative progettuali pag.19
1.3 Modalità di gestione dell’opera pag.20

2. FATTIBILITA’ TECNICA pag.24
2.1 Indicazioni tecniche di base ed esplorazioni preprogettuali pag.24
2.2 Stima parametrica dettagliata del costo di costruzione e pag.22
di realizzazione
2.3 Eventuali problemi su cui porre l’attenzione in fase pag.30
progettuale

3. COMPATIBILITA’ URBANISTICA, AMBIENTALE E PAESAGGISTICA pag.30
3.1 Compatibilità urbanistica pag.30
3.2 Descrizione dettagliata di eventuali impatti ambientali dovuti pag.31
all’opera e misure compensative da prendersi
3.3 Descrizione dettagliata di eventuali impatti paesaggistici pag.36
dovuti all’opera e misure compensative da prevedersi
4. SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA pag.40
4.1 Definizione del bacino di utenza dell’opera, analisi della pag.40
domanda potenziale e dei competitori presenti
4.2 Stima dei potenziali utenti pag.43
4.3 Piano finanziario dell’opera – analisi costi ricavi pag.44
4.3.1 I ricavi del parco eolico pag.44
4.3.2 I costi del parco eolico pag.46
4.4 Sostenibilità dei costi e copertura finanziaria pag.51

5. CONVENIENZA ECONOMICO – SOCIALE pag.52
5.1 Analisi dei costi e dei benefici per la collettività pag.52

6. PROCEDURE pag.59
6.1 Descrizione puntuale di tutti i vincoli che gravano sull’opera pag.59
6.2 Descrizione puntuale dei passaggi normativi e procedurali pag.59
che si intendono attuare per superare i vincoli indicando
i relativi tempi
6.3 Cronoprogramma delle scadenze temporali pag.61

7. ANALISI DI SENSIBILITA’ E DI RISCHIO pag.61
7.1 Analisi di sensibilità (variazioni costi, ricavi, benefici) pag.61
7.2 Analisi di rischio pag.62






1. QUADRO CONOSCITIVO


1.1 Quadro conoscitivo generale ed obiettivi dell’intervento


1.1.1 I contenuti generali dell’intervento

Le Comunità Montane Valli Curone, Grue, Ossona e Val Borbera e Valle Spinti intendono realizzare, nell’ambito del “Programma Territoriale Integrato dell’Appennino e dell’Alto Monferrato: le energie, le acque e la natura”, la realizzazione di un Parco Eolico nell’area a ridosso del crinale tra la Val Curone e la Val Borbera, come meglio descritta nel prosieguo del presente studio.

L’intervento costituisce la principale espressione, per dimensioni e per ricadute, della politica di valorizzazione delle energie rinnovabili perseguita dal territorio su cui si incentra il Programma Territoriale Integrato, nel quale occupa una posizione di particolare rilievo; esso aspira, inoltre, a rivestire un ruolo di primo piano su scala regionale, qualificandosi tra i principali siti di produzione di energia da fonte rinnovabile dell’intera Regione Piemonte.

In estrema sintesi, il parco oggetto dello studio di fattibilità sviluppato nelle pagine seguenti prevede:
- 44 aerogeneratori, ciascuno con un’altezza del mozzo di 80 mt. e un diametro di mozzo di 90 mt.;
- rotori montati sulle torri del tipo a 3 pale, controvento, ad asse orizzontale;
- una potenza complessiva installata di 132 MW (la potenza nominale di ciascuna torre è di 3 MW), secondo una configurazione in grado di realizzare le seguenti performance:

Potenza nominale unitaria1 (MW) Numero aerogeneratori Potenza installata totale (MW) Ore equivalenti lorde Perdite previste2(%) Ore equivalenti nette Produzione netta annua totale (MWh/anno)
3,0 44 132 2.300 12 2.024 267.168

NOTE: 1 – I valori unitari si riferiscono a ciascun aerogeneratore
2 – Perdite considerate: elettriche d’impianto, per effetto scia e per indisponibilità dell’impianto

1.1.2 Il contesto territoriale in cui si inserisce l’intervento

Il parco eolico oggetto del presente studio di fattibilità troverà realizzazione nel cuore dell’Appennino Piemontese, ai margini sud orientali della Provincia di Alessandria, in prossimità del confine con le Regioni Emilia Romagna, Liguria e Lombardia.

Il territorio interessato dall’intervento si situa in area montana che, tuttavia, si caratterizza rispetto allo sviluppo tipicamente assiale della morfologia alpina, per la presenza di una struttura a rete, nella quale le vallate ed i crinali si dispiegano secondo tracce che seguono orientazioni molto varie.



















Nel dettaglio, l’area comprende il crinale che, posizionato tra la Val Borbera e la Val Curone, si dispiega sulle seguenti alture: Monte Giarolo, Monte Gropa, Monte Pana, Monte Oserone, Monte Roncasso, Monte Pragasso. L’altitudine del sito varia in un intervallo compreso tra 1.300 e 1.600 metri s.l.m..

Il terreno è per lo più incolto, con una presenza diffusa di vegetazione spontanea: gli estesi pascoli di sommità, da tempo abbandonati dall’azione di manutenzione dell’uomo, sono contraddistinti dalla diffusa presenza di arbusti di invasione e sono praticamente privi di vegetazione ad alto fusto. Dal punto di vista paesaggistico, il sito non si distingue rispetto al territorio circostante, non evidenziando alcuna particolare peculiarità o unicità che ne motivi l’emersione dal contesto.

Quando si considerino la flora e la fauna predominanti in loco, si ravvisano i caratteri propri dell’area: mammiferi, anfibi, uccelli e rettili diffusi in ambiente appenninico, nonché comuni ambienti pascolivi. In merito alla popolazione di uccelli, degna di nota la presenza a breve distanza di una zona ZPS – Zona di Protezione Speciale, identificata dal codice IT1180025: come meglio dettagliato al successivo Capitolo 3, proprio allo scopo di evitare un’interferenza degli aerogeneratori con tale habitat l’area candidata ad ospitare il Parco Eolico è stata individuata in modo accorto, prevedendo una soluzione di continuità nella collocazione delle pale sul tratto di crinale delimitato dai monti Chiappo e Ebro.

La parte più alta delle valli mostra tratti di rimboschimento effettuato con Pinus pinaster e Larix decidua ed estese zone di bosco misto ed alcune faggete, che nel passato caratterizzavano queste zone. La parte sommatale (sopra i 1300 mt.) appare spoglia da vegetazione di alto fusto ed il terreno è ricoperto da erba da pascolo.

Dal punto di vista amministrativo, l’area si situa nel contesto territoriale di competenza, rispettivamente, della Comunità Montana Valli Curone, Grue, Ossona e della Comunità Montana Val Borbera e Valle Spinti; specificamente, le torri eoliche troveranno collocazione nei Comuni di:
- Albera Ligure (C.M. Val Borbera e Valle Spinti);
- Cabella Ligure (C.M. Val Borbera e Valle Spinti);
- Cantalupo Ligure (C.M. Val Borbera e Valle Spinti);
- Fabbrica Curone (C.M. Valli Curone, Grue e Ossona);
- Montacuto (C.M. Valli Curone, Grue e Ossona).























Sul piano delle infrastrutture viarie di accesso, le strade provinciali che raggiungono i capoluoghi della Val Borbera, da un lato del rilievo, e della Val Curone, dall’altro, partono rispettivamente da: Vignole, in corrispondenza dell’autostrada A7, e da Tortona, a ridosso del crocevia autostradale tra la A7 e la A21. Nelle prossimità del sito, le direttrici, che vengono graficamente rappresentate nella figura seguente, si dipartono dalle località di Cabella Ligure, Giarolo e Caldirola. Tali assi viari saranno oggetto di interventi di potenziamento per assicurare la loro funzione a servizio del parco eolico; la conformazione del crinale è, però, tale da consentire un adeguamento della viabilità relativamente facile, grazie ad un carattere piuttosto pianeggiante e ad un’assenza sostanziale, come già detto, di vegetazione ad alto fusto.

























Sempre sotto il profilo infrastrutturale, importante elemento di dotazione dell’area è rappresentato dalla presenza di dorsali elettriche ad alta tensione; rispetto al crinale oggetto del presente studio si individuano:
- in direzione nord, ad una distanza approssimativa di 13 km, la cabina primaria di Varzi;
- in direzione ovest, a circa 18 km, la cabina primaria di Vignole Borbera;
- nelle direzioni sud ed est, ad una distanza di 15-18 km, altre due linee ad alta tensione.
L’elaborazione cartografica seguente rappresenta le direzioni di sviluppo delle linee e la collocazione delle cabine primarie rispetto al sito in oggetto.

























Poiché l’intervento rappresentato e descritto nell’ambito del presente studio di fattibilità ha ad oggetto la realizzazione di un parco eolico, un fattore fondamentale di caratterizzazione del contesto riguarda la disponibilità di vento. Da questo punto di vista, le alte Valli del Curone e del Borbera rappresentano uno dei pochissimi siti che, in Piemonte, risultano idonei alla produzione di energia eolica.

Come evidenziato dai dati elaborati dall’Arpa Piemonte e dall’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze della Terra (“Il vento in Piemonte”, inserito come Volume 5 della Collana Studi Climatologici in Piemonte), il vento misurato nella stazione di rilevamento Capanne di Cosola (Cabella Ligura, 1550 m. s.l.m.), nelle immediate vicinanze del sito.
- ha una velocità costantemente superiore ai 4,4 metri al secondo (si considerano venti di interesse per la produzione di energia eolica quelli superiori a 4 m/s);
- in 8 mesi all’anno e in tre stagioni su quattro (primavera, autunno e inverno), la velocità del vento supera i 5 m/s;
- in 3 mesi all’anno (inverno), la velocità del vento supera addirittura i 6 m/s.










































Negli anni (la rilevazione Arpa comprende il decennio 1990 – 2000), i giorni di vento intenso (tra 7,6 10 m/s) sono stati sempre superiori ai 30 ed hanno superato, in due occasioni (nel 1991 e nel 1993), i 60.



















Per contro, i giorni di calma (vento inferiore a 1 m/s, misurato nei 10 minuti), nel periodo tra il 1990 e il 2001, sono stati complessivamente pari a 4, concentrati in tre soli anni, con una media approssimata allo zero.





A completare il quadro relativo all’adeguata presenza di vento, approfondite rilevazioni sono state condotte, nell’area oggetto del presente documento, da una società specializzata nella consulenza e progettazione nel settore delle tecnologie di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (la società Tecnogaia, che ha realizzato, a fine 2007, uno studio preliminare, su incarico delle due Comunità Montane interessate alla realizzazione dell’intervento).

La raccolta di dati grezzi elementari e validati è stata eseguita, per un periodo complessivo di monitoraggio di oltre trenta mesi, con strumentazione e metodologia idonea allo scopo di qualificare la risorsa eolica, in accordo con le modalità riportate nella seguente Tabella.


Modalità di misurazione dei dati anemometrici

Numero di stazioni di raccolta dei dati anemometrici 2

Frequenza di campionamento dei dati ogni secondo

Grandezze rilevate velocità del vento
direzione del vento

Grandezze registrate ogni 10 minuti velocità media del vento
velocità massima del vento
velocità minima del vento
scarto quadratico medio della velocità del vento
media vettoriale della direzione del vento


Le rilevazioni effettuate in circa trenta mesi hanno evidenziato che:
- il sito ha una buona ventosità, con un contenuto energetico del vento abbondantemente superiore ai 300 W/m2;
- i settori di provenienza del vento maggiormente produttivi sono quelli da Nord/Nord-Est e da Sud/Sud-Est;
- la turbolenza è particolarmente contenuta, soprattutto nei venti superiori a 4 m/s (i venti di interesse per la produzione di energia eolica);
- il rapporto di raffica rientra nella normalità per i siti eolici;
- la velocità massima istantanea registrata è stata pari a 42 m/s.

Quando si consideri l’area sotto l’aspetto antropico emerge, innanzitutto, l’assenza di insediamenti umani nel sito, con riferimento sia all’area candidata ad ospitare gli aerogeneratori sia alle zone che ricadono in un raggio di 300 metri dalle torri eoliche, distanza all’interno della quale il mascheramento della componente acustica connessa al funzionamento degli impianti ad opera del rumore di fondo non si attua ancora in modo compiuto. La minima distanza da residenze è pari a 750 metri circa e si riferisce ad una colonia il cui uso è limitato alla stagione estiva.

Gli insediamenti abitativi più vicini sono quelli di Volpaia, Pobbio, Caldirola, Alpe di Cosola e Brugi, costituiti per lo più da costruzioni utilizzate da famiglie come seconda abitazione per i momenti ricreativi. Ripetitori utilizzati nel settore delle telecomunicazioni sono localizzati in prossimità del Monte Giarolo.

Appaiono del tutto assenti attività produttive, ad eccezione di qualche azienda agricola e di alcuni esercizi commerciali, quali alberghi e ristoranti, utilizzati principalmente nel periodo estivo. A Caldirola è in funzione, da alcuni anni, un impianto scioviario. L’impianto raggiunge il Monte Gropà, dove è in fase di realizzazione un rifugio alpino, la cui presenza viene tenuta in debito conto nell’identificazione dei punti più indicati ad ospitare gli aerogeneratori.

Dal punto di vista generale, l’area interessata dall’intervento ricade all’interno di un territorio con i caratteri di marginalità tipici degli ambienti montani che non siano assurti negli anni a località di particolare richiamo turistico; essa ha quindi affrontato, negli anni, tutte le conseguenze dell’avvenuto spostamento verso le località di pianura del baricentro della vita sociale ed economica.

Un indice di tale processo è costituito dalla diminuzione progressiva della popolazione residente, che ha portato la densità di popolazione, riferita ai cinque comuni con competenza sul sito in oggetto (Albera Ligure, Cabella Ligure, Cantalupo Ligure, Fabbrica Curone, Montacuto), ad un valore pari a 15 abitanti per Km quadro.

Al di là del confronto evidentemente “perdente” con i valori relativi alla realtà regionale (171 abitanti per kmq) e provinciale (121 abitanti per kmq in provincia di Alessandria), la significatività del dato emerge quando il confronto venga attuato con territori omogenei all’area in esame, prendendo a termine di confronto il valore di densità demografica che contraddistingue la totalità delle aree montane del Piemonte.

Come si desume da “La Montagna in cifre – Rapporto statistico sulle terre alte del Piemonte”, nel territorio montano della Regione Piemonte si registra un valore medio di 60 abitanti per kmq, pari a ben 4 volte l’indice che contraddistingue il territorio in oggetto.

Nei cinque Comuni direttamente interessati, per competenza territoriale, alla realizzazione dell’intervento, si ravvisa quindi una dispersione della popolazione particolarmente accentuata anche in confronto ad ambiti territoriali di per sé poco popolati quali le realtà montane, come frutto del fatto che su un’estensione di quasi 170 kmq vive in complesso una comunità limitata a soli 2.552 individui.


Popolazione residente
Albera Ligure 332 Fabbrica Curone 774
Cabella Ligure 577 Montacuto 321
Cantalupo Ligure 548
Totale area interessata dall’intervento in Val Borbera 1.457 Totale area interessata dall’intervento in Val Curone 1.095
TOTALE GENERALE AREA INTERESSATA DALL’INTERVENTO: 2.552
Totale Comunità Montana Val Borbera e Valle Spinti 9.127 Totale Comunità Montana Valli Curone, Grue e Ossona 6.924
Fonte: Banca Dati Demografica Evolutiva della Regione Piemonte, anno 2006


Dal punto di vista delle dinamiche economiche, detto delle limitate attività presenti sul sito direttamente interessato dall’intervento, le vocazioni prevalenti dei territori di valle riguardano:
- l’agricoltura
- il turismo.

In relazione al primo elemento, il paesaggio stesso delle medie e basse valli tortonesi ne rivela le tradizioni produttive. I frutteti che si alternano ai vigneti, in un susseguirsi continuo di filari ordinati, originano eccellenze come:
- il Timorasso e il Barbera, entrambi frutto di selezioni rigorose e di coraggiose innovazioni, orgoglio della viticoltura tradizionale (la zona di produzione dei vini DOC a marchio Colli Tortonesi ricade infatti nella fascia viticola collinare che si estende attorno a Tortona);
- le rosse e succose ciliegie, prodotte in tre differenti varietà, la Pistoiese, il Grigione e la Bella di Garbagna;
- la pesca di Volpedo, la cui fama ha già varcato da tempo i confini regionali;
- la mela Carla, coltivata senza irrigazione in tutta la fascia collinare.

A conferma dell’origine autoctona delle varietà locali, della tipicità che le distingue e della radicata vocazione del territorio, molti di questi frutti, coltivati in piccole aziende prevalentemente a conduzione familiare, sono stati designati dalla Regione Piemonte Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Sono state, poi, recentemente messe a coltura nuove varietà che, per qualità e tipicità, già si distinguono sul panorama del sapore: l’albicocca e la susina.

Le alte valli sono, invece, per lo più dedite all’allevamento , grazie alla disponibilità di pascoli estesi, su pendii dolci e di agevole accesso. I prodotti che ne derivano sono:
- il Montebore, ricercato e apprezzato sulle nobili tavole della corte sforzesca milanese, rappresenta il più antico ed originale prodotto lattiero-caseario delle valli del tortonese; la sua forma unica, che riecheggia il rudere dell’omonimo castello, testimonia l’illustre storia del più ambito formaggio locale, preparato con latte misto di vacca e pecora, che già nel XII secolo percorreva le strade verso Genova e la Lombardia;
- i tradizionali e gustosi salumi, risultato di una lavorazione artigianale che dà origine al tipico impasto a grana grossa, dal sapore aromatizzato, dolce e delicato, e dal profumo intenso, frutto di una attenta ed accurata stagionatura; prodotto utilizzando anche i tagli nobili e le cosce del suino (di norma destinati alla produzione dei prosciutti), viene lavorato secondo tradizione con sale, pepe nero in grani ed aromatizzato con un infuso particolare di aglio e vino rosso;
- la carne all’erba, derivata da bovini allevati allo stato semi-brado, nutriti esclusivamente al pascolo.

In relazione alla sua vocazione turistica, il territorio si propone come meta enogastronomica di grande qualità; collocato in posizione baricentrica rispetto a Milano e Genova, attraversato dall’autostrada che unisce i due capoluoghi regionali (la A7), offre ai visitatori del fine settimana un’accoglienza caratterizzata da una cucina raffinata, impreziosita da prodotti esclusivi come i funghi e, soprattutto, i tartufi.

Le valli tortonesi, infatti, si distinguono in Piemonte per essere l’unico territorio a produrne di tre specie differenti, garantendo un’offerta continuativa lungo l’intero corso dell’anno; il tartufo bianco, il tartufo nero e lo scorzone, tutti di grande pregio, sono offerti alla tavola grazie alla peculiare struttura del terreno e all’omogeneità del suolo.

Gli estesi boschi di rovere e castagno creano inoltre l’habitat ideale per la crescita dei funghi porcini; freschi o essiccati, fritti o sott’olio, sono i protagonisti, non meno nobili dei tartufi, delle proposte gastronomiche più ricercate.


1.1.3 I soggetti coinvolti

I soggetti promotori del presente intervento sono
- la Comunità Montana Valli Curone, Grue e Ossona
- la Comunità Montana Val Borbera e Valle Spinti
nell’ambito del cui territorio troverà collocazione il parco eolico.

I due Enti, infatti, interpretano tale struttura come un’occasione unica per il rilancio e lo sviluppo dei territori di rispettiva competenza, come effetto dei benefici economici che la realizzazione dell’intervento è potenzialmente in grado di produrre a favore delle collettività locali.

In tutte le fasi operative di progettazione, costruzione e successiva gestione dell’impianto manterranno un ruolo di primo piano i cinque Comuni sui quali saranno collocati i pali, in ragione della loro competenza amministrativa sulle aree interessate dall’opera e in quanto primi beneficiari delle ricadute economiche e, di riflesso, sociali che saranno originate dal reddito generato dalla produzione di energia (si veda, a tale proposito, il successivo paragrafo 1.3, nel quale è dettagliato il meccanismo di gestione delle ricadute).

All’avvio delle fase di realizzazione, i soggetti promotori si attiveranno, nelle forme previste dalla normativa vigente (concessione di lavori pubblici, ai sensi del dls.163/06), la ricerca di un partner privato, di provata competenza tecnica, cui affidare la costruzione del parco e la sua successiva gestione, nel rispetto di un triplice ordine di criteri:
- la partecipazione ai costi di costruzione, secondo i principi del project financing ad iniziativa pubblica;
- la corresponsione di un canone a favore delle Amministrazioni proponenti, da calcolare in funzione del fatto che una parte significativa del reddito generato dall’impianto deve rimanere sul territorio;
- la regolamentazione dei rapporti tra enti pubblici e soggetto privato attraverso uno specifico capitolato, che fissi impegni specifici in relazione alla salvaguardia del territorio e alla tutela della qualità della vita delle popolazioni locali; tra gli elementi oggetto di capitolato rientrerà l’impegno alla rinaturalizzazione delle aree di cantiere e l’obbligo di fideiussione a garanzia del totale ripristino del sito oggetto di intervento, all’atto dello smantellamento dell’impianto, una volta terminata la sua vita tecnica (si veda, a tale proposito, l’approfondimento contenuto al successivo Capitolo 3).

A conferma del sicuro interesse, da parte di operatori privati, a partecipare con risorse proprie alla realizzazione del parco eolico, giova segnalare che società leader nel settore, quali Enel Green Power e Endesa, hanno avviato in proprio campagne di misurazione, hanno curato l’elaborazione di progetti e hanno formulato alla Amministrazioni interessate proposte operative per la collocazione nell’area di un Parco Eolico.

La concretizzazione di tali proposte è stata bloccata dalla volontà delle due Comunità Montane, le quali hanno ritenuto nell’interesse del territorio evitare la realizzazione di interventi con carattere puramente speculativo da parte di società private, che produrrebbero a favore del territorio stesso ricadute minimali (come emerge dall’osservazione di casi similari accaduti ad altre realtà), per promuovere invece la realizzazione di un intervento che preveda il coinvolgimento di privati all’interno di un quadro complessivo definito dai soggetti pubblici locali e che si ponga, dunque, l’obiettivo primario di produrre risorse a beneficio della collettività.

In sintesi, i rapporti tra i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’intervento possono configurarsi come descritto nello schema esemplificativo seguente:
























1.1.4 Finalità dirette e indirette

La valorizzazione della risorsa vento in chiave energetica si pone quale occasione per avviare un processo di sviluppo dell’area appenninica tortonese che sia, al contempo, compatibile sotto il profilo ambientale e sostenibile dal punto di vista socio-economico.

Il modello di sviluppo che le due Amministrazioni perseguono ha, dunque, diverse dimensioni:
- tiene conto dei bisogni degli abitanti e delle nuove esigenze della società; il suo obiettivo è, dunque, quello di garantire, in prospettiva, una qualità di vita ai residenti pari a quella di chi abita in territori meno marginali;
- gestisce in modo responsabile le risorse ambientali locali ed è, quindi, pensato ed organizzato per durare nel tempo;
- valorizza ed integra le varie componenti della collettività locale, esaltandone le possibili sinergie e rispondendo ai rispettivi bisogni.

Su tali premesse, tra le finalità dirette connesse con la realizzazione del parco eolico si riconoscono, pertanto:
- produrre una quota consistente di energia rinnovabile, con un vantaggio di evidente dimensione sovralocale. Si rammenta, a tale proposito, che la Regione Piemonte si è proposta di raggiungere, entro il 2012, una produzione da fonti rinnovabili pari a 1 TWh (contro la quota attuale di 0,65 TWh) e che prevede la totale indipendenza energetica a partire dal 2030; la producibilità del parco eolico tortonese in grado di coprire il fabbisogno energetico di una popolazione pari a quasi la metà della Provincia di Alessandria contribuisce in termini significativi al conseguimento di tali obiettivi;
- generare una forma di reddito endogeno a vantaggio della realtà locale, che potrà giovarsene in termini di servizi per la popolazione, per le imprese e per gli enti del territorio, con ciò traendo gli elementi necessari ad un rilancio di grandi dimensioni ed una via di uscita dalle attuali condizioni di marginalità;
- valorizzare la risorsa ambientale vento, caratteristica di questa porzione di territorio appenninico, evitando forme di sfruttamento e di speculazione soltanto economica (come quella che potrebbe essere perseguita da un investimento soltanto privato) e assicurando invece una governance pubblica per un uso responsabile della risorsa (e del territorio su cui si genera) e per una gestione vantaggiosa del reddito prodotto;
- assicurare alle Amministrazioni una condizione di autosufficienza economica per promuovere progetti di sviluppo di dimensione locale e per favorire un progressivo recupero del patrimonio architettonico e naturale locale.

Sulla base delle stesse considerazioni, non possono essere trascurate le finalità di tipo indiretto che derivano dal presente intervento, in termini prettamente ambientali; tra queste:
- il mancato utilizzo di fonti fossili, in funzione delle scelte tecniche adottate, con l’ottenimento di benefici a favore dell’atmosfera in linea con le seguenti stime:
§ emissione evitata di CO2 in atmosfera: 165.093 tonn / anno
§ emissione evitata di SO2 in atmosfera: 330 tonn / anno
§ emissione evitata di NO2 in atmosfera: 590 tonn / anno
- la messa in moto di un modello di sviluppo sostenibile che, a partire dalle risorse generate dall’impianto eolico, favorisca e sostenga comportamenti responsabili da parte delle imprese e della popolazione locale, sia in termini di efficientamento energetico del costruito, sia in favore della creazione di micro-impianti per il soddisfacimento di bisogni individuali.
1.1.5 Connessione con altri interventi e compatibilità con gli indirizzi di programmazione regionale

L’intero PTI dell’Appennino tortonese e dell’Alto Monferrato affida al tema dell’energia rinnovabile e dello sfruttamento responsabile delle risorse naturali un ruolo centrale nella strategia di sviluppo del territorio. In questo senso, il parco eolico non solo si inserisce in un quadro di interventi condiviso, ma ne rappresenta l’elemento centrale, per le dimensioni dell’investimento che propone, per l’importante partecipazione privata che attiva e per il modello di gestione delle ricadute che persegue.


Il quadro degli interventi previsti dal PTI in favore della produzione di energia sostenibile e della gestione delle risorse naturali

AT1PUSC Messa in sicurezza del Rio Ravanasco
CMVC1PUSE Interventi di installazione di impianti per la produzione di energia fotovoltaica per l’illuminazione dei centri storici della Comunità Montana Valli Curone, Grue e Ossona
CMVC4PUSI Sistemazione idrogeologica ed idraulico forestale nel territorio della Comunità Montana Valli Curone, Grue e Ossona
CO2.4PPSC Comune di Castelletto d’Orba: centrale di energia rinnovabile geotermica per struttura ricettiva privata
CCAM2.7PPSE Comunità Collinare Alto Monferrato Acquose: sistema di interventi di salvaguardia ambientale, di bonifica e di tutela degli affluenti del fiume Bormida e di recupero e stoccaggio della risorsa acqua, anche in funzione idroelettrica
CMSA2.1PPCO Sistema di micro-bacini di Comunità Montana
CMSA2.2PPSI Produzione di energia rinnovabile: fotovoltaico, biogas ed eolico in Comunità Montana Suol d’Aleramo
CMVCBL2PPSI Interventi di installazione di impianti per la produzione di energia fotovoltaica presso gli edifici pubblici locali
CMVCB3PPSE Realizzazione di centri di riscaldamento a legna in funzione della biomassa locale disponibile (a partire da residui di potatura e da biomasse di origine vegetale)
CMVB4PPSI Realizzazione di invaso idrico ad uso plurimo in Comunità Montana Val Borbera e Valle Spinti
CMVL1.4PRSC Efficientamento dela centrale idroelettrica della Lavagnina
CMSA3.1PRSC Nuovo invaso di Ortiglieto
CMSAOV2.2PRSC Energia rinnovabile biomassa Valle Orba Ovada
CMVC1PRSC Centro dimostrativo e di commercializzazione di prodotti per l’energia solare a Monleale
CMVCBL1PUAI Azione immateriale di diffusione dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili (fotovolatico, solare termico e biomassa legnosa) presso privati ed imprese
CMVC6PUAI Piano strategico paesaggistico della Comunità Montana Valli Curone, Grue e Ossona per l’integrazione della produzione di energia alternativa sugli edifici esistenti
CMVCB8PUAI Creazione di una società di gestione a finalità pubblica dell’energia

L’impegno in favore della sostenibilità da parte delle Amministrazioni proponenti non parte e non si esaurisce in questo momento di programmazione. Nell’ambito del programma Leader, infatti, esse hanno avviato un percorso di certificazione ambientale EMAS che, nell’evoluzione 2008/13 dello strumento finanziario, sarà progressivamente estesa alle altre componenti della collettività locale.

Sempre nel contesto Leader, il GAL Giarolo, di cui le due Comunità Montane fanno parte, ha realizzato un manuale per il recupero architettonico del patrimonio costruito, sostenendo un sistema di contributi finalizzato:
- ad interventi di ristrutturazione, nel rispetto delle tipologie costruttive e dei materiali tradizionali;
- ad investimenti che, riqualificando l’esistente, non comportino nuove edificazioni né ulteriore consumo di territorio.

Nel complesso delle azioni condotte a favore del sistema produttivo locale, i due Enti hanno poi favorito sempre:
- le azioni a favore dei prodotti tipici del territorio;
- la costruzione di filiere corte, con la realizzazione di strutture di trasformazione a carattere collettivo, per il mantenimento sul territorio del valore aggiunto generato dai prodotti;
- l’organizzazione sinergica tra i produttori, con la creazione e la promozione di consorzi, in modo da accrescere il valore competitivo dei prodotti locali sul mercato.

In merito alla compatibilità dell’intervento con gli indirizzi della programmazione regionale, è di tutta evidenza come la realizzazione del parco eolico si inserisca con un ruolo importante nella strategia di sviluppo regionale; infatti:
- il Piemonte è la Regione europea che ha stanziato più risorse per lo sviluppo di fonti rinnovabili, un terzo di quelle assegnate dall’UE attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale;
- secondo le dichiarazioni della Presidente Bresso, obiettivo della Regione è raggiungere l’indipendenza energetica entro il 2030 (fonte: sito della Regione Piemonte), mentre in occasione del seminario “Energie rinnovabili”, tenutosi a Roma lo scorso 5 febbraio, è stata avanzata una previsione di produzione energetica da fonti rinnovabili in Piemonte nel 2012 pari a 1 TWh, a fronte di un valore relativo all’anno 2004 pari a 0,65 TWh.
Per il conseguimento di entrambi questi obiettivi è chiara l’importanza di un intervento della portata del parco eolico alessandrino, in grado di produrre una quantità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno della metà delle famiglie della Provincia di Alessandria.
- il Documento di Programmazione Strategico-Operativa regionale pone la questione energetica tra le sue priorità (“Priorità II - Sostenibilità ambientale, efficienza energetica, sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili”) e sostiene la “promozione di fonti energetiche rinnovabili”, tra le quali annovera: “sistema solare fotovoltaico, solare termico, eolico, biocombustibili, biogas, biocombustibili liquidi, energia idroelettrica, idrogeno”.
- Uno degli obiettivi strategici del DSR prevede l’impegno in favore della “sostenibilità dello sviluppo” (Cap. 4) mentre, tra le priorità d’intervento si annovera “la promozione dell’efficacia energetica e lo sviluppo delle fonti alternative e rinnovabili” (Cap. 4).

A ciò si aggiunga il fatto che la nuova strategia europea in materia di sviluppo sostenibile (Consiglio UE, 26/06/06) indica come obiettivo chiave la “tutela dell’ambiente”, declinato come impegno per “preservare la capacità della terra di favorire la vita in tutta la sua diversità, rispettare i limiti delle risorse naturali del pianeta e garantire un elevato livello di protezione e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Prevenire e ridurre l’inquinamento ambientale e promuovere metodi di produzione e consumo sostenibili al fine di rompere la connessione tra crescita economica e degrado ambientale”. D’altra parte il FESR dà un forte peso agli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, sia in un’ottica di risparmio, sia in favore della promozione di forme di energia rinnovabile.


1.2 Individuazione e valutazione delle alternative progettuali

Nella duplice premessa che
- l’unica configurazione dell’impianto che abbia senso perseguire è quella che assicura un’adeguata producibilità;
- in funzione dei riscontri anemometrici ottenuti, si considerano i 132 MW di potenza installata una condizione prossima la livello ottimale,
sono state valutate diverse possibilità di configurazione del parco eolico, che può essere formato da torri con una diversa potenza nominale, in numero differente.

In particolare, rispetto alla soluzione prescelta di 44 aerogeneratori, ciascuno con una potenza nominale di 3 MW, è stata valutata la possibilità di installare un numero maggiore di torri con una potenza più contenuta (2MW per ciascuno). La scelta ha sostanzialmente riguardato le due seguenti possibili configurazioni:

1) OPZIONE PRESCELTA

Potenza nominale unitaria1 (MW) Numero aerogeneratori Potenza installata totale (MW) Ore equivalenti lorde Perdite previste2(%) Ore equivalenti nette Produzione netta annua totale (MWh/anno)
3,0 44 132 2.300 12 2.024 267.168


2) OPZIONE VALUTATA E ACCANTONATA

Potenza nominale unitaria1 (MW) Numero aerogeneratori Potenza installata totale (MW) Ore equivalenti lorde Perdite previste2(%) Ore equivalenti nette Produzione netta annua totale (MWh/anno)
2,0 54 108 2.300 12 2.024 218.592


L’opzione 2 è stata scartata per tre differenti ragioni:
- garantiva performance peggiori, sotto il profilo della producibilità, senza che ciò determinasse vantaggi sensibili dal punto di vista delle componenti paesaggistico-ambientali ma, al contrario, impegnando queste ultime in termini di maggiore invasività;
- prevedeva l’installazione di un numero maggiore di aerogeneratori, mentre buona parte delle linee – guida prodotte, in vari paesi, per l’inserimento paesaggistico degli impianti eolici considerano minore l’impatto visivo di un numero più contenuto di turbine, anche eventualmente di maggiore dimensione, piuttosto che un maggior numero di turbine più piccole; per evitare un eccessivo affollamento di macchine, senza ridurre la potenza totale installata, si è reso necessario aumentare la potenza unitaria di ciascuna macchina;
- comprometteva l’integrità della ZPS compresa tra i monti Chiappo e Ebro, che le Amministrazioni locali hanno inteso, invece, lasciare completamente indenne da qualsiasi edificazione connessa al parco eolico, nonostante il fatto che le caratteristiche del vento rendessero possibile, in tale porzione di crinale, l’installazione di almeno 12 aerogeneratori.


1.3 Modalità di gestione dell’opera

Per le caratteristiche naturali e geomorfologiche che le contraddistinguono, le aree montane mostrano una vocazione piuttosto evidente alla produzione e all’utilizzo di energie alternative da fonti rinnovabili. Al di là della convenienza tecnica, che è naturalmente il presupposto di qualsiasi scelta di infrastrutturazione energetica, la condizione essenziale di sostenibilità per la creazione di nuovi impianti è rappresentata dal mantenimento sul territorio del reddito che questi sono in grado di produrre e il suo investimento in iniziative di utilità sociale e di sviluppo economico.

La gestione attiva di tali elementi segna la differenza tra un progetto a totale iniziativa privata ed un programma di interventi originato dall’iniziativa pubblica. Di fronte ad opere dalle ricadute potenzialmente molto rilevanti, infatti, ai soggetti che in varia misura rappresentano gli interessi pubblici non deve competere soltanto la gestione degli iter autorizzativi; ad essi è affidata anche la responsabilità, ben più impegnativa, di tutelare la collettività che rappresentano, assicurandosi che essa possa trarre i maggiori vantaggi possibili dalla realizzazione di qualunque intervento che coinvolga il suo territorio.

La creazione del valore aggiunto nel settore della produzione di energia è, dunque, rappresentata da un coinvolgimento diretto degli Enti Locali in modo che il reddito prodotto possa essere da questi investito in iniziative di sviluppo a favore del territorio.

Per l’insieme di tali motivazioni, le due Comunità Montana che propongono l’intervento intendono darvi attuazione in prima persona, mantenendo all’iniziativa una governance assolutamente pubblica. Ciò significa che esse seguiranno, in prima persona, le diverse fasi progettuali e autorizzative, in modo da:
- giungere alla configurazione di un impianto con le migliori caratteristiche possibili, in funzione del territorio destinato ad ospitarlo e delle esigenze sociali e ambientali che questo esprime;
- mantenere l’iniziativa pubblica dell’intervento, così da gestirne le ricadute e indirizzare queste ultime al soddisfacimento dei bisogni delle comunità locali.

Come già anticipato, al precedente paragrafo 1.1.3, all’avvio della realizzazione del parco eolico, gli enti proponenti provvederanno all’individuazione di un partner privato di tipo industriale, in possesso della necessaria competenza tecnica per garantire la realizzazione, il funzionamento e la gestione operativa degli impianti. Il percorso verrà gestito secondo modalità tali da garantire la permanenza sul territorio della maggiore entità possibile di ricavi e ricadute, compatibilmente con la necessità di riconoscere al partner industriale margini di lucro appropriati al suo impegno.

Diversamente rispetto a quello che, di norma, si verifica nel settore della produzione di energia, lo scopo di questa fase del percorso strategico idealmente tracciato è consentire l’investimento sul territorio di una parte consistente degli utili prodotti dall’impianto, attraverso un percorso di equa distribuzione che verrà attuato adottando un meccanismo di ripartizione perequativa.

Le Amministrazioni Locali e, in primo luogo le due Comunità Montane con competenza sull’area oggetto del presente documento, garantiranno la produzione di benefici a favore del territorio nelle modalità nel seguito riportate:



















































Lo schema esemplificativo seguente riassume il percorso ideale dalla gestione delle risorse naturali alla produzione di valore aggiunto da investire in iniziative a favore del territorio.



A titolo esemplificativo, gli Enti locali del territorio potranno realizzare le seguenti iniziative di sviluppo:

Iniziativa Modalità di attuazione Beneficiari
Opere di urbanizzazione primaria e secondaria Contributo Imprese e privati
Valorizzazione architettonica del territorio (centri storici, borgate) Contributo Privati
Manutenzione idrogeologica del territorio A regia di Comunità Montana
Sviluppo delle filiere agricole, delle attività turistiche e artigianali (creazione di occupazione) Contributo Imprese
Abbattimento dei costi della bolletta energetica Contributo Famiglie residenti
Ristrutturazioni edilizie e sostituzione di impianti in favore del risparmio energetico Contributo Famiglie residenti
Ecomuseo dei Feudi Imperiali A regia di Comunità Montana
Attività dei plessi scolastici A regia di Comunità Montana
Attività socio-assistenziali A regia di Comunità Montana
Attività Pro-loco e associazioni di volontariato A regia di Comunità Montana
Attrezzature per gli ospedali di Tortona e Novi Ligure In concenzione con l’ASL
Manutenzione straordinaria della viabilità In concenzione con la Provincia di Alessandria
Recupero dell’architettura religiosa locale In concenzione con la Curia di Tortona




2. FATTIBILITA’ TECNICA


2.1 Indicazioni tecniche di base ed esplorazioni preprogettuali

Come reso evidente dagli elaborati grafici allegati, gli aerogeneratori e gli altri elementi dell’impianto eolico sono stati disposti sul terreno in base alle seguenti valutazioni tecniche:
- massimizzazione della potenza installata per minimizzare i costi unitari delle infrastrutture;
- minimizzazione degli interventi sul territorio in termini di sbancamento e di riporto del terreno per piazzole e strade, con conseguente sfruttamento, ove possibile, di strade e di piste esistenti;
- condizioni anemologiche del sito, ovvero sfruttamento delle aree più produttive;
- orografia e geologia del sito;
- rispetto delle distanze da fabbricati per gli aspetti di impatto acustico;
- minimizzazione delle perdite per effetto scia, attraverso la distribuzione delle macchine secondo una griglia cautelativa, con nodi distanti a 3 x 5 diametri dal rotore, con un orientamento che tiene conto dei venti prevalenti del sito (da Nord e da Sud).

Sulla base di tali premesse, si è scelto l’impiego di aerogeneratori di grande taglia con rotore esteso di potenza elevata; il layout è stato realizzato secondo i dati dimensionali di un aerogeneratore da 3 MW, con diametro di mozzo di 90 m ed altezza del mozzo di 80 m.

Ai fini dell’ottimizzazione della produzione degli aerogeneratori, per minimizzare le mutue interazioni fra le macchine eoliche (effetto scia), si sono assicurate distanze che, in una situazione ideale (orografia piana, assenza di ostacoli, ecc.), risultano da una maglia rettangolare di lati 3D in direzione perpendicolare al vento e 5¸6 D in direzione parallela al vento (essendo D il diametro descritto dalle pale nella loro rotazione).

Rispetto alla disposizione ottenuta con le distanze teoriche, sono stati introdotti spostamenti tesi a garantire il rispetto dei requisiti di distanza e a contenere gli interventi di modificazione del suolo, quali sterri, riporti, opere di sostegno, ecc., cercando di sfruttare, nel posizionamento delle macchine, ove possibile, la viabilità esistente e/o le livellette naturali del terreno. Il layout dell’impianto così definito, quindi, è il risultato di successive elaborazioni progettuali tese a determinare la migliore soluzione ai fini della mitigazione dei relativi interventi.

Esso comprende:
- n° 44 aerogeneratori di grande taglia, per una potenza complessiva installata di 120 MW;
- n° 44 cabine di macchina;
- n°1 Stazione di trasformazione MT-AT.

La costruzione dell’impianto prevede l’esecuzione dei seguenti lavori:
- l’adeguamento della rete viaria interna all’impianto e la realizzazione delle piazzole degli aerogeneratori con formazione dei plinti di fondazione e posa delle cabine prefabbricate sulle relative vasche di fondazione (opere civili);
- la posa delle apparecchiature elettriche, tipicamente quadri e trasformatori, posa degli elettrodotti interrati, posa dei dispersori di messa a terra e esecuzione di tutti i collegamenti (opere elettromeccaniche);
- il trasporto e il montaggio degli aerogeneratori (opere meccaniche).

Gli impianti elettrici saranno progettati e realizzati nel pieno rispetto delle norme CEI vigenti.

Il layout di impianto segue, secondo un allineamento continuo unifilare, la dorsale che si diparte dal Monte Giarolo e raggiunge il Monte Chiappo per poi proseguire verso Nord lungo il crinale che collega il Monte Rotondo ed il Monte Garave; dal Monte Coserone si diparte una lunga diramazione sul crinale del Monte Roncasso.

I requisiti dell’aerogeneratore sono di seguito riportati:

DATI GENERALI
Tipo: ad asse orizzontale
Orientamento: Rotore controvento
N. pale: Tre
Diametro rotore: 90 m
Area spazzata: 6.359 m2
Altezza al mozzo: 76/90 m
Velocità di rotazione: 15/20 giri/min
Emissioni acustiche al mozzo: 104/108 dB

DATI OPERATIVI
Velocità vento di avvio 4 m/s
Velocità vento nominale 15 m/s
Velocità vento di arresto 25 m/s

PALE
Materiale: Resina rinf. con fibre di vetro
Lunghezza: circa 43 m
Peso intero rotore: 40 t

NAVICELLA
Sistema di orientamento: Attivo di tipo idraulico/ elettrico
Ingombro: 10.0 x 3.5 x 4.5 m
Peso: 70 t

TORRE
Tipo: Tubolare conico in acciaio, formato da più tronconi
Altezza: 76/105 m
Peso complessivo: 150/270 t

MOLTIPLICATORE (se presente)
Tipo: Elicoidale / Epicicloidale

GENERATORE ELETTRICO
Tipo: Asincrono con rotore avvolto
Potenza nominale: 3000 KW
Tensione: 690 V c.a.
Frequenza: 50 Hz
Classe di protezione: IP54

In corrispondenza di ciascun aerogeneratore, è prevista la realizzazione di una piazzola di circa 400 m2 dove troveranno collocazione la fondazione, la torre di sostegno dell'aerogeneratore, la cabina di macchina (verosimilmente alloggiata nella torre di sostegno), i dispersori di terra e le vie cavo interrate. Tale piazzola sarà realizzata attraverso scotico superficiale, livellazione, riporto di materiale arido, compattazione, ed eventualmente rifinita con masselli autobloccanti per pavimentazione erbosa o con pietrisco.

Tutto intorno alla piazzola è prevista un’area molto più ampia ma provvisoria di cantiere, di circa 1600 m2, necessaria per le operazioni di montaggio e di eventuale manutenzione straordinaria che, terminata la costruzione dell’impianto, sarà ripristinata mediante idrosemina di tappeto erboso o, eventualmente, tramite piantumazione di cespugli ed essenze tipiche della flora locale.

Le fondazioni saranno presumibilmente del tipo diretto. Le dimensioni della base a sezione quadrata indicative di tali fondazioni per macchine di grande taglia saranno di 15 x 15 m, con una profondità indicativamente pari a circa 5/6 m.
Il collegamento elettrico sarà con la cabina primaria di Vignole Borbera che, pur più distante rispetto a quella di Varzi, ha una migliore capacità di acquisizione dell’energia, sia in termini di potenza, che di possibilità di contralimentazione; la cabina di Vignole, infatti, è un punto nodale, mentre quella di Varzi è in antenna.

Le vie cavo interne e di collegamento all’impianto saranno interrate. Saranno posate secondo le modalità valide per le reti di distribuzione urbana e seguiranno preferenzialmente percorsi disposti lungo o ai margini della viabilità interna e di accesso all’impianto. Nei percorsi lontani dalla sede stradale, la presenza della via cavo interrata dovrà essere adeguatamente segnalata in superficie nei tratti rettilinei ed in corrispondenza di ogni deviazione di tracciato.

La stazione di trasformazione MT/AT, necessaria ad interfacciare impianti di grande potenza con la rete di trasmissione nazionale, verrà posizionata nel fondo valle (in via preliminare tra i Comuni di Albera Ligure e Cabella Ligure, essendo questo il lato del sito più prossimo a Vignole da dove si diparte il collegamento in AT) e sarà quindi raggiunta dai cavi interrati in MT dalla centrale eolica.

Tale stazione sarà costituita da:
- una cabina prefabbricata in c.a. per quadri B.T. di controllo ed una cabina prefabbricata in c.a. per i quadri M.T.;
- una cabina prefabbricata in c.a. per quadri elettrici ed una cabina prefabbricata in c.a. a disposizione per altri locali tecnologici;
- un’area scoperta contenente le apparecchiature elettriche necessarie per la trasformazione MT/AT.

Le cabine prefabbricate in c.a. verranno adeguatamente rivestite con pietrame di uso locale.

L’area sarà suddivisa in due parti: una propriamente di impianto, che ospiterà gli elementi di base di cui sopra, ed una di competenza Terna, più ampia che conterrà le apparecchiature di manovra e di connessione in AT.

L’area complessiva sopra descritta sarà di circa 3600 m2 e, per motivi di sicurezza, dovrà essere recintata.

L’assetto elettromeccanico dell’impianto in AT sarà il seguente:
- Trasformatori di potenza MT/AT (tre da 40 MW ovvero 2 da 64 MW);

- Scaricatori AT;
- Sezionatori di manovra ed interruttori;
- Apparecchiature di controllo e misura
L’impianto di terra sarà costituito dalle seguenti parti:
- n° 1 dispersore lineare di collegamento equipotenziale di tutte le macchine (corda in rame da 50 mm2);
- n° 1 dispersore di terra a picchetti per la cabina di centrale e per la cabina di trasformazione;
- n° 1 dispersore di terra a picchetti per ogni cabina di macchina.

Per integrare e quindi migliorare le capacità disperdenti, il dispersore dovrà essere interconnesso in più punti anche con le armature dei plinti di fondazione degli aerogeneratori.



2.2 Stima parametrica dettagliata del costo di costruzione e di realizzazione





In relazione al costo di lavori ed opere, la fornitura delle macchine rappresenta la spesa più rilevante, mentre i costi di realizzazione delle rimanenti parti dell’impianto si riferiscono a:
- fondazioni, scavi per cavidotti, viabilità necessaria per lo spostamento delle gru, edifici di servizio;
- componenti elettromeccaniche: box con quadri elettrici e trasformatore da bassa a media tensione, apparecchiature per il controllo a distanza, cablaggi interrati per il collegamento elettrico delle macchine;
- accesso alla rete: cavidotto interrato per il collegamento alla rete di trasmissione in media tensione.

Le infrastrutture legate all’accessibilità e al collegamento alla rete hanno una capacità di utilizzo più duratura di quella presa a riferimento per ammortizzare l’impianto eolico; pertanto, possono destinare i propri benefici anche a successive iniziative, qualora si voglia continuare ad utilizzare la risorsa eolica, alla scadenza della vita tecnica dei generatori installati.


Eventuali problemi su cui porre l’attenzione in fase progettuale

In fase progettuale, gli elementi che dovranno essere oggetto di particolare attenzione riguardano:
- l’eventuale individuazione di acque sorgive o di altri fenomeni naturali riferibili a questo aspetto sui siti oggetto di localizzazione delle torri eoliche;
- l’emissione del rumore: saranno effettuate stime delle emissioni con modelli di calcolo sulla base di quanto dichiarato dal fornitore delle pale e della morfologia del territorio; saranno evidentemente rispettate le normative vigenti che, a livello generale, fanno riferimento al D.P.C.M. 1° Marzo 1991 “Limiti massimi di esposizione al rumore degli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”;
- l’eventuale interferenza con i ripetitori presenti sul Monte Giarolo: saranno svolti approfondimenti sulle possibili interferenze passive provocate dagli aerogeneratori; nel caso si rilevasse la necessità, potrebbero prevedersi ottimizzazioni/spostamenti per le unità emettenti;
- la localizzazione esatta delle pale, con riguardo ai dati anemologici, alla geo-morfologia del suolo, all’impatto paesaggistico; in particolare, dovrà essere realizzato uno studio paesaggistico di dettaglio, che individui le condizioni di intervisibilità delle torri e verifichi tutte le possibili soluzioni che, nel rispetto delle condizioni di producibilità, minimizzino l’impatto a carico del paesaggio;
- la scelta del fornitore delle torri, con riferimento alle caratteristiche estetiche e di producibilità delle stesse, alle condizioni di vendita e ai servisi di assistenza post- vendita.


3. COMPATIBILITA’ URBANISTICA, AMBIENTALE E PAESAGGISTICA


3.1 Compatibilità urbanistica

Con riferimento alla compatibilità urbanistica dell’intervento, si vedano gli schemi URB allegati al presente Studio di Fattibilità, prodotti e sottoscritti dai responsabili degli uffici tecnici:
- della Comunità Montana Valli Curone, Grue e Ossona per i Comuni di Montacuto e di Fabbrica Curona;
- della Comunità Montana Val Borbera e Valle Spinti per i Comuni di Cabella Ligure Albera Ligure e Cantalupo Ligure.


3.2 Descrizione dettagliata di eventuali impatti ambientali dovuti all’opera e misure compensative da prendersi

Come ampiamente dettagliato in altre parti del presente Studio di Fattibilità, la produzione di energia elettrica per via eolica presenta l’indubbio e indiscutibile vantaggio di non immettere in atmosfera alcun tipo di sostanza inquinante, diversamente da quanto accade nel caso di produzione per via termoelettrica.

Per contro, qualsiasi parco eolico determina forme più o meno intense di disturbo visivo che, in alcuni casi, assumono la valenza di vero e proprio impatto paesaggistico (come approfondito al paragrafo successivo).

Definiti in questi termini, a livello generale, i temi di maggiore evidenza in riferimento alla realizzazione di un impianto eolico, vengono di seguito esaminati i principali possibili disturbi che possono derivare, a carico del contesto territoriale, in seguito all’inserimento dell’impianto eolico sul crinale tra la Val Curone e la Val Borbera, con riguardo alle diverse componenti ambientali e con dettaglio degli interventi previsti per mitigarne gli effetti, ove presenti.

Si consideri, in ogni caso, che il sito candidato ad ospitare gli impianti è stato scelto, all’interno di un’area contraddistinta da intensi parametri di ventosità, avendo cura di non coinvolgere in alcun modo la Zona di Protezione Speciale che si situa nelle vicinanze, con limite settentrionale che si sviluppa in gran parte lungo il crinale di collegamento del Monte Ebro e Chiappo, identificata con il numero IT1180025.


Atmosfera. L’intervento non prevede, in fase di esercizio, alcuna emissione aeriforme di qualsivoglia natura, mentre produce, al contrario, effetti estremamente positivi in termini di mancata emissione di inquinanti e gas serra, grazie alla conversione in energia di fonti rinnovabili non fossili.

Nel dettaglio, il mancato utilizzo di fonti fossili premetterà l’ottenimento di benefici a favore dell’atmosfera in linea con le seguenti stime, in funzione delle scelte tecniche adottate:
- emissione evitata di CO2 in atmosfera: 165.093 tonn. / anno
- emissione evitata di SO2 in atmosfera: 330 tonn / anno
- emissione evitata di NO2 in atmosfera: 590 tonn / anno
Suolo e sottosuolo. Quando si consideri l’estensione delle aree occupate dalle piazzole che ospiteranno gli aerogeneratori, delle strutture di supporto tecnico e di integrazione all’operatività degli impianti, della viabilità per la mobilità interna al Parco Eolico, la superficie complessivamente occupata è valutata intorno al 2% circa dell’area di pertinenza complessiva del parco, generando perciò un impatto trascurabile in termini di occupazione di suolo.

L’energia eolica si contraddistingue, rispetto all’energia prodotta da fonti di diversa natura, proprio per un’occupazione molto competitiva, come emerge dai valori stimati della EWEA – European Wind Energy Association di seguito riportati a titolo di comparazione:

Tecnologia di generazione Quantità di terreno necessaria per GW per 30 anni (m2)
Energia eolica 800 – 1335
Solare fotovoltaica 3237
Solare termico 3561
Carbone 3642

Il maggiore impatto sul suolo si ha, in realtà, nella fase di cantiere, poiché si richiede l’apertura di nuove strade e delle piazzole per garantire l’operatività delle gru per l’innalzamento degli aerogeneratori; sarà pertanto necessaria una minima movimentazione di terra, con rimozione del manto erboso superficiale.

Terminati i lavori, tuttavia, sulle aree coinvolte dal cantiere sarà interamente ripristinato l’ambiente naturale, con opere di rigenerazione della vegetazione compromessa.

Per quanto concerne l’effetto sul suolo in termini di interventi finalizzati ad adeguare la viabilità di accesso al sito, gli ampliamenti alla sede stradale esistente saranno limitati a casi specifici puntuali; tale soluzione sarà resa possibile dal fatto che i componenti di maggiori dimensioni (torri, pale) saranno trasportate per via aerea, attraverso l’uso di elicotteri tecnicamente adeguati all’operazione. L’intervento sarà comunque facilitato dalla presenza, già allo stato attuale, di tre strade di accesso al sito, come descritte al precedente Capitolo 1.

Relativamente al sottosuolo si prevede un’interferenza del tutto trascurabile in quanto, trattandosi di fondazioni semplici, gli scavi non raggiungeranno profondità consistenti, non superando i 5-6 metri dal piano campagna.


Acque superficiali e sotterranee. Non si prevedono impatti, se non trascurabili, a carico della rete idrica superficiale e della circolazione idrica sotterranea, considerato il fatto che la realizzazione delle opere non comporterà modifiche alla morfologia del territorio e la profondità degli scavi sarà molto limitata. In particolare, l’interferenza con il ruscellamento superficiale e con la circolazione idrica sotterranea è da ritenersi trascurabile. Particolari attenzioni saranno poste qualora nel proseguo delle attività di progettazione dovessero venire individuate acque sorgive o altri fenomeni naturali riferibili a questo aspetto.

La circolazione idrica superficiale sarà adeguata alla nuova sistemazione delle aree, soprattutto in relazione alle strade, mediante un opportuno sistema drenante con convoglio verso gli impluvi naturali.


Flora. Gli effetti sulla vegetazione dell’area determinati dalla realizzazione dell’impianto saranno molto limitati, riducendosi alla rimozione di un contenuto numero di essenze arbustive, ai fini della realizzazione delle piazzole e della viabilità di servizio. Il sito è, infatti, costituito da pascoli di sommità contraddistinti dalla presenza di arbusti di invasione, diffusisi per effetto del totale abbandono da parte di qualsiasi attività umana.

Ad eccezione delle superfici propriamente occupate dalle piazzole degli aerogeneratori e dalle strade di servizio, tali rimozioni potranno essere ripristinate senza difficoltà in tempi brevi dopo la realizzazione dell’impianto. A titolo di mitigazione, inoltre, si procederà al ripristino di superfici erbose anche in aree limitrofe a quelle oggetto di intervento, che saranno all’uopo individuate dalle Comunità Montane, secondo necessità.


Fauna. Nei confronti della fauna terrestre, la presenza degli aerogeneratori non comporta effetti di carattere negativo, sia in riferimento agli animali selvatici sia in relazione a quelli domestici. I parchi eolici, infatti, risultano pienamente compatibili con la presenza di fauna terrestre e con il transito di pascolo, anche nelle immediate vicinanze degli aerogeneratori.

Nei confronti poi della fauna minore (invertebrati, anfibi, rettili e mammiferi) si può prevedere un impatto nullo o trascurabile, anche in considerazione dell’esiguità del suolo occupato; gli impianti eolici non creano alcun tipo di interferenza con le abituali attività (spostamenti, procacciamento di cibo od attività riproduttive) di tali componenti animali.

In relazione all’avifauna, un’azione di disturbo, seppur minima, deve invece essere prevista. Tuttavia, secondo studi reperibili nella letteratura sull’argomento (fonte: “Wind energy - The facts. An analysis of wind energy in the EU-25”, edito dall’EWEA – European Wind Energy Association), gli effetti collegabili all’interazione dell’avifauna con le torri eoliche rappresentano una percentuale estremamente ridotta della totalità degli effetti derivanti dall’interazione tra avifauna e strutture artificiali; in particolare:
§ da uno studio condotto con riferimento alla realtà statunitense (Avian Collisions with Wind Turbines: a summary of existing studies and comparisons of avian collision mortality in the United States; Western EcoSystems Technology Inc.; 2001), si ricava che le collisioni fatali tra avifauna e torri eoliche rappresentano una percentuale tra lo 0,01% e lo 0,02% del totale delle collisioni fatali;
§ uno studio finlandese sull’argomento (Survey concernine influence on bird life, for Ministry of Environment; Koistinen; 2002) attribuisce alla collisione con gli aerogeneratori 10 incidenti fatali, contro 820.000 uccelli deceduti per impatto con altre strutture quali edifici, linee elettriche, ecc.

Tenendo quindi presenti le dimensioni trascurabili del problema, si prevede l’installazione di sistemi di dissuasione per minimizzare o eliminare completamente l’interazione degli aerogeneratori, verificando in sede di progettazione, lo stato dell’arte delle soluzioni disponibili e saranno ridotte al minimo le fonti di pericolo, attraverso l’interramento delle linee elettriche ed un appropriato design delle torri eoliche.


Ambiente antropico e salute dei cittadini. Sulla componente antropica, gli aerogeneratori hanno essenzialmente un potenziale impatto di tipo acustico determinato dal movimento del rotore. In sostanza, negli aerogeneratori in condizioni di esercizio si individuano due principali sorgenti di rumore:
§ il rumore meccanico ascrivibile al generatore;
§ il rumore aerodinamico dovuto al moto delle pale del rotore ed alla loro interazione con l’aria.

In linea generale, comunque, non si tratta di un rumore intenso, ma di un semplice fruscio che non deve essere valutato in sé, ma in rapporto al rumore di fondo dell’ambiente circostante. È dimostrato che un moderno aerogeneratore in funzione alla potenza nominale ed esposto al vento previsto per l’erogazione di tale potenza, genera un rumore che non è più percepibile o distinguibile dal rumore di fondo, a una distanza di circa 300 m.
Poiché il parco eolico è collocato in una località priva di abitazioni, il problema praticamente non si pone. Come si evince dagli elaborati cartografici allegati, infatti, la minima distanza da residenze attualmente esistenti è pari a 750 metri circa ed è riferita ad una colonia, il cui uso è limitato alla stagione estiva.

In merito al rifugio in fase di realizzazione sul Monte Gropà, seppure si tratti di struttura non destinata ad abitazione continuativa, ma adibita ad un soggiorno di tipo stagionale, si è operato per rispettare le distanze minime indicate per assicurare un’assenza totale di interferenza con le attività umane.

In ragione di tali considerazioni l’impatto acustico a carico dell’uomo può dirsi praticamente trascurabile. In ogni caso, per garantire l’assoluta compatibilità dell’impianto con la salute dei cittadini e la tutela del loro diritto a vivere in un ambiente confortevole, in fase di progettazione definitiva del parco eolico, saranno effettuate ulteriori stime delle emissioni con modelli di calcolo, che considerino:
- i dati dichiarati dal Costruttore in termini di emissione sonora;
- la morfologia del territorio sul quale saranno collocate le torri.

Necessariamente saranno rispettate le prescrizioni contenute nella normativa vigente, che, a livello generale, fanno riferimento al D.P.C.M. 1° Marzo 1991 “Limiti massimi di esposizione al rumore degli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”.

Sempre con riferimento alla componente antropica, occorre considerare che, esclusivamente durante la fase di costruzione dell’impianto, si potranno originare locali disagi alla circolazione viaria connessi alla sistemazione delle strade e al trasporto dei componenti degli aerogeneratori. Tale disagio, pur temporaneo e territorialmente circoscritto, sarà decisamente mitigato prevedendo il trasporto con l’elicottero. Per contro, non si prevede alcuna ripercussione durante l’esercizio dell’impianto.


Campi elettromagnetici. In relazione ad un impianto eolico, le possibili interferenze generate riguardano essenzialmente le telecomunicazioni (ripetitori, ponti radio, ecc.) mentre non hanno nessun rapporto con la problematica dell’impatto elettromagnetico che deve essere tenuto in considerazione solo per la linea elettrica di alta tensione.

I parametri elettrici dell’aerogeneratore e delle connessioni interne, infatti, hanno scarso potere di generazione di campi elettromagnetici ed i limiti imposti dalla normativa sono facilmente rispettati, anche in virtù dell’assenza di attività abitative nei pressi del campo eolico. La linea di Alta Tensione, eventualmente da realizzarsi a carico di Terna, o comunque in accordo con il gestore della Rete AT, sarà progettata/autorizzata e seguirà percorsi in ottemperanza delle citate normative di legge.

Rispetto ai ripetitori presenti sul Monte Giarolo, in fase di progettazione definitiva, saranno svolti approfondimenti sulle possibili interferenze passive provocate dagli aerogeneratori, anche se in situazioni analoghe non ci sono state difficoltà a trovare soluzioni tecniche di “coabitazione”; nel caso si rilevasse la necessità, potrebbero prevedersi ottimizzazioni/spostamenti per le unità emettenti.


Aree protette e siti Natura 2000. Nella parte orientale del sito eolico, sul crinale tra i Monti Chiappo e Ebro, è stata recentemente (nel 2006) istituita una Zona di Protezione Speciale, identificata con il numero IT1180025. Tale istituzione si è resa necessaria in ambito di infrazione comunitaria, dovendo la Regione Piemonte adeguare la quantità di aree protette in relazione alle direttive “Habitat” e “Uccelli”.

La ZPS insiste totalmente sul Comune di Cabella Ligure, per una superficie pari a 307,07 ha, corrispondenti al 7,19% della superficie comunale.

Per non interferire in alcun modo con il sito protetto, si è scelto di operare una soluzione di continuità nella collocazione degli aerogeneratori, in modo che nessuno di essi venga a collocarsi all’interno dei confini della ZPS e turbi l’habitat naturale dell’avifauna ivi tutelata.


Consumo di energia in fase di realizzazione. Secondo uno studio condotto dalla Danish Wind Industry Association (1997), l’energia consumata nelle attività inerenti la realizzazione, installazione, gestione e dismissione di una torre eolica e delle strutture tecniche di supporto viene recuperata, con le moderne torri eoliche, in un arco temporale compreso tra 3 e 4 mesi, rendendo quindi nettamente positivo il bilancio energetico dell’aerogeneratore.

Tale bilancio risalta ulteriormente se posto a confronto con una centrale tradizionale basata sull’uso di combustibile fossile; come si ricava dal medesimo studio, infatti, l’attivazione di un parco eolico garantisce la possibilità di risparmiare da 63 a 78 volte l’energia di input richiesta dall’attivazione di una centrale a carbone di pari potenza.



3.3 Descrizione dettagliata di eventuali impatti paesaggistici dovuti all’opera e misure compensative da prevedersi

In generale, è logico affermare che qualsiasi realizzazione umana, inserita nel paesaggio, ne modifica le caratteristiche originarie. Ciò non assume, necessariamente, una valenza negativa, poiché occorre considerare:
- la natura del manufatto;
- la funzione per la quale è stato costruito;
- l’attenzione che è stata posta in fase di progettazione e realizzazione dell’opera.

Fatte tali premesse, rimane di tutta evidenza che, tra i diversi possibili impatti che possono derivare da un impianto eolico, l’elemento più rilevante ai fini della valutazione della sua compatibilità paesaggistica rimane chiaramente la visibilità degli aerogeneratori, trattandosi di macchine che raggiungono altezze e dimensioni notevoli (nel caso descritto nel presente studio di fattibilità, si prevedono 40 torri eoliche, ciascuna con un’altezza di 80 metri e con un diametro di mozzo di 90 mt).

Deve, tuttavia, essere tenuto in considerazione il fatto che la visibilità assume un’importanza particolare soprattutto nelle località ad alta densità di fruizione pubblica, come nei casi di visibilità diretta, ad esempio, da centri urbani densamente popolati, da vie di comunicazione altamente trafficate, da luoghi di aggregazione pubblica.

L’impianto eolico in oggetto, invece, si colloca in un’area a bassa fruizione, pur se caratterizzata da un discreto contenuto naturalistico ed escursionistico, per cui l’impatto può definirsi, tutto sommato, contenuto a fronte della consapevolezza degli indubbi benefici ambientali che l’intervento nel suo complesso apporta (essenzialmente, la riduzione di elementi inquinanti immessi in atmosfera).

Inoltre, sempre in considerazione dell’importanza da attribuire all’impatto paesaggistico del parco eolico, deve valutarsi la durata della modificazione del paesaggio che questo comporta: un impianto eolico, infatti, ha una vita media di 20 anni ed il suo ripristino non lascia tracce significative all’ambiente.

Ciò nonostante, è ovvio che l’inserimento paesaggistico del parco eolico debba essere affrontato in termini concreti, in modo da adottare tutti i possibili accorgimenti per ridurne l’inevitabile impatto, nella duplice consapevolezza che:
- per salvaguardare la producibilità dell’impianto, non è possibile intervenire:
§ sulle dimensioni delle macchine eoliche (sono grandi perché debbono ricavare energia da una fonte a bassa densità di potenza);
§ su una loro collocazione in posizione nascosta o, comunque, sottratta alla vista (per captare la maggiore quota di energia gli aerogeneratori devono essere installati in posizione elevata ed esposta alle correnti).
- nella scelta della localizzazione degli aerogeneratori, occorre tenere presente, innanzitutto, la consistenza geologica dei siti, in modo da garantire la stabilità delle torri senza necessità di realizzare fondazioni sovradimensionate (con conseguente aggravio di costi) rispetto a quelle descritte al precedente paragrafo 2.1.

Nella premessa che, in sede di progettazione definitiva, sarà realizzato uno studio paesaggistico di dettaglio, secondo le specifiche linee – guida predisposte dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in allegato al presente studio è proposto un inquadramento paesaggistico dell’impianto eolico.

Di seguito sono, invece, descritte le soluzioni che saranno adottate, in termini di azioni di mitigazione.


Estetica degli aerogeneratori. Negli ultimi anni, i costruttori hanno posto particolare attenzione nella definizione della forma e del colore delle componenti principali delle macchine, anche con l’uso di materiali atti ad evitare effetti di riflessione della luce da parte delle superfici metalliche. In particolare, gli studi estetici sugli aerogeneratori hanno portato alla realizzazione di macchine stilisticamente essenziali nella forma e neutre nel colore.

Tali valutazioni saranno seguite nella scelta delle turbine eoliche da installare, al fine di adottare impianti contraddistinti da caratteri estetici il più possibile compatibili con il contesto paesaggistico specifico, attraverso accorgimenti quali:
- l’impiego di materiali antiriflettenti;
- l’utilizzo di soluzioni cromatiche neutre e di colori non invasivi; tendenzialmente, la colorazione grigio chiaro tende ad assumere le tonalità del cielo e rende le macchine meno individuabili sull’orizzonte;
- la disposizione degli aerogeneratori in modo da tenere conto dell’impatto visivo generato;
- l’utilizzo rigoroso di torri tubolari anziché a traliccio;
- l’impiego di rotori a tre pale, maggiormente graditi all’occhio umano rispetto a quelli a due pale;
- l’attenzione al design delle macchine, adottando le soluzioni più avanzate presenti sul mercato.


Strutture e componenti accessori del parco. Detto nel paragrafo precedente delle soluzioni adottate per minimizzare l’impatto potenzialmente determinato dalla realizzazione della viabilità di accesso, in relazione agli altri elementi accessori che compongono necessariamente un parco eolico saranno adottate le seguenti soluzioni:
- tutti i cavidotti saranno interrati;
- la viabilità interna sarà costituita da piste realizzate in terra battuta;
- tutti i materiali di cantiere e le strutture temporanee realizzate in fase di costruzione saranno immediatamente rimosse, una volta terminata la loro funzione;
- le unità di trasformazione elettrica corrispondenti a ciascuna torre saranno essere posizionate all’interno della stessa, evitando la realizzazione di ulteriori manufatti.


Rapporto con l’ambiente antropizzato e interazione parco / uomo. Per assicurare il corretto inserimento del parco nel paesaggio destinato ad ospitarlo si procederà:
- ad accurate analisi del contesto naturale, culturale e delle preesistenze rurali in modo da riproporre, ove possibile, linee e direttrici leggibili dal territorio urbanizzato;
- ad individuare sistemi di valorizzazione e fruizione pubblica delle aree e dei beni paesaggistici quali, ad esempio:
§ il disegno della viabilità di accesso non solo per l’efficienza tecnica dell’impianto, ma anche come percorso per i fruitori dell’area (visitatori/turisti);
§ l’inserimento nell’area dell’impianto di elementi di arredo esterni ed estranei all’impianto stesso, in grado di porsi come fattori di mediazione che restituiscano alla macchina una proporzione umana;
§ la creazione di piazzole arredate e arricchite di elementi che descrivano e raccontino la natura del vento e il disegno dell’impianto, con l’impiego di materiali rigorosamente integrati con il paesaggio;
- a definire schermi di vegetazione naturale collocati nei centri abitati e/o nei siti di interesse antropico, nella direzione di intervisibilità con il parco.


Disposizione degli aerogeneratori. Il parco eolico oggetto del presente studio di fattibilità si colloca in un’area pascoliva, priva di vegetazione arborea, non caratterizzata da particolari sistemi di paesaggio, con preesistenze antropiche di minima entità (una casa per ferie e un rifugio in fase di realizzazione). La sua realizzazione non interrompe, pertanto, unità riconosciute; ciò nonostante:
- per quanto possibile, in funzione della disponibilità di vento e della consistenza geologica dei siti, le torri saranno collocate ai lati della linea del crinale, in modo da ridurre l’impatto visivo, visto che parte dello sviluppo in altezza sarà coperto dal fianco della montagna;
- sarà assecondata la geometria consueta del territorio, con il rispetto delle linee di crinale, in modo da non frammentare disegni territoriali consolidati;
- sarà evitato qualsiasi “effetto selva”, con uno sviluppo lineare dell’impianto ed una distanza minima tra le macchine di 3 – 5 diametri.


Ripristino dell’ambiente a fine esercizio dell’impianto. Pur non comportando particolari problematiche di effettuazione, lo smontaggio della centrale eolica sarà considerato sia in fase di progettazione che di garanzie contrattuali da richiedere al gestore dell’impianto. Gli aerogeneratori non sono costituiti da materiali di difficile smaltimento e, solitamente, la ditta che se ne occupa controbilancia i relativi costi con il recupero del materiale riciclabile.

Il terreno occupato dalle fondazioni, dalle piazzole e dalla viabilità interna, per uno strato utile al ripristino della vegetazione pre-esistente, sarà ricondotto allo stato precedente alla realizzazione dell’opera. Come evidenziato al successivo Capitolo 4, con costi a carico del soggetto gestore, attraverso l’asportazione e lo smaltimento di tutte le strutture fuori terra, alla fine del ciclo di vita dell’impianto.

Come già anticipato al paragrafo 1.1.3, al costruttore gestore, individuato dalle amministrazioni proponenti con procedura di evidenza pubblica ai sensi del d.lgs.163/06, sarà posto l’obbligo di fideiussione a garanzia del totale ripristino del sito oggetto di intervento, all’atto dello smantellamento dell’impianto.

4. SOSTENIBILITA’ FINANZIARIA


4.1 Definizione del bacino di utenza dell’opera, analisi della domanda potenziale e dei competitori presenti

La domanda di energia è cresciuta, in questi ultimi anni, in termini esponenziali, soprattutto in conseguenza della straordinaria richiesta che proviene dai paesi in via di sviluppo.

A titolo di esempio, la Cina fa ormai registrare il 7,7% del consumo mondiale di petrolio ed è ora il secondo consumatore a livello mondiale, prima ancora di Paesi fortemente industrializzati come il Giappone. Secondo le stime dell'International Energy Agency, il consumo di petrolio in Cina dovrebbe crescere del 4–4,8% nei prossimi anni.

Ciò significa che, nei paesi occidentali, per la prima volta in quattro generazioni, il problema impellente non è più soltanto la definizione di condizioni vantaggiose per assicurarsi l’approvvigionamento di petrolio, ma anche l’individuazione di soluzioni praticabili per ridurne il consumo il più velocemente possibile.

Anche con tale finalità agisce il Protocollo di Kyoto, il cui rispetto, secondo l'International Energy Agency, dovrebbe comportare un aumento nell'utilizzo delle energie alternative del 50% rispetto all'attuale capacità di nuove risorse energetiche. In questa direzione, diverse società di distribuzione hanno incominciato a realizzare / acquistare impianti di energia alternativa, al fine di accrescere la quota di fatturato complessivo derivante dalla produzione di energia pulita.

Il business dell’energia alternativa, guidato dalla domanda pubblica di riforme ecologiche e dalla scarsità delle risorse naturali, è dunque in fortissima espansione. Secondo le Nazioni Unite, questo settore ha generato 70,9 miliardi di dollari nel 2006 e si prevede che il mercato per i prodotti a basso consumo di energie fossili varrà almeno 500 miliardi di dollari entro il 2050.

Da alcuni studi di scenario energetico di lungo periodo, effettuati a livello internazionale, emerge un trend di aumento della produzione da fonti rinnovabili crescente nel tempo. Nel 2050, gran parte degli scenari prevedono un consumo triplo rispetto all’anno base considerato (il 1990, anno nel quale il consumo mondiale di energia da fonti rinnovabili era stimato intorno ai 1500 Mtep); in nessuno degli scenari il consumo è meno che doppio.

Secondo uno studio condotto da WETO (World energy, technology and climate policy outlook), la domanda di energia finale aumenterà ad un ritmo analogo a quello del consumo interno lordo. Dal momento che tutti i settori dovrebbero registrare aumenti simili, la loro quota nella domanda finale rimarrà, in linea di massima, costante a livello mondiale: circa 35% per l'industria, 25% per i trasporti e 40% per il settore residenziale e terziario.

La domanda di energia per settore evidenzia tendenze diverse nelle varie regioni: nei paesi sviluppati, la domanda energetica del settore dei servizi registra la crescita più rapida, mentre nei paesi in via di sviluppo tutti i settori registrano un aumento costante annuale che oscilla tra 2 e 3%.

Secondo Terna, la società che ha la responsabilità della trasmissione e del dispacciamento dell'energia elettrica in Italia, nel nostro paese i dati definitivi sulla domanda di energia attestano, nel 2006, una crescita del 2,1% rispetto all’anno precedente. Il totale dell’energia richiesta è stato di 337,5 miliardi di kWh, distribuiti per il 46% al Nord, per il 29,6% al Centro e per il 24,4% al Sud. In valori assoluti, la Lombardia è la regione con la domanda più alta: 68,8 miliardi di kWh (20,4% del totale); seguono il Veneto (32,6 miliardi di kWh) e l'Emilia Romagna (29,2 miliardi di kWh).

Nel decennio 1997-2006 la richiesta di energia elettrica è cresciuta complessivamente del 24,4%, passando dai 271,4 miliardi di kWh del 1997 ai 337,5 miliardi di kWh del 2006.

I consumi sono trainati soprattutto dal terziario (+5,4%), seguito dall'agricoltura (+2,6%); al di sotto del dato nazionale l'industria (+1,6%) e il domestico (+1%). Per quanto concerne le Regioni, 12 su 20 sono in deficit di produzione. La Campania si conferma al primo posto con un deficit elettrico dell'80,2% (nel 2005 era pari all'81,5%), seguita dalle Marche che ha un deficit pari a -52,8% (-49,5% nel 2005) e dalla Basilicata che ha registrato un -52,4% (-47,6% nel 2005). Tra le 8 regioni in attivo, da segnalare la Valle d'Aosta con un +123,8% (+134,3% nel 2005), la Puglia con +82,2% (+60,8% nel 2005) e il Molise con +79,5% (-12,5% nel 2005).

Le centrali elettriche entrate in esercizio nell’anno 2006 sono pari ad una nuova potenza di circa 4.000 MW. La capacità installata cresce del 4,7%.

In Europa (UE 25), nel 2006 il fabbisogno di elettricità è stato di oltre 3.100 miliardi di kWh; l'Italia si situa al quarto posto con una quota pari al 10,9%. Al primo posto si conferma la Germania (18,6%), seguita da Francia (15,7%) e Regno Unito (12,6%); quinta si piazza la Spagna (9,2%).

Nel 2006, il fabbisogno italiano di energia elettrica è stato coperto per l'86,7% con la produzione nazionale e per il restante 13,3% con il saldo tra le importazioni e le esportazioni. In dettaglio, la produzione nazionale netta (301,2 miliardi di kWh) è aumentata del 3,7% rispetto al 2005. Sono risultate in crescita la fonte idrica (+1,2%), termoelettrica (+3,9%), geotermoelettrica (+3,7%) ed eolica (+26,8%).

Sempre nel 2006, la produzione da fonti rinnovabili, intorno ai 52 miliardi di kWh (15,4% del fabbisogno nazionale) è risultata in crescita di oltre il 4,5% sul 2005.


Produzione lorda per fonte (GWh) – Serie storica 2000-2006
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Produzione termoelettrica 218.459 216.792 227.646 238.291 240.488 246.299 256.969
Solidi 26.272 31.730 35.447 38.813 45.518 43.900 44.600
Gas naturale 97.608 95.906 99.414 117.301 129.772 148.900 158.300
Prodotti petroliferi 85.878 75.009 76.997 65.771 47.253 35.860 35.200
Altro 8.791 14.147 15.788 16.406 17.945 17.639 18.869
Produzione da fonti rinnovabili 51.386 55.087 49.013 47.971 55.669 49.501 51.682
Biomasse e rifiuti 1.906 2.587 3.423 4.493 5.637 6.113 6.283
Eolico 563 1.179 1.404 1.458 1.847 2.135 3.211
Fotovoltaico 6 5 4 5 4 5 4
Geotermico 4.705 4.507 4.662 5.341 5.437 5.325 5.527
Idroelettrico da porti naturali 44.205 46.810 39.519 36.674 42.774 35.924 36.657
Idroelettrico da pompaggi 6.695 7.115 7.743 7.603 7.164 6.558 6.365
Produzione totale 276.629 278.995 284.401 293.865 303.321 302.359 315.016

Fonte elaborazione AEEG su dati TERNA. Nel prospetto i dati relativi al 2006 sono provvisori.


I consumi elettrici per abitante sono stati nel 2006 pari a 5.394 kWh, di cui 1.148 kWh negli usi domestici. Il consumo pro-capite risulta più elevato nell'Italia settentrionale (6.588 kWh/ab.) rispetto all'Italia centrale (5.085 kWh/ab.) e al Mezzogiorno (4.024 kWh/ab.).

In un quadro così definito, risulta di tutta evidenza come il problema, a livello locale, nazionale e mondiale, non è assolutamente quello di stabilire se esista una domanda potenziale per la produzione energetica generata dal parco eolico oggetto del presente studio di fattibilità; tale elemento è assodato e confermato, oltre che dai dati sopra sinteticamente riportati, dalla crescita costante dei prezzi che si ripercuote su tutti i settori della società civile.

In ribasso fino al gennaio 2000, infatti, i prezzi dell’energia hanno incominciato a crescere a partire da quell’anno. In particolare, in Italia, la situazione è particolarmente pesante per le imprese, con prezzi che si collocano sopra alla media europea, mentre gli utenti con un basso consumo energetico pagano meno rispetto agli altri utenti dell’area UE.


Prezzi finali dell'energia elettrica per un consumatore domestico tipo
Prezzi a parità di potere d'acquisto Prezzi in Euro
Gennaio 2007 Variazione % Gen 07/Gen 06 Gennaio 2007 Variazione % Gen 07/Gen 06
Italia 21,71 8,1 23,29 10,5
Eu 14,64 5,5 15,38 9,0


Prezzi finali dell'energia elettrica per un consumatore industriale tipo
Prezzi a parità di potere d'acquisto Prezzi in Euro
Gennaio 2007 Variazione % Gen 07/Gen 06 Gennaio 2007 Variazione % Gen 07/Gen 06
Italia 14,23 12,4 15,26 14,8
Eu 10,50 6,2 10,59 9,7
Prezzi al lordo delle imposte con consumi annui di 3500 kWh, c€/kWh
Fonte: Elaborazione AEEG su dati Eurostat

Il problema che deve essere affrontato e risolto è, dunque, quello di promuovere e sviluppare forme di produzione energetica che soddisfino il fabbisogno crescente, senza aggravare il livello di compromissione delle risorse naturali, sia in termini di eccessivo sfruttamento, sia in termini di immissioni in atmosfera.

A tale problema, in entrambe le sue componenti, il parco eolico tortonese risponde in modo puntuale.


4.2 Stima dei potenziali utenti

L’energia prodotta dal parco eolico sarà ceduta al gestore della rete elettrica, che rappresenta quindi l’utente diretto dell’impianto.

Una volta immessa in rete, quindi, l’energia sarà utilizzata secondo i canali classici della sua commercializzazione; nel dettaglio, dall’aprile 2004, in Italia, è operativa la “Borsa elettrica” gestita dal Gestore del Mercato, luogo di incontro della domanda di acquisto e dell’offerta di vendita dell’energia elettrica, determinandone il prezzo.

Tutti i produttori con un impianto di potenza superiore a 10 MW possono offrire la loro produzione. A regime, dalla borsa elettrica possono acquistare energia elettrica l’acquirente unico, i grossisti che rivendono ai clienti idonei e questi ultimi direttamente. Rimane poi la possibilità di effettuare contratti bilaterali tra i soggetti di cui sopra e i produttori. Anche il gestore della rete partecipa al mercato, per verificare il rispetto dei vincoli di trasporto sulle reti, programmare il loro corretto utilizzo e costituire i margini di riserva.

Con la piena operatività della “Borsa elettrica”, l’energia da fonte eolica può essere immessa nel sistema elettrico secondo quanto fissato dal d.lgs.387/03, che recepisce la Direttiva europea 77/CE/2001 per la promozione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In particolare, l’art.11, che tratta le questioni riguardanti la partecipazione al mercato elettrico, prevede che per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza uguale o superiore a 10 MW, l’energia prodotta viene collocata sul mercato nel rispetto delle regole di dispacciamento definite dal gestore della rete, in attuazione del d.lgs.79/99.

Per dare un’idea delle potenzialità dell’impianto realizzato, l’energia prodotta dalle 44 torri installate nelle alte valli Curone e Borbera sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di tutte le utenze civili del territorio delle due Comunità Montane proponenti e di circa la metà di quelle dell’intera Provincia di Alessandria.

Indicatore Valore Unità
Producibilità annua dell’impianto eolico 267.168 MWh
Fabbisogno medio di energia per abitante in Italia (anno 2006)1 1.148 KWh/anno
Fabbisogno energetico coperto 206.521 n.ro abitanti

NOTE: 1) La fonte del dato è Terna, come riportato nel paragrafo precedente.



4.3 Piano finanziario dell’opera – analisi costi ricavi

4.3.1 I ricavi del parco eolico

Come anticipato nel paragrafo precedente, l’energia prodotta dal parco eolico sarà immessa in rete. I ricavi generati dall’impianto derivano, pertanto:
- dalla vendita dell’energia prodotta;
- dalla vendita dei Certificati Verdi.
Il valore commerciale dei Certificati Verdi deriva dal Decreto Bersani (d.lgs.70/99), come modificato dalla L.239/04 e dalla L.244/07; tale impianto normativo ha imposto agli operatori che immettono in rete o importano più di 100 GWh/anno un obbligo di provenienza da fonti rinnovabili pari almeno al 2%; tale obbligo, che è stato poi incrementato dello 0,35% nel periodo dal 2004 al 2006 e dello 0,75% dal 2007 al 2011, può essere soddisfatto anche attraverso l’acquisto di Certificati Verdi relativi all’energia da fonti rinnovabili prodotta da altri soggetti. La L.239/04 ha ridotto a 50 MWh la taglia del certificato verde che, in precedenza, era pari a 100 MWh.

Il prezzo unitario dei Certificati Verdi viene aggiornato mensilmente; il prezzo di riferimento per il 2008 è quello assunto dal Gestore dei Servizi Elettrici che, ai sensi di quanto previsto all’art.2 comma 148 della L.244/07 (Finanziaria 2008), offre sul mercato i Certificati nella propria disponibilità a 0,13 € per KWh. A titolo prudenziale, nel piano finanziario del parco eolico tortonese sarà utilizzato il valore, più contenuto, di 0,12 € per KWh.

I Certificati Verdi sono emessi per un periodo di 15 anni, da tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio a partire dal 2008, a seguito di nuova costruzione, rifacimento o potenziamento.

Ciò premesso, quindi, il controvalore unitario delle due voci di entrata, secondo una stima piuttosto consolidata di andamento del mercato, può riassumersi nei termini seguenti:

Valore Unità
Certificati Verdi 120 € / MWh
Energia prodotta 60 € / MWh


La producibilità complessiva dell’impianto può essere calcolata nei termini che seguono:

Valore Unità
a Torri installate 44 n.ro
b Potenza unitaria 3 MW
c Potenza totale (a x b) 132 MW
d Ore equivalenti lorde 2.300 h
e Perdite previste 12 %
f Ore equivalenti nette (d x e) 2.024 h
g Produzione netta annua per l’intero impianto 267.168 MWh
Applicando ai dati di producibilità così ipotizzati il controvalore unitario delle due voci di entrata previste, consegue che l’impianto, nel corso della sua vita tecnica ipotizzata in 20 anni, può generare i seguenti ricavi:

Primi 15 anni di funzionamento del parco 5 anni successivi
Valore Unità Valore Unità
a Prezzo di vendita dell’energia 60 € / MWh 60 € / MWh
b Controvalore dei Certificati Verdi 120 € / MWh / /
c Prezzo totale di vendita (a + b) 180 € / MWh 60 € / MWh
d Produzione dell’impianto 267.168 MWh 267.168 MWh
e Ricavo lordo annuo (c x d) 48.090.240,00 € 16.030.080,00 €


A fronte della potenziale redditività del parco eolico risulta evidente la praticabilità della soluzione gestionale delineata dalle Amministrazioni proponenti, che prevedono di avviare, nelle forme previste dalla normativa vigente (concessione di lavori pubblici, ai sensi del d.lgs.163/06), la ricerca di un partner privato cui affidare la costruzione del parco e la sua successiva gestione.

Sulla base delle considerazioni effettuate nei capitoli precedenti, in merito alla necessità di assicurare la permanenza sul territorio di una parte consistente dei ricavi generati dall’impianto, si ritiene di stimare in € 14.650.000,00 il canone che il concessionario dovrà versare annualmente alle due Comunità Montane. Tale importo rappresenta, dunque, il ricavo generato dall’impianto, dal punto di vista del soggetto pubblico.


4.3.2 I costi del parco eolico

I costi che originano dal parco eolico possono, per contro, essere stimati nei termini seguenti:


Costi di realizzazione

Come dettagliato al precedente paragrafo 2.2, la realizzazione dell’impianto richiede un investimento pari a € 184.800.000,00, secondo una stima parametrica che considera un costo di costruzione prudenziale pari a € 1.400.000 per ciascun MW di potenza installata.

Valore Unità
a Potenza installata 132 MW
b Costo unitario 1.400.000,00 €
c Totale costo di costruzione 184.800.000,00 €


Costi di gestione

- Costi di personale

Un impianto eolico non richiede di per sé il presidio continuativo da parte di personale preposto. È invece necessario l’impiego di personale tecnico addetto alla gestione e alla conduzione dell’impianto, le cui principali funzioni possono essere riassunte nelle seguenti attività:
§ conduzione dell’impianto sulla base di procedure stabilite e di liste di controllo e verifica programmata, per garantire l’efficienza e la regolarità di funzionamento;
§ manutenzione preventiva ed ordinaria programmate sulla base di procedure stabilite;
§ segnalazione di anomalie di funzionamento con richiesta di intervento di riparazione e/o manutenzione straordinaria da parte di ditte esterne specializzate ed autorizzate dai produttori delle macchine e delle apparecchiature;
§ predisposizione di rapporti periodici sulle condizioni di funzionamento dell’impianto e sull’energia elettrica prodotta;
§ coordinamento ed assistenza alle ditte esterne impegnate nei lavori di manutenzione e dei gruppi durante le visite programmate;
§ coordinamento del servizio di sorveglianza anche con l’ausilio di sistemi di videocontrollo a distanza e servizio di ronde periodiche.

La gestione dell'impianto dovrà essere effettuata, nella fase di messa a regime, con ispezioni a carattere giornaliero, quindi con frequenza bi-trisettimanale, programmando poi la manutenzione ordinaria con interventi a periodicità di alcuni mesi.

Complessivamente, un impianto come quello descritto nel presente studio di fattibilità deve prevedere la formazione ed il mantenimento di una squadra di tecnici qualificati, composta da 9 unità (indicativamente, una ogni 15 MW installati), seppure non impegnate a tempo pieno.

Valore Unità
a Personale impiegato 9 n.ro
b Costo unitario (impiego part-time) 40.000,00 €
c Totale costo di personale 360.000,00 €


- Costi di esercizio e di manutenzione

In relazione alla manutenzione di un impianto eolico, occorre sottolineare che le moderne turbine sono progettate per funzionare circa 120.000 ore durante la vita prevista di 20 anni. A fronte del numero stimato di ore annuali di funzionamento del parco oggetto del presente studio di fattibilità, è ragionevole ipotizzare che non siano necessari significativi interventi di manutenzione straordinaria.

In merito all’esercizio e alla manutenzione ordinaria, invece, si riportano di seguito alcuni dati di riferimento rilevati a livello internazionale:

Danish Energy Authority, Riso National Laboratory.Percentuale costi rispetto all’investimento
Anni 1-2 Anni 3-5 Anni 6-10 Anni 11-15 Anni 16-20
1% 1,9% 2,2% 3,5% 4,5%

DEWI, Istituto nazionale tedesco per l’energia eolicaPercentuale costi rispetto all’investimento
Anni 1-10 Anni 11-20
4,8% 6,6%

BTM Consult, società di consulenza danese (€/kWh)
Anni 1-5 Anni 6-10 Anni 11-20
0,005 0,005 – 0,011 0,011 – 0,022

Stima operatori italiani del settore eolico (€/kWh)
Anni 1-5 Anni 6-10 Anni 11-20
0,007 0,009 0,014

Stime ENEA su dati di mercato
Anni 1-2 Anni 3-10 Anni 11-20
1% 2% 4%
Applicando al parco tortonese la stima elaborata dagli operatori italiani del settore eolico (la quale, tra l’altro, viene sostanzialmente confermata dai valori rilevati in Danimarca, paese leader nella produzione di energia eolica), i costi di esercizio e di manutenzione risultano quantificati nei termini seguenti:

Valore Unità
a Produzione dell’impianto 267.168 MWh
b Costo di manutenzione unitario (anni 1 – 5) 7 €/MWh
c Costo di manutenzione annuale (anni 1 – 5) (a x b) 1.870.176,00 €
d Totale costo di manutenzione anni 1 – 5 (c x 5) 9.350.880,00 €
e Costo di manutenzione unitario (anni 6 – 10) 9 €/MWh
f Costo di manutenzione annuale (anni 6 – 10) (a x e) 2.404.512,00 €
g Totale costo di manutenzione anni 1 – 5 (f x 5) 12.022.560,00 €
h Costo di manutenzione unitario (anni 11 – 20) 14 €/MWh
i Costo di manutenzione annuale (anni 11–20) (a x h) 3.740.352,00 €
l Totale costo di manutenzione anni 1 – 5 (i x 10) 37.403.520,00 €
m Totale costo di manutenzione (d + g + l) 58.776.960 €



- Altri costi

I costi di funzionamento dell’impianto eolico devono poi considerare la necessità di stipulare un contratto di assicurazione a copertura della responsabilità civile, che si stimano intorno ai 400.000 € l’anno e, soprattutto, il costo del canone che il concessionario dovrà versare annualmente alle due Comunità Montane, calcolato in € 14.650.000,00.

Tale importo rappresenta, infatti, il ricavo generato dall’impianto dal punto di vista del soggetto pubblico, mentre è a tutti gli effetti un costo a carico del soggetto gestore.

Per il finanziamento dell’opera si è, inoltre, ipotizzato un ricorso all’indebitamento per un importo pari a € 144.448.000,00, per una durata di 15 anni; la rimanente componente è data, invece, dal capitale proprio, versato dal soggetto titolare della concessione.

SCHEMA S3

4.4 Sostenibilità dei costi e copertura finanziaria

Per valutare la capacità dell’opera di remunerare i costi necessari per la sua realizzazione e per la successiva gestione occorre considerare:
- l’elevato rendimento energetico del parco eolico, come evidenziato nei paragrafi che precedono;
- i costi di gestione contenuti, in ragione della necessità di interventi minimi di manutenzione e della sostanziale capacità dell’impianto di funzionare senza operazioni umane;
- le opportunità di vendita dei Certificati Verdi per i primi 15 anni di funzionamento dell’impianto;
- il peso significativo che sarà attribuito alla partecipazione privata per la realizzazione e per la gestione dell’opera

Tutto ciò premesso, dai dati evidenziati all’interno del prospetto di sintesi, riportato nel paragrafo precedente, risulta in modo evidente la piena sostenibilità dei costi di esercizio della struttura.

La presenza di un buon margine derivante dall’attività di gestione, nonché i valori del VAN e del TIR risultanti dall’analisi finanziaria svolta, dimostrano la sostenibilità del progetto.


Dal punto di vista della finanza di progetto, l’elemento centrale per assicurare la realizzabilità degli interventi è rappresentato dalla loro convenienza tecnico-economica. Ciò significa che le Amministrazioni proponenti definiscono, in sede di PTI, un piano finanziario che riduce la parte di contributo pubblico da parte delle Amministrazioni sovralocali a quanto strettamente necessario per affrontare la fase propedeutica alla realizzazione vera e propria (progettazione tecnica dell’intervento, realizzazione di una V.I.A., interventi preliminari, etc.) e per sostenere il conto interessi connesso con l’accensione di un eventuale mutuo.

In effetti, a fronte di un investimento complessivo stimato in 184.800.000,00, sul piano finanziario del PTI è caricata soltanto la quota di start up, ritenendosi il resto dell’investimento sostenibile da parte del privato concessionario.

L’importo di € 35.000.000,00 stimato sul PTI risulta suddiviso tra i soggetti finanziatori nei termini seguenti:


Stima costi complessivi di investimento Parte di investimento inserita nel piano finanziario PTI RISORSE PUBBLICHE RISORSEPRIVATE
Locali Regionali, nazionali, comunitarie
Comunali Provinciali C.M. proponenti
184.800.000,00 35.000.000,00 19.250.000,00 7.000.000,00 8.750.000,00






















5. CONVENIENZA ECONOMICO – SOCIALE


5.1 Analisi dei costi e dei benefici per la collettività

Il confronto dell’impatto sull’assetto socio-economico della comunità locale e sovralocale, nella situazione “senza intervento” e in quella “con intervento” viene effettuato tenendo conto del fatto che l’investimento riveste una dimensione di portata ampia, che impatta in termini molto positivi sulla collettività locale, ma ha ricadute significative anche sul miglioramento delle dinamiche ambientali complessive, senza perimetrazione territoriale rigidamente definita.

In tal senso, il bilancio positivo dell’intervento è rafforzato dai benefici, di lungo e medio periodo, che ricadranno sulla performance energetica complessiva della Regione Piemonte, in vista del raggiungimento degli obiettivi che la stessa Regione si è posta e che prevedono la produzione di una quota di energia da fonti rinnovabili pari a 1 TWh entro il 2013 e, addirittura, l’indipendenza energetica entro il 2030.

Nella premessa che si ritiene l’insieme dei benefici generati in grado di compensare interamente tutti i costi sociali che dovranno essere sostenuti dalle comunità locali per la realizzazione di un impianto eolico con le caratteristiche descritte nel presente studio di fattibilità, gli aspetti problematici (costi) e quelli favorevoli (benefici) si articolano:
- nei costi e nei benefici indiretti, esterni cioè al progetto perché non sostenuti / goduti dal suo promotore ma dalla collettività nel suo complesso;
- nei costi e nei benefici intangibili, che riguardano anch’essi la collettività, non possono essere quantificati, ma solo descritti.

Tanto in relazione ai primi, quanto in merito ai secondi, viene di seguito proposta un’analisi di dettaglio, che evidenzia, anche in questo ambito, l’impatto assolutamente positivo dell’opera, sia su scala locale che su scala vasta.


Costi indiretti

Nel caso della produzione di energia elettrica, i costi esterni comprendono tutti i danni provocati all’ambiente, sia naturale che costruito, ed alla salute dell’uomo durante l’intero ciclo di uno specifico combustibile e della relativa tecnologia (dall’acquisizione della risorsa alla realizzazione ed esercizio fino alla dismissione degli stessi).

I costi indiretti generati da un impianto eolico possono essere stimati con riferimento ai risultati del progetto ExternE, finanziato dall’Unione Europea e universalmente riconosciuto tra gli studi più attendibili sull’argomento per la rigorosità e la trasparenza della metodologia adottata. Il progetto definisce un confronto tra le diverse fonti energetiche.

Costi esterni di produzione di energia elettrica nei paesi UE

Fonte (€/kWh)
Carbone e lignite 2-15
Petrolio 3-11
Gas 1-3
Nucleare 0,2-0,7
Biomasse 0,08-3
Idroelettrico 0,03-1
Fotovoltaico 0,6
Eolico 0,05-0,25


Utilizzando come riferimento il valore minimo, data la collocazione dell’impianto in area priva di presidio umano, a fonte di una producibilità pari a 267.168 MWh, il parco eolico tortonese determina complessivamente potenziali costi a carico della collettività pari a € 13.358.400,00.

E’ chiaro che tali costi non sarebbero sostenuti se l’intervento non venisse realizzato, ma è altrettanto chiaro che la produzione della stessa quantità di energia garantita dal parco eolico con una fonte diversa, ammesso che ciò fosse tecnicamente possibile nel contesto in questione, determinerebbe costi decisamente superiori.


Situazione senza intervento Situazione con intervento
Energia prodotta (MWh) per anno 0 267.168
Costi esterni (€) per anno 0 13.358.400,00




Costi esterni per la realizzazione di un impianto alimentato con fonte diversa, a parità di energia prodotta

Fonte Costo unitario (€/MWh) Produzione annua (MWh) Costo totale annuo (€)
Carbone e lignite 2.000 267.168 534.336.000
Petrolio 3.000 801.504.000
Gas 1.000 267.168.000
Nucleare 200 53.433.600
Biomasse 80 21.373.440
Idroelettrico 30 8.015.040
Fotovoltaico 600 160.300.800
Eolico 50 13.358.400



Ricavi indiretti

Secondo quanto evidenziato nel piano finanziario dell’opera, al gestore dell’impianto sarà imposto un canone di gestione annuale pari a € 14.650.000,00. Tale importo costituisce il beneficio indiretto goduto dalla società come effetto della realizzazione del parco eolico.

Come anticipato al precedente paragrafo 1.3, infatti, le Amministrazioni proponenti intendono investire le risorse che otterranno dal concessionario in iniziative a favore delle comunità che rappresentano, negli ambiti dello sviluppo sociale, economico e territoriale che, sinteticamente, possono riassumersi nel prospetto seguente:


Iniziative di sviluppo avviate sul territorio grazie ai ricavi indiretti generati dal parco eolico

Opere di urbanizzazione primaria e secondaria
Valorizzazione architettonica del territorio (centri storici, borgate)
Manutenzione idrogeologica del territorio
Sviluppo delle filiere agricole, delle attività turistiche e artigianali (creazione di occupazione)
Abbattimento dei costi della bolletta energetica
Ristrutturazioni edilizie e sostituzione di impianti in favore del risparmio energetico
Ecomuseo dei Feudi Imperiali
Attività dei plessi scolastici
Attività socio-assistenziali
Attività Pro-loco e associazioni di volontariato
Attrezzature per gli ospedali di Tortona e Novi Ligure
Manutenzione straordinaria della viabilità
Recupero dell’architettura religiosa locale


A tale ordine di benefici, di per sé già particolarmente significativo, deve essere sommato l’indotto su progettisti, operai e imprese locali per la realizzazione di tutte le opere accessorie che, in riferimento ad un parco eolico, sono generalmente stimate intorno al 15 / 20% dell’investimento totale.

Anche utilizzando come riferimento il limite più basso di tale intervallo di valori, ciò significa che, in fase di cantiere, circa € 27.720.000 dei € 184.800.000 previsti per la costruzione dell’impianto, rimarranno sul territorio sotto forma di commesse per le ditte del settore costruzioni e di compensi per le maestranze ei tecnici impiegati.

Rappresentando tale ricaduta sui 20 anni di funzionamento dell’impianto, ne deriva un dato medio pari a € 1.386.000 l’anno.

Infine, l’Unione Europea (Libro Bianco CIPE / ENEA), nel valutare i costi ambientali connessi alla produzione di elettricità nei diversi paesi, con diverse fonti e varie tecnologie di impianto, ha stimato che la quantità di energia prodotta dall’impianto eolico descritto, contrapposta all’utilizzo di combustibile fossile, determina i seguenti costi ambientali evitati:



Valore Unità
Costi ambientali evitati 9.433.872,00 €/anno


In quanto costi evitati, essi possono a tutti gli effetti considerarsi benefici in favore della collettività e sono conseguenza diretta dei risparmi e delle emissioni evitate in atmosfera dei seguenti elementi inquinanti:

Valore Unità
Tep (tonnellate equivlenti petrolio) risparmiate 52.410 t/anno
CO2 (anidride carbonica) evitata 165.093 t/anno
SO2 (anidride solforosa) evitata 330 t/anno
NO2 (ossido di azoto) evitato 590 t/anno


Complessivamente, quindi i ricavi indiretti generati dal parco eolico tortonese si articolano nei termini seguenti:

Situazione senza intervento Situazione con intervento
Investimenti annui in iniziative di sviluppo avviate sul territorio 0 14.650.000,00
Stima della ricaduta media annua su progettisti, operai e imprese locali 0 1.386.000,00
Madia annua dei costi ambientali evitati 0 9.433.872,00
TOTALE 0 25.469.872,00


In ordine, infine, ai benefici intangibili che, in questa sede, non possono essere quantificati, ma vengono comunque descritti, la situazione che si determina è la seguente:

Situazione senza intervento Situazione con intervento
Conservazione dell’equilibrio paesaggistico attuale Incremento dei flussi turistici, con specializzazione dei target di fruizione
Nessuna necessità di investimento di risorse pubbliche in fase di costruzione Incremento della sensibilità ambientale da parte della comunità locale
Incremento complessivo del livello di attrattività del territorio nei confronti di imprese esterne
Incremento complessivo del livello di attrattività del territorio nei confronti dei residenti attuali (stimolati a rimanere) e potenziali (stimolati a trasferirsi)


Con riferimento all’ipotizzato incremento dei flussi turistici, è opportuno considerare che, come confermano realtà che hanno già vissuto tale esperienza, la presenza di un impianto eolico non allontana i visitatori, ma richiama un pubblico altamente motivato nella scelta della sua destinazione.

Sia nella fase di cantiere che nella successiva fase di esercizio saranno, infatti, organizzate visite guidate destinate a chi volgia approfondire la conoscenza su questa tipologia di impianti:
- scolaresche;
- tecnici e studenti di livello universitario;
- semplici appassionati, interessati ad abbinare ad un’escursione all’aria aperta un’esperienza culturale di significato esclusivo.

Tale tipologia di flussi può incrementare le presenze sul sistema ricettivo e di accoglienza locale, con conseguente aumento sul volume di affari che tale sistema genera.


Prospetto di confronto costi / ricavi indiretti

Con riferimento ai dati annuali, anche sotto il profilo dei costi / ricavi indiretti, il parco eolico determina un bilancio assolutamente positivo che, anche senza contare i benefici intangibili (che, come tali, non possono essere quantificati) si concretizza nei termini seguenti:

Ricavi indiretti generati dall’impianto all’anno € 25.469.872,00
Costi indiretti generati dall’impianto all’anno € 13.358.400,00
Confronto: ricavi – costi all’anno € 12.111.472,00




SCHEMA S4

6. PROCEDURE


6.1 Descrizione puntuale di tutti i vincoli che gravano sull’opera

In quanto realizzazione di un impianto per la produzione di energia elettrica con una producibilità pari a 132 MW, il parco eolico delle alte valli Curone e Borbera, nei Comuni di Fabbrica Curine, Montacuto, Cabella Ligure, Albera Ligure, Cantalupo Ligure, rientra nel campo di applicazione della L.R. 40/98 “Disposizioni concernenti la compatibilità ambientale e le procedure di valutazione”.

In particolare, il parco eolico può essere classificato tra gli “impianti industriali per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento”, rubricati al n.ro 38 dell’Allegato B2 della normativa sopra citata. In quanto tale, il progetto è di competenza della Provincia sul cui territorio ricade ed è sottoposto “alla fase di verifica”, in quanto non ricade “neppure parzialmente, in aree protette”.


6.2 Descrizione puntuale dei passaggi normativi e procedurali che si intendono attuare per superare i vincoli indicando i relativi tempi

La fase di verifica, come normata all’art.10 della L.R.40/98, prevede i seguenti passaggi procedurali:
1) presentazione alla Provincia di specifica domanda di verifica, corredata di:
- gli elaborati relativi al progetto preliminare;
- una relazione contenente:
§ l'inquadramento dell'opera nella programmazione, pianificazione e normativa ambientale vigenti;
§ i dati e le informazioni di carattere ambientale, territoriale e tecnico, in base ai quali sono stati individuati e valutati i possibili effetti che il progetto può avere sull'ambiente e le misure che si intendono adottare per ottimizzare l'inserimento nell'ambiente e nel territorio circostante;
- l'elenco delle autorizzazioni, dei nulla osta, dei pareri o degli altri atti di analoga natura, da acquisire ai fini della realizzazione e dell'esercizio dell'opera.
2) contestuale presentazione degli elaborati presso l’ufficio deposito della Provincia;
3) pubblicazione dell’avvenuto deposito da parte della Provincia; da tale adempimento decorrono i 30 giorni nei quali gli elaborati rimangono a disposizione per la consultazione da parte del pubblico;
4) pronuncia della Provincia sulla necessità di sottoporre il progetto alla fase di valutazione, entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avvenuto deposito;

Date le dimensioni, la localizzazione dell’impianto e la rilevanza sociale dello stesso, è molto probabile che la Provincia si pronuncerà nel senso della necessità di sottoporre il progetto alla fase di valutazione, ai sensi degli artt. 12 e 13 della L.R. 40/98, che prevede i seguenti passaggi:
1) presentazione della domanda alla Provincia di pronuncia di compatibilità ambientale, corredata di:
- due copie degli elaborati relativi al progetto definitivo e al progetto preliminare, completi dello studio di impatto ambientale e della sintesi in linguaggio non tecnico, dell'elenco delle autorizzazioni, dei nulla osta, dei pareri o degli altri atti di analoga natura, da acquisire ai fini della realizzazione e dell'esercizio dell'opera, con menzione delle istanze eventualmente già presentate;
- copie degli elaborati tecnici di interesse e della sintesi in linguaggio non tecnico, l’ASL e per i soggetti titolari delle funzioni di rilascio delle autorizzazioni, dei nulla osta, dei pareri necessari.
2) contestuale presentazione degli elaborati presso l’ufficio deposito della Provincia e avviso dell’avvenuto deposito, a cura del proponente, su un quotidiano a diffusione regionale o provinciale; da tale adempimento decorrono i 45 giorni nei quali gli elaborati rimangono a disposizione per la consultazione da parte del pubblico;
3) invio degli elaborati ai Comuni e alle Comunità Montane (che, nel caso specifico, sono soggetti proponenti) che sprimono i relativi pareri entro 60 giorni dalla trasmissione;
4) pubblicazione da parte della Provincia della notizia di avvenuto deposito sul Bollettino Ufficiale della Regione
5) indizione da parte della Provincia della Conferenza di Servizi (ex art.14 L.241/90, come modificato dall’art.17 L.127/97), per l’esame dei vari interessi pubblici coinvolti e per l’acquisizione delle autorizzazioni, dei nulla osta, dei pareri necessari; il giudizio è espresso entro 150 giorni dalla data di deposito degli elaborati;
6) (eventuale) disposizione di un’inchiesta pubblica, da aprirsi entro 20 giorni dall’avvenuto deposito e da chiudersi, con una relazione sui lavori svolti, almeno 30 giorni prima del termine per l’espressione del giudizio di compatibilità ambientale;
7) (eventuale) richiesta da parte della Provincia di documentazione; il giudizio è espresso entro 90 giorni dalla trasmissione della documentazione integrativa;
8) (eventuale) richiesta alla Provincia per la modifica degli elaborati presentati, a seguito delle osservazioni emerse nell’ambito dell’inchiesta pubblica o durante il confronto in Conferenza di Servizi; la richiesta interrompe i termini della fase di valutazione e il giudizio è espresso entro 90 giorni dalla presentazione degli elaborati modificati.

Infine, data la vicinanza dell’intervento previsto alla ZPS (anche se è prevista la realizzazione a debita distanza e senza influenza diretta), è possibile che sia necessario effettuare la “Valutazione di Incidenza”. Tale adempimento, se del caso, verrà comunque espletato e assorbito dalla procedura di V.I.A.


6.3 Cronoprogramma delle scadenze temporali


PERIODIFASI 2009 2010 2011 2012 2013
ISem. IISem. ISem. IISem. ISem. IISem. ISem. IISem. ISem. IISem.
Progetto preliminare
Procedura ex d.lgs.163/06 per la ricerca del concessionario
Progetto definitivo
Progetto esecutivo
Iter autorizzativo
Inizio-fine lavori
Collaudo
Rinaturalizzaz. aree di cantiere




7. ANALISI DI SENSIBILITA’ E DI RISCHIO


7.1 Analisi di sensibilità

L’analisi di sensibilità è effettuata, nel caso specifico, sulla variazione delle tariffe energetiche; tale elemento rappresenta, infatti, l’unica variabile in grado di incidere in maniera significativa sui risultati di gestione.

In tal senso, la tabella seguente evidenzia come una variazione del prezzo dell’energia da un –10% ad un +10% sposta, anche se in termini accettabili, il rendimento economico dell’investimento (TIR), il quale oscilla fra il –22,50% ed il + 21,23%.


Variazione tariffe energia
Var.% TIRannuo TIRvar. assoluta TIRvar.%
-10,00% 5,13% -1,49% -22,50%
-7,00% 5,59% -1,03% -15,60%
-5,00% 5,89% -0,73% -11,07%
-3,00% 6,19% -0,44% -6,60%
0,00% 6,62% 0,00% 0,00%
3,00% 7,05% 0,43% 6,49%
5,00% 7,34% 0,71% 10,76%
7,00% 7,61% 0,99% 14,98%
10,00% 8,03% 1,41% 21,23%


L’oscillazione dei rendimenti, in ragione del cambiamento di una variabile importante come il prezzo dell’energia si inserisce, tuttavia, in un contesto che segnala un costante aumento di quest’ultimo a partire dal 2000; anche a fronte della situazione mondiale, è pertanto difficile ipotizzare un calo nel breve / medio periodo tale da incidere sul livello di rischio dell’investimento.


7.2 Analisi di rischio

In seguito alle analisi di fattibilità svolte all’interno del presente Studio, si può affermare con un buon grado di sicurezza che non esistono particolari rischi connessi alle fasi di realizzazione ed attivazione dell’intervento.

La tecnologia connessa alla messa in opera e al successivo funzionamento delle torri eoliche è, infatti, ampiamente consolidata, tanto sotto il profilo delle fasi tecniche di costruzione, quanto in relazione alle attività di gestione e di manutenzione e ai costi che ne derivano.

Per quanto concerne gli aspetti tecnici, lo Studio di Fattibilità si è attenuto scrupolosamente alle normative vigenti e si è basato su una campagna approfondita di misurazione del vento (condotta, come detto, da Tecnogaia, società esperta nel settore); non è prevedibile, pertanto, che possano insorgere problematiche in grado di incidere significativamente sulla realizzabilità dell’opera e sulla sua successiva funzionalità operativa.

Anche gli impatti ambientali e paesaggistici dell’opera, che pure saranno oggetto di successivi approfondimenti, sono già stati ampiamente presi in considerazione ed analizzati al fine di prevedere, ove necessario, misure in grado di compensarli; essi, pertanto, anche alla luce dei significativi benefici che deriveranno alla collettività dalla realizzazione del parco, non rappresentano concreti fattori di incertezza per il progetto.

Infine le voci di costo e di ricavo previste all’interno del piano economico-finanziario dell’opera sono state stimate prudenzialmente in base ai valori correnti del servizio offerto. Di conseguenza, anche i rendimenti possono considerarsi al riparo da ulteriori condizioni di incertezza.

giota-bruggi.blogspot.com ha detto...

al posto del parco eolico non sarebbe meglio spendere le risorse per l'ambiente, l'acqua ,i boschi.
Mi spiego meglio.
è ormai evidenziato che le zone dell'appennino si stanno spopolando sempre più con conseguente degrado ambientale.
Le sorgenti si perdono e a lungo causano frane di notevole ampiezza e per sistemare occorrono risorse, sarebbe meglio mapparle e incanalare, i boschi sono impraticabili , l'ambiente si degrada e non è piu curato.
Con le biomasse si risolverebbe il problema dell'energia e del riscaldamento.
un convertitore pirolitico risolve il problema con un alta produzione di vapore ad alta temperatura per alimentare una turbina.Il convertitore verebbe alimentato dal sottobosco e dalla manutenzione rotativa dei boschi ecc.