Visualizzazione post con etichetta autostrada. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta autostrada. Mostra tutti i post

26 giugno 2008

quarant'anni di autostrada

Correva l'anno 1969.
La benzina costava 150 lire al litro. Da alcuni anni usciva nelle edicole il settimanale tortonese “Sette Giorni”. Il 4 gennaio, in prima pagina, i suoi lettori (tra i quali anch'io, che allora andavo in bicicletta) trovavano il titolo “La Camera di Commercio genovese pensa al terzo valico”. L'articolo si riferiva all'ipotesi di un'autostrada che seguisse il tracciato Val Bisagno - Casella - Crocefieschi – S.Sebastiano Curone, snodo da cui sarebbero partiti un ramo verso Volpedo e un altro verso Varzi.

Correva l'anno 1988.
La benzina costava 1.480 lire al litro. Il settimanale tortonese “Sette Giorni” si ostinava ad uscire nelle edicole. Chi scrive si ostinava a leggerlo (e andava a lavorare con la 127). Sul numero editato il 16 gennaio, a pagina 9, la notizia: “La Salt vuole realizzare l'autostrada del terzo valico”. Un'ipotesi di tracciato e' raffigurata nella mappa distribuita come imperdibile gadget elettorale del partito del garofano, che allora scaldava i cuori di molti nostri amministratori.

Corre l'anno 2008.
La benzina costa 1,54 euro al litro, ossia 2.980 lire al litro. “Sette Giorni” e' ancora li', io (che continuo a guidare la macchina) lo leggo, ma leggo anche “La Stampa”, che oggi titola “Ci vuole l'autostrada di valle”.
Trascrivo il testo.
La Stampa Alessandria 26 06 2008 pagina 67
GINO FORTUNATO
NOVI LIGURE
«Riproponiamo il progetto della Salt, la Societa' autostrade ligure - toscana. e' l'unico in grado di risolvere il problema della tangenziale serravallese, quello dei ripetuti inquinamenti dello Scrivia e nello stesso tempo offrirebbe una risposta concreta contro la desertificazione dei paesi, ad esempio dell'alta Val Borbera».
La proposta viene rilanciata dall'ex sindaco di Cabella Gianni Piazzale, noto assicuratore novese. Il tracciato della Salt prevede l'innesto della A7 nella zona tra il Basso Pieve a Novi e lo stabilimento Kme (ex Europa Metalli) di Serravalle. Il progetto prevede l'aggiramento dei ponti sullo Scrivia con minime curvature e gallerie, per correre in direzione Borghetto, attraversare il territorio di Rocchetta Ligure e Roccaforte (svincolo della Val Borbera) e scendere in Liguria all'altezza di Montoggio (svincolo della Valle Scrivia), Monte Candelozzo, Bargagli (con una galleria), Colle Caprile, fino a innestarsi nuovamente nell'autostrada, a meta' strada circa tra Sestri Levante e Moneglia.
«Le curve sono quasi inesistenti - spiega Piazzale - e si arriverebbe in sicurezza sulla A12.
Un tracciato molto utile soprattutto per chi viaggia verso sud. Il collegamento tra l'alta Val Borbera e la valle di Torriglia e' un aspetto molto importante per il territorio ligure e del Basso Piemonte. Sarebbe pertanto opportuno che tutti i sindaci dei territori attraversati tornassero a riunirsi come alcuni anni fa quando fu presentato questo progetto che ricevette approvazioni incontrastate. Inspiegabilmente, o quasi, fu messo nel cassetto delle buone intenzioni, perche' forse prevalse la volonta' di Genova di costruire una propria tangenziale. Oggi invece dovrebbe tornare in auge piu' di prima, sulla base di quanto accaduto recentemente su uno dei ponti maggiormente a rischio della A7. La mia non vuole certamente essere una polemica con l'intenzione dell'amministrazione di Serravalle di realizzare un nuovo tracciato, ma mi sembra che questo, che fa capo al gruppo Gavio, sia maggiormente fattibile e andrebbe incontro alle necessita' del paese per quanto concerne la deviazione del traffico pesante e lo snellimento della viabilita'».
Secondo le intenzioni di Gianni Piazzale, novese originario della Val Borbera, solo con la realizzazione di questo tratto autostradale di una quarantina di chilometri, si impedirebbe la desertificazione dei paesi valligiani. «Da oltre 11 mila abitanti - prosegue – in Val Borbera la popolazione e' scesa a circa 2 mila. E continuera' a calare, come pure in molte zone della Valle Scrivia e della Val Sturla, perche' non si ripopolano i territori proponendo artigianato o strutture ludiche. Occorre mettere la gente nelle condizioni di viaggiare in sicurezza e tranquillita', altrimenti di questi luoghi ci si dimentica. Per esempio quest'autostrada consentirebbe di arrivare a Genova in meno di mezz'ora, senza dover andare al casello di Vignole. Inoltre il tratto attuale della A7 fungerebbe da circonvallazione naturale per Serravalle, senza dover spendere gli 80 milioni di euro previsti per la costruzione di una nuova».

28 giugno 2007

tunnel e parco



Qualche aggiornamento su due questioni che interessano la Val Borbera e non solo.

1 - Intervista al sindaco di Vobbia sul numero di giugno 2007 del mensile "Il Vallescrivia".

Rispondendo alla domanda "Un sogno impossibile per Vobbia ?" il primo cittadino si esprime cosi':

«Un tunnel di 600 metri che colleghi Vobbia a Camarza e a Busalla. I costi sono impensabili, mi rendo conto, ma con un collegamento cosi' in cinque minuti si arriverebbe a valle.

Con alcuni comuni della Val Borbera avevamo abbozzato un progetto che prevedeva anche una galleria Vobbia-Mongiardino sotto a Costasalata, ma poi e' rimasto tutto fermo».


2 - Un articolo pro parco ma anche pro tunnel su un sito novese

22 aprile 2007

a volte ritornano 2: (auto)strada in val Borbera


Seguito della notizia di qualche mese fa.

Da
La Stampa – 21 aprile 2007 – pagina 55
Chiede un collegamento migliore con Genova per far uscire la valle dall'isolamento: è il neonato comitato Gruppo attivo per la rinascita e lo sviluppo dell'Alta Val Borbera, composto da operatori economici e dal consigliere di minoranza a Cantalupo Ligure FrancoTindiglia. «Stop alla desertificazione dei paesi – afferma il comitato -: nel 1987 era stato proposto un collegamento stradale con Genova, poi abbandonato, dal quale si può ripartire». Il comitato chiede il consenso
dei 7 Comuni dell'Alta Valle, 4 erano alla conferenza stampa dell'iniziativa: Albera, Cabella, Rocchetta, Roccaforte). «Non è un'autostrada che vogliamo ma una viabilità migliore». [G. C.)

07 gennaio 2007

a volte ritornano: l'autostrada




Senza commenti, il ritorno di fiamma per un'idea sballata.


Trascrivo il testo di un articolo uscito oggi su Il Secolo XIX e unisco il link ad una mappa allegata a "Il Garofano Rosso - mensile - supplemento al n. 2 - marzo 1992" come materiale di propaganda elettorale di Felice Borgoglio. Con un doppio tratteggio vi era stato evidenziato il percorso dell'autostrada di cui si discute per riesumarlo.

ll Secolo XIX domenica 7 gennaio 2007 basso Piemonte pagina 29
MONGIARDINO LIGURE.
E' una strada che divide anziche' congiungere quella che vorrebbe Renato Freggiaro, sindaco di Mongiardino Ligure. Rappresenta lo spartiacque tra due modi di intendere lo sviluppo della Val Borbera e finisce con diventare il confine tra due generazioni di amministratori, lontane per questioni anagrafiche.

Il progetto di un nuova strada – che attraversa l'Appennino da nord a sud, collegando la A7 con la A 12, e' forse addirittura precedente al Terzo Valico.

Redatto dall'Anas negli anni Ottanta (e poi riproposto in versione modificata un paio d'anni fa dal senatore forzista Luigi Grillo e dall'ex Governatore della Regione Liguria, Sandro Biasotti) e' fermo nei cassetti di comuni, province e regioni.

Eppure, quella strada superveloce e', secondo il sindaco di Mongiardino, «l'unica via di salvezza di questi paesi, altrimenti destinati a morire».Quando Freggiaro accenna al "problema della viabilita' ", riferendosi al comune che amministra dal 2004, cento ottanta residenti con un'eta' media che si aggira sulla sessantina, non pensa certo al traffico o ai parcheggi.

Piu' che di sviluppo, Freggiaro parla di .sopravvivenza: «Chi vive a Mongiardino, se resta senza il pane o il latte, deve prendere la macchina e spendere 10 euro di benzina per raggiungere il primo negozio. L'ultimo esercizio commerciale ha chiuso piu' di venti anni fa. Come possiamo pretendere che la gente si fermi quassu'».

Eppure Genova e' vicina, «basterebbero quindici minuti, se ci fosse quella strada. Allora si' che i giovani si fermerebbero a vivere nel loro paese d'origine».

Fatica a decollare persino il terzo valico ferroviario, tra le incertezze della finanziaria, figurarsi il quarto (anche se stradale in questo caso), di valico.

«Eppure sarebbe un beneficio per lo sviluppo di tutto il Nord Italia», azzarda addirittura Franco Franzante, attuale vicesindaco di Albera Ligure, amministratore di lungo corso. Franzante, storico presidente della Comunita' Montana Val Borbera e Spinti, guarda oltre i confini del suo comune di quattrocento anime: «Si tratterebbe di collegare la bretella di Tortona con Genova, passando dall'Appennino fino a Busalla e poi allacciandosi alla Sestri Levante-Livorno. Sarebbe funzionale a livello nazionale perche' sgraverebbe la A1, consentendo a chi arriva da nord ovest di raggiungere Firenze e Roma senza passare da Bologna».

E aggiunge, realisticamente: «Il progetto c'e' e a mio avviso non è tramontato, ma bisogna andarci cauti perché non credo che si troveranno le risorse».

La nuova autostrada si sarebbe arenata, a detta di Franzante, proprio in Liguria e, in Piemonte, non se ne e' neppure iniziato mai a discutere.

«Anche l'impatto ambientale per noi sarebbe stato minimo, visto che il tracciato si sarebbe snodato per lunghi tratti in galleria».

Prima ancora che insorgano i comitati ambientalisti, a stoppare il progetto ci ha pensato la nuova generazione di amministratori della Val Borbera, quelli che in Valle, nonostante le difficolta', ci sono rimasti, per scelta convinta. « Prima o poi mi toglierò la curiosita' di andarlo a leggere quel progetto, lasciato in eredita' dal mio predecessore nel cassetto dell'ufficio», dice Giorgio Storace, 36 anni da compiere, sindaco di Rocchetta Ligure, vicino di casa di Freggiaro. Con il suo vice. Guido Gogna, 30 anni, nel rilancio della Val Borbera ci crede davvero, «ma deve passare dalla valorizzazione delle risorse che abbiamo, e l'ambiente e' al primo posto».

Turismo e risorse naturali: «Questi devono essere i motori propulsori», dicono.

I conti sono presto fatti: «il 62% dell'intero territorio e' coperto da boschi che oggi sono abbandonati», fa presente Storace. Una centrale a biomasse avrebbe materia prima da vendere.

Sul fronte del turismo, sta per andare in porto il progetto di parco avventura, proprio sul confine dei due paesi, Rocchetta e Mongiardino. Se la strada divide, chissa' che non ci pensi il parco ad unire.
IRENE NAVARO