Gli invasi per uso irriguo e gli impianti idrolettrici lungo il corso del Curone periodicamente giungono agli onori delle cronache locali. Gli articoli di solito consistono nello scambio di segnali più o meno in codice tra i soliti noti. Poche possibilità, per chi non è addetto ai lavori, di farsi un'opinione esaminando un po' nello specifico, al di là della propaganda, dati e progetti, la cui illustrazione é di preferenza riservata ad occasioni e ad un pubblico selezionati – un esempio è questo resoconto di un incontro dei Rotary Club in cui lo scorso anno si è illustrato anche il progetto del bacino che ora è in corso di realizzazione a Volpedo.
Può essere utile segnalare il materiale che è consultabile in pubblico dominio, come quello relativo ad una ipotesi (forse) superata: il progetto, risalente al 2006, per un invaso ad uso plurimo sull'Arisola, un affluente di destra del Curone. E' visibile in rete, sul sito Svilupporegioni, uno studio di fattibilità compiuto dall’Amias supportata da Sviluppo Italia (leggendolo, la prima cosa che mi è saltata all'occhio è che manca del tutto il riferimento alla presenza, a monte della località studiata, di un sito naturalistico di importanza regionale, il SIR IT1180023 Pian dei Laghi). Per la produzione di energia, le conclusioni parlano di scarsa convenienza economica, mentre si sostiene che per altri usi si dovrebbe comunque riconsiderare il rapporto costi-benefici.
Uno spazio per discutere di ambiente, politica e societa' in una valle appenninica, la Val Curone.
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31 agosto 2009
25 settembre 2008
derivazione d'acqua dal Curone per il golf
Oggi, sul Bollettino Ufficiale Regione Piemonte n. 39/2008 è stata pubblicata un'ordinanza della Provincia di Alessandria di cui trascrivo i passi salienti:
...
Vista la domanda (Prot. n. Prot. n. 4592 del 10/01/2008 e successive integrazioni del 22/02/2008) corredata dagli elaborati tecnici, della Golf Momperone S.r.l. per subingresso quota parte e variante (uso produzione di beni e servizi per irrigazione di attrezzature sportive) nella concessione di derivazione d'acqua nella misura massima di 300,00 l/s e media di 225,00 l/s dal Torrente Curone, in territorio del Comune di Brignano Frascata, precedentemente assentita alla Ditta Giani Leone e Zelaschi Giacomo con D. P.G.R. n. 113 del 08/01/1986;
Considerato che la variante consiste nella riduzione del prelievo ad uso agricolo durante il periodo estivo (riduzione superficie irrigua da circa Ha 21,50 a circa Ha 4,00 per un prelievo medio di 0,80 l/s) e nel prelievo durante il periodo invernale di acqua per il riempimento dei bacini artificiali all'interno del costruendo campo da golf (prelievo medio di 11,13 l/s). L'acqua verrà poi utilizzata ad uso produzione di beni e servizi (irrigazione infrastrutture sportive) durante il periodo estivo. Rimane invariato il prelievo ad uso energetico (forza motrice) pari a 225,00 l/s medi;
Visto il silenzio assenso manifestato dall'Autorità di Bacino e dall'AIPO - Agenzia Interregionale per il Fiume Po, tenuto conto della mancata trasmissione del nulla osta di competenza entro il termine di 40 giorni dalla data della richiesta;
ordina
che la domanda suindicata unitamente agli atti del progetto sia depositata presso il Servizio Tutela e Valorizzazione Risorse Idriche della Provincia di Alessandria per la durata di giorni 15 consecutivi a decorrere dal 26/09/2008 a disposizione di chiunque intenda prenderne visione nelle ore d'ufficio;
che copia della presente ordinanza, della domanda e dei relativi atti progettuali vengano affissi per 15 giorni consecutivi a decorrere dalla data suddetta all'Albo Pretorio dei Comuni di Brignano Frascata, Momperone, Montemarzino, Volpedo e Viguzzolo;
Le osservazioni e/o le opposizioni scritte potranno essere presentate non oltre 20 giorni dall'inizio della suaccennata pubblicazione a questo Servizio ovvero ai Comuni presso i quali viene affissa la presente ordinanza.
...
La visita sopralluogo di cui al 4° comma, lettera f) del D.P.G.R. 29/07/2003 n. 10/R, alla quale potrà intervenire chiunque vi abbia interesse, è fissata per il giorno 28/10/2008 alle ore 11,00 con ritrovo nel luogo in cui verrà esercitata la derivazione.
I Comuni di Brignano Frascata, Momperone, Montemarzino, Volpedo e Viguzzolo dovranno restituire alla Provincia di Alessandria - Servizio Tutela e Valorizzazione Risorse Idriche - la presente ordinanza, munita del referto di pubblicazione, e la domanda con relativi atti progettuali, nonché le eventuali opposizioni e/o osservazioni pervenute entro venti giorni dall'inizio del periodo di pubblicazione. I funzionari incaricati della visita sono autorizzati ad entrare nei fondi privati per procedere alle constatazioni di legge.
...
Vista la domanda (Prot. n. Prot. n. 4592 del 10/01/2008 e successive integrazioni del 22/02/2008) corredata dagli elaborati tecnici, della Golf Momperone S.r.l. per subingresso quota parte e variante (uso produzione di beni e servizi per irrigazione di attrezzature sportive) nella concessione di derivazione d'acqua nella misura massima di 300,00 l/s e media di 225,00 l/s dal Torrente Curone, in territorio del Comune di Brignano Frascata, precedentemente assentita alla Ditta Giani Leone e Zelaschi Giacomo con D. P.G.R. n. 113 del 08/01/1986;
Considerato che la variante consiste nella riduzione del prelievo ad uso agricolo durante il periodo estivo (riduzione superficie irrigua da circa Ha 21,50 a circa Ha 4,00 per un prelievo medio di 0,80 l/s) e nel prelievo durante il periodo invernale di acqua per il riempimento dei bacini artificiali all'interno del costruendo campo da golf (prelievo medio di 11,13 l/s). L'acqua verrà poi utilizzata ad uso produzione di beni e servizi (irrigazione infrastrutture sportive) durante il periodo estivo. Rimane invariato il prelievo ad uso energetico (forza motrice) pari a 225,00 l/s medi;
Visto il silenzio assenso manifestato dall'Autorità di Bacino e dall'AIPO - Agenzia Interregionale per il Fiume Po, tenuto conto della mancata trasmissione del nulla osta di competenza entro il termine di 40 giorni dalla data della richiesta;
ordina
che la domanda suindicata unitamente agli atti del progetto sia depositata presso il Servizio Tutela e Valorizzazione Risorse Idriche della Provincia di Alessandria per la durata di giorni 15 consecutivi a decorrere dal 26/09/2008 a disposizione di chiunque intenda prenderne visione nelle ore d'ufficio;
che copia della presente ordinanza, della domanda e dei relativi atti progettuali vengano affissi per 15 giorni consecutivi a decorrere dalla data suddetta all'Albo Pretorio dei Comuni di Brignano Frascata, Momperone, Montemarzino, Volpedo e Viguzzolo;
Le osservazioni e/o le opposizioni scritte potranno essere presentate non oltre 20 giorni dall'inizio della suaccennata pubblicazione a questo Servizio ovvero ai Comuni presso i quali viene affissa la presente ordinanza.
...
La visita sopralluogo di cui al 4° comma, lettera f) del D.P.G.R. 29/07/2003 n. 10/R, alla quale potrà intervenire chiunque vi abbia interesse, è fissata per il giorno 28/10/2008 alle ore 11,00 con ritrovo nel luogo in cui verrà esercitata la derivazione.
I Comuni di Brignano Frascata, Momperone, Montemarzino, Volpedo e Viguzzolo dovranno restituire alla Provincia di Alessandria - Servizio Tutela e Valorizzazione Risorse Idriche - la presente ordinanza, munita del referto di pubblicazione, e la domanda con relativi atti progettuali, nonché le eventuali opposizioni e/o osservazioni pervenute entro venti giorni dall'inizio del periodo di pubblicazione. I funzionari incaricati della visita sono autorizzati ad entrare nei fondi privati per procedere alle constatazioni di legge.
06 maggio 2008
incontro istituzionale sul contratto di fiume
Testo del comunicato dell'Assessorato all'Ambiente della nostra Provincia
Incontro a Tortona dell’ Assessorato Ambiente della Provincia per il Contratto di Fiume sui torrenti Scrivia, Borbera e Curone
Il giorno 28 aprile 2008 promossa dall’Assessorato Ambiente della Provincia - si e’ tenuta, presso la sala Romita del Comune di Tortona, la prima riunione avente come tema il Contratto di Fiume dei Torrenti Scrivia, Borbera, Curone.
Hanno partecipato, in qualita’ di rappresentanti dei Comuni, i Sindaci dei paesi rivieraschi dei Torrenti oggetto di studio, i Presidenti dei Consorzi irrigui di I e II grado attivi sull’area, i Presidenti delle due Comunita’ Montane coinvolte dall’iniziativa e precisamente la Comunita’ Montana Val Borbera e Spinti e la Comunita’ Montana Val Curone, Grue ed Ossona e l’Assessorato Ambiente della Provincia di Alessandria, soggetto che ha il compito di coordinare il progetto Contratto di Fiume.
L’ordine del giorno ha previsto la presentazione, da parte dei tecnici della Provincia di Alessandria, dei criteri e delle modalita’ di attuazione del Contratto di Fiume secondo quanto esplicitato nel PTA (Piano di Tutela delle Acque) della Regione Piemonte e dal Decreto legislativo 152/06 che recepisce le indicazioni della Direttiva Europea 2000/60; inoltre nel corso della riunione e’ stata presentata l’esperienza della Provincia di Alessandria maturata sul Torrente Orba dapprima come Corridoio ecologico e poi come Contratto di Fiume .
A seguito degli interventi e delle richieste di chiarimento su quanto sopra presentato, l’assemblea ha deciso di attivare una procedura per la realizzazione del Contratto di Fiume per i Torrenti Scrivia, Borbera, Curone.
Secondo l’Assessore Provinciale all’Ambiente Renzo Penna che ha partecipato all’incontro, con questo Contratto di Fiume si individuano obiettivi quali la salvaguardia dell’ambiente fluviale del territorio, il mantenimento di una buona qualita’ delle acque e soprattutto la gestione, secondo principi di sostenibilita’, della risorsa acqua al fine di garantire sia il mantenimento del DMV (deflusso minimo vitale) del corpo idrico, indispensabile per la sopravvivenza dello stesso e del suo ecosistema, sia per consentire le attivita’ antropiche presenti nell’area interessata .
Nei prossimi giorni, da parte dei tecnici dell’Assessorato Provinciale all’Ambiente verrà inviato ai partecipanti la riunione una bozza di Protocollo per una prima condivisione dei soggetti istituzionali interessati degli indirizzi del Contratto di Fiume.
Sarebbe doveroso da parte degli Enti destinatari fare in modo che la "condivisione" delle informazioni e delle scelte avvenisse anche con riferimento ai cittadini.
Vedremo se sara' cosi'.
Incontro a Tortona dell’ Assessorato Ambiente della Provincia per il Contratto di Fiume sui torrenti Scrivia, Borbera e Curone
Il giorno 28 aprile 2008 promossa dall’Assessorato Ambiente della Provincia - si e’ tenuta, presso la sala Romita del Comune di Tortona, la prima riunione avente come tema il Contratto di Fiume dei Torrenti Scrivia, Borbera, Curone.
Hanno partecipato, in qualita’ di rappresentanti dei Comuni, i Sindaci dei paesi rivieraschi dei Torrenti oggetto di studio, i Presidenti dei Consorzi irrigui di I e II grado attivi sull’area, i Presidenti delle due Comunita’ Montane coinvolte dall’iniziativa e precisamente la Comunita’ Montana Val Borbera e Spinti e la Comunita’ Montana Val Curone, Grue ed Ossona e l’Assessorato Ambiente della Provincia di Alessandria, soggetto che ha il compito di coordinare il progetto Contratto di Fiume.
L’ordine del giorno ha previsto la presentazione, da parte dei tecnici della Provincia di Alessandria, dei criteri e delle modalita’ di attuazione del Contratto di Fiume secondo quanto esplicitato nel PTA (Piano di Tutela delle Acque) della Regione Piemonte e dal Decreto legislativo 152/06 che recepisce le indicazioni della Direttiva Europea 2000/60; inoltre nel corso della riunione e’ stata presentata l’esperienza della Provincia di Alessandria maturata sul Torrente Orba dapprima come Corridoio ecologico e poi come Contratto di Fiume .
A seguito degli interventi e delle richieste di chiarimento su quanto sopra presentato, l’assemblea ha deciso di attivare una procedura per la realizzazione del Contratto di Fiume per i Torrenti Scrivia, Borbera, Curone.
Secondo l’Assessore Provinciale all’Ambiente Renzo Penna che ha partecipato all’incontro, con questo Contratto di Fiume si individuano obiettivi quali la salvaguardia dell’ambiente fluviale del territorio, il mantenimento di una buona qualita’ delle acque e soprattutto la gestione, secondo principi di sostenibilita’, della risorsa acqua al fine di garantire sia il mantenimento del DMV (deflusso minimo vitale) del corpo idrico, indispensabile per la sopravvivenza dello stesso e del suo ecosistema, sia per consentire le attivita’ antropiche presenti nell’area interessata .
Nei prossimi giorni, da parte dei tecnici dell’Assessorato Provinciale all’Ambiente verrà inviato ai partecipanti la riunione una bozza di Protocollo per una prima condivisione dei soggetti istituzionali interessati degli indirizzi del Contratto di Fiume.
Sarebbe doveroso da parte degli Enti destinatari fare in modo che la "condivisione" delle informazioni e delle scelte avvenisse anche con riferimento ai cittadini.
Vedremo se sara' cosi'.
23 aprile 2008
contratto di fiume
I giornali locali hanno pubblicato la notizia secondo cui, sotto l’egida della Provincia di Alessandria dovrebbe essere stipulato un “Contratto di Fiume” relativo ai torrenti Scrivia, Curone e Borbera, aggiungendo che “a breve (“Il Piccolo” parla del prossimo 28 aprile) verra' indetta una riunione a Tortona con i sindaci ed i consorzi idrici di queste zone”.
Sempre su “Il Piccolo” leggiamo il commento di Maurizio Stringa, presidente del consorzio di Secondo grado: «Riteniamo che questo programma oltre a valorizzare le risorse idriche, con la realizzazione di soluzioni tecniche eliminera' automaticamente tutte le diatribe relative alle competenze territoriali».
Se davvero l'iniziativa avesse questo principale scopo (tradotto in prosa: limitarsi a discutere tra enti pubblici e consorzi per decidere come accumulare e come dividersi l'acqua per l'irrigazione), ne risulterebbe mortificato lo spirito con cui la normativa regionale ha recentemente introdotto questo istituto, connesso al famoso Piano di Tutela delle Acque di cui ho a lungo scritto su questo blog.
L'articolo10 “Strumenti di attuazione del Piano”, recita:
“sono promosse modalita' di gestione integrata a livello di bacino e sottobacino idrografico, che perseguano la tutela e valorizzazione delle risorse idriche e degli ambienti connessi unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico. In tal caso gli strumenti di programmazione negoziata sono denominati contratto di fiume o contratto di lago.”.
Ma bisogna rammentare a tutti che, all'articolo 1, sotto la rubrica “Finalita' del Piano”, si legge:
“ tutte le istituzioni competenti in materia improntano il loro operato ai principi di reciproca leale collaborazione e di partecipazione effettiva dei cittadini sin dalla fase di elaborazione delle azioni attuative del Piano di tutela delle acque, in modo da garantire trasparenza al processo decisionale, rafforzando consapevolezza e sostegno dei cittadini sulle decisioni relative”.
Si noti che la norma parla di “cittadini” non di “gruppi di interesse” (“stakeholders” all'inglese).
La “partecipazione effettiva dei cittadini” deve essere garantita anche nel processo di elaborazione del “Contratto di Fiume” .
Il piglio decisionista con il quale sembra si voglia affrontare la questione relativa ai nostri torrenti e' un pessimo segnale.
Sempre su “Il Piccolo” leggiamo il commento di Maurizio Stringa, presidente del consorzio di Secondo grado: «Riteniamo che questo programma oltre a valorizzare le risorse idriche, con la realizzazione di soluzioni tecniche eliminera' automaticamente tutte le diatribe relative alle competenze territoriali».
Se davvero l'iniziativa avesse questo principale scopo (tradotto in prosa: limitarsi a discutere tra enti pubblici e consorzi per decidere come accumulare e come dividersi l'acqua per l'irrigazione), ne risulterebbe mortificato lo spirito con cui la normativa regionale ha recentemente introdotto questo istituto, connesso al famoso Piano di Tutela delle Acque di cui ho a lungo scritto su questo blog.
L'articolo10 “Strumenti di attuazione del Piano”, recita:
“sono promosse modalita' di gestione integrata a livello di bacino e sottobacino idrografico, che perseguano la tutela e valorizzazione delle risorse idriche e degli ambienti connessi unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico. In tal caso gli strumenti di programmazione negoziata sono denominati contratto di fiume o contratto di lago.”.
Ma bisogna rammentare a tutti che, all'articolo 1, sotto la rubrica “Finalita' del Piano”, si legge:
“ tutte le istituzioni competenti in materia improntano il loro operato ai principi di reciproca leale collaborazione e di partecipazione effettiva dei cittadini sin dalla fase di elaborazione delle azioni attuative del Piano di tutela delle acque, in modo da garantire trasparenza al processo decisionale, rafforzando consapevolezza e sostegno dei cittadini sulle decisioni relative”.
Si noti che la norma parla di “cittadini” non di “gruppi di interesse” (“stakeholders” all'inglese).
La “partecipazione effettiva dei cittadini” deve essere garantita anche nel processo di elaborazione del “Contratto di Fiume” .
Il piglio decisionista con il quale sembra si voglia affrontare la questione relativa ai nostri torrenti e' un pessimo segnale.
05 ottobre 2007
uso irriguo del Curone: dibattito trasparente e consorzio unico

Da Sette Giorni a Tortona di sabato 6 ottobre un intervento a firma di Maurizio Lugano, che trascrivo integralmente.
Emergenza idrica in val Curone: alcune modeste proposte
La siccita' durante l'estate ha evidenziato, una volta di piu', quanto sia scarsa l'acqua del Curone rispetto al fabbisogno crescente della nostra valle, particolarmente, per l'uso irriguo in agricoltura.
Per l'acqua destinata all'uso domestico, grazie all'integrazione con le fonti del Borbera e con pozzi locali, le emergenze sono state tamponate. Certo resta da fare molto per razionalizzare la distribuzione nella rete idrica di valle. Le tubature sono spesso vecchie e le dispersioni d'acqua potabile nel terreno raggiungono percentuali rilevanti. I nostri amministratori comunali non sempre o quasi mai sono attenti a disincentivare gli usi per irrigare giardini o alimentare piscine, magari disattendendo la legge che prevede tariffe differenziate per tali usi; sarebbe infatti obbligatorio installare contatori a parte per le piscine. Speriamo che l'attenzione di sindaci ed assessori in proposito cresca nel futuro.
Emergenza idrica in val Curone: alcune modeste proposte
La siccita' durante l'estate ha evidenziato, una volta di piu', quanto sia scarsa l'acqua del Curone rispetto al fabbisogno crescente della nostra valle, particolarmente, per l'uso irriguo in agricoltura.
Per l'acqua destinata all'uso domestico, grazie all'integrazione con le fonti del Borbera e con pozzi locali, le emergenze sono state tamponate. Certo resta da fare molto per razionalizzare la distribuzione nella rete idrica di valle. Le tubature sono spesso vecchie e le dispersioni d'acqua potabile nel terreno raggiungono percentuali rilevanti. I nostri amministratori comunali non sempre o quasi mai sono attenti a disincentivare gli usi per irrigare giardini o alimentare piscine, magari disattendendo la legge che prevede tariffe differenziate per tali usi; sarebbe infatti obbligatorio installare contatori a parte per le piscine. Speriamo che l'attenzione di sindaci ed assessori in proposito cresca nel futuro.
Come agricoltore mi preme pero' tentare un'analisi dei problemi relativi all'utilizzo per uso irriguo di quel che resta dell'acqua del Curone. Da qualche anno per gestire al meglio la fase irrigua in agricoltura si e' costituito un consorzio tra imprenditori agricoli con la partecipazione degli amministratori comunali di Viguzzolo, Castellar Guidobono, Casalnoceto, Volpedo, Berzano, Volpeglino e Monleale. Il consorzio ha avuto una lenta fase di attivazione anche a causa delle solite lungaggini burocratiche e per l'inesperienza degli agricoltori responsabili dell'iniziativa. Forse come inevitabile provocazione rispetto a questa situazione di stallo, alla fine del 2006 gli agricoltori di Volpedo sono usciti dal consorzio Bassa Val Curone e hanno fondato un distretto irriguo locale, per altro al momento esistente solo sulla carta. Conseguenza di questo evento, ma anche perche' il lento iter burocratico andava evolvendosi positivamente, il consorzio con sede a Castellar Guidobono, ha cominciato nel 2007 ad operare in modo evidente ed incisivo anche in territorio di Volpedo. Divisioni e contrasti sono stati superati nei fatti e a questo punto e' auspicabile che i responsabili delle due realta' associative si mettano subito attorno ad un tavolo e sanciscano, anche a livello giuridico, la ritrovata unita' d'intenti.
Ma si deve andare oltre. A tutt'oggi gli agricoltori della media e bassa valle hanno seguito, pur tra contraddizioni, regole e turnazioni comuni e condivise nell'uso dell'acqua del Curone. In territorio della Comunita' Montana gli utenti hanno seguito altre strade e altre abitudini.
Occorre superare questo stato di cose, se e' vero, come e' vero, che coloro che vivono ed operano nei paesi lungo il corso del torrente hanno gli stessi diritti come potenziali utenti dell'acqua per uso irriguo. Questi potenziali utenti si devono riunire in un consorzio di gestione delle acque per uso irriguo che vada da Pontecurone a San Sebastiano. Gli enti responsabili, a cominciare dalla Provincia, devono sostenere il raggiungimento di questo obiettivo.
Come atto iniziale e' fondamentale la sospensione di tutti i permessi di derivazione e di prelievo attualmente in essere.
Mi pare che sia la linea seguita dalla Provincia nella bozza di convenzione proposta al comune di Volpedo che chiede il rinnovo della concessione di derivazione delle acque del Curone in regione Pietranera. Per quanto le informazioni a Volpedo e dintorni siano scarse, la proposta di Alessandria e', in sintesi, il riconoscimento dei diritti storici di Volpedo sulla concessione, anche con l'assegnazione della stessa al consorzio Bassa Val Curone per l'intera durata temporale del consorzio.
Questa linea condivisibile va applicata a tutte le concessioni in essere pubbliche e private con il conseguente passaggio dei compiti di regolamentazione dell'uso delle acque lungo tutto il corso del torrente al consorzio che dovra' avere i mezzi e gli uomini per controllare l'applicazione dei regolamenti e comminare le eventuali sanzioni ai trasgressori. E' questa l'unica strada per arrivare ad un'utilizzazione equa e condivisa delle acque del Curone.
Resta la questione degli invasi per immagazzinare acqua quando ce n'e' in abbondanza. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a un balletto di dichiarazioni e tentativi di progetti: prima si e' parlato di tre nuovi invasi, di cui uno a monte di Volpedo e due a valle; poi qualche personaggio con responabilita' a livello provinciale ha lanciato l'idea di nove invasi piu' piccoli (ma quanto piccoli?); qualche mese dopo gli invasi erano diventati due, da iniziare subito, pero'. Il tutto senza coinvolgere in nessun modo i cittadini interessati. Un anno fa si parlo' di un consiglio comunale aperto a Volpedo con la presenza del vicepresidente dell'Amias Elleboro. Il consiglio comunale aperto non c'e' mai stato ne a Volpedo ne altrove.
Interventi di cosi' importante impatto ambientale non possono essere decisi sulla pelle dei cittadini, riducendo tutto a decisioni prese da pochi addetti ai lavori in nome del "necessario decisionismo". La bandiera del decisionismo e' spesso innalzata da quelli che non amano la trasparenza nelle cose pubbliche e a volte porta a scelte poco rispettose degli interessi e dei diritti dei cittadini. Anche dalle nostre parti si deve tornare alla pratica dei dibattiti e confronti su temi cosi' impegnativi per il futuro del nostro territorio.
Partiamo magari da una conferenza di bacino del Curone, con tutte le questioni al centro della discussione, compresa quella dell'esistenza, nel letto del torrente, di un collettore fognario quasi sempre rotto e non funzionante. Una vera e propria bomba tossica a scoppio periodico predeterminato. Ogni volta che piove un po', questo si rompe in piu' punti. Poi si stanziano centinaia di migliaia di euro per rattopparlo. Alla collettivita' quest'opera, la cui costruzione era costata, nei primi anni novanta, 4 miliardi e mezzo di lire, non conviene affatto.
So che molte persone in valle condividono queste proposte e queste valutazioni. Se siamo convinti che questa sia la strada giusta, dobbiamo muoverci. Non perdiamo altro tempo.
Maurizio Lugano
20 maggio 2007
Fontamara in Val Curone

Da "La Stampa" del 19 maggio (cfr anche, con tutti i dettagli, come sempre, Sette Giorni a Tortona del 26 maggio):
Se l'acqua a valle di Momperone manchera', il prelievo sara' fermato: dichiarazione della Provincia, accettata dalla Comunita' montana Valli Curone Grue Ossona e dalla Volpedo frutta con altri agricoltori della zona, avanzata durante l'incontro di ieri mattina in municipio a Momperone.
I frutticoltori avevano protestato contro la richiesta di prelievo di acqua dalla roggia comunale richiesta dalla Comunita' montana per i sei invasi del campo da golf a diciotto buche «Val Curone Golf & country», in fase di realizzazione.
Il timore era la mancanza di acqua, vista anche la carenza di piogge che si e' manifestata anche quest’anno. Il prelievo richiesto è di 120 mila metri cubi, utili al collaudo degli invasi impermeabilizzati.
I frutticoltori avevano protestato contro la richiesta di prelievo di acqua dalla roggia comunale richiesta dalla Comunita' montana per i sei invasi del campo da golf a diciotto buche «Val Curone Golf & country», in fase di realizzazione.
Il timore era la mancanza di acqua, vista anche la carenza di piogge che si e' manifestata anche quest’anno. Il prelievo richiesto è di 120 mila metri cubi, utili al collaudo degli invasi impermeabilizzati.
Sotto, un quadro del 1925 di Lino Enea Spilimbergo che raffigura il mulino della Roverazza
Il notaio si avanzo' verso di noi e lesse l'accordo intervenuto tra la popolazione di Fontamara e l'Impresario, per la spartizione del ruscello.“L'accordo e' chiarissimo” disse. “Tre quarti dell'acqua andranno nel nuovo letto tracciato dal comune e i tre quarti dell'acqua che resta continueranno a scorrerre nel vecchio fosso.”
10 maggio 2007
invasi: la posizione della Coldiretti

Sull' inserto mensile “Agricoltura e Territorio” del periodico alessandrino “Il Piccolo” di mercoledi' 9 maggio 2007, a pagina 18 si legge:
Anche a livello provinciale ferve la discussione, con incontri sulle problematiche relative alla costruzione di invasi (soprattutto in Val Curone) per l'uso plurimo delle acque. Il direttore [ della Coldiretti provinciale - ndr ] Torchio pone l'accento sulla portata del Curone:
Anche a livello provinciale ferve la discussione, con incontri sulle problematiche relative alla costruzione di invasi (soprattutto in Val Curone) per l'uso plurimo delle acque. Il direttore [ della Coldiretti provinciale - ndr ] Torchio pone l'accento sulla portata del Curone:
«Per prima cosa, ritengo che occorra effettuare analisi sulla disponibilita' d'acqua, basate sui dati degli ultimi cinque anni.
La costruzione indiscriminata di invasi, sparsi su tutto il territorio della valle, potrebbe anche non essere supportata dalle acque di un torrente spesso in crisi idrica».
Condivido, ovviamente. Fin dal gennaio 2004 ho sostenuto in uno scritto inviato agli enti pubblici e diffuso sulla rete che occorresse studiare i dati relativi agli ultimi anni, li ho in parte reperiti ed ho segnalato dove fosse possibile trovarli.
Prosegue l'articolo:
La direttiva quadro sulle acque offre al bacino idrografico del Curone la possibilita' di divenire un modello di gestione condivisa tra tutti gli utenti:
Condivido, ovviamente. Fin dal gennaio 2004 ho sostenuto in uno scritto inviato agli enti pubblici e diffuso sulla rete che occorresse studiare i dati relativi agli ultimi anni, li ho in parte reperiti ed ho segnalato dove fosse possibile trovarli.
Prosegue l'articolo:
La direttiva quadro sulle acque offre al bacino idrografico del Curone la possibilita' di divenire un modello di gestione condivisa tra tutti gli utenti:
“ I consorzi irrigui di secondo grado - dice Torchio - potranno assumersi responsabilita' per raggiungere obiettivi importanti per il settore irriguo del comparto agrìcolo ed e' a loro che dovrebbero far capo i contratti di fiume per le concessioni di derivazione e approvvigionamento dell'acqua ”.
L'accenno e' alla Direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.
L'accenno e' alla Direttiva 2000/60/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque.
Tra i principi fondamentali fissati dalla direttiva ci sono la partecipazione democratica e la trasparenza, che si potrebbero definire le "precondizioni", in mancanza delle quali l'azione pubblica manca delle fondamenta.
Nella vicenda del Curone, sia l'uno che l'altro principio sino ad oggi sono stati praticati in misura clamorosamente insufficiente.
Le informazioni che un cittadino qualunque puo' reperire, documentandosi con tutto il possibile scrupolo, sono poche e scarse di contenuti, e restituiscono comunque un quadro in cui nessuno dei soggetti protagonisti parla di acqua come bene comune, ma ciascuno guarda al proprio interesse. Tutti sollecitano stanziamenti di risorse da destinare ad aumentare la disponibilita' d’acqua, tutti spingono per far passare i propri progetti, preoccupandosi poco o punto del quadro complessivo in cui si collocano.
Nonostante la direttiva quadro preveda la partecipazione dei cittadini alle decisioni in materia di acque, in questi processi gli unici a rimanere esclusi sono proprio loro, i cittadini. Certo, e' difficile inquadrarli tra gli "utenti", secondo l'espressione usata dalla Coldiretti (al piu' sono "clienti" delle societa' commerciali che con la legge attuale gestiscono il Sistema Idrico Intregrato) ma sono sicuramente almeno degli "stakeholders", dei "portatori di interessi", secondo la definizione dei sociologi.
Dal dibattito sulla siccità a livello nazionale, sviluppato, alla moda del giornalismo italiano, a colpi di "emergenza" su "emergenza", si intuisce poi che lo sbocco di tanti discorsi rischia di essere (come per il caso dei rifiuti) in provvedimenti presi con
Le informazioni che un cittadino qualunque puo' reperire, documentandosi con tutto il possibile scrupolo, sono poche e scarse di contenuti, e restituiscono comunque un quadro in cui nessuno dei soggetti protagonisti parla di acqua come bene comune, ma ciascuno guarda al proprio interesse. Tutti sollecitano stanziamenti di risorse da destinare ad aumentare la disponibilita' d’acqua, tutti spingono per far passare i propri progetti, preoccupandosi poco o punto del quadro complessivo in cui si collocano.
Nonostante la direttiva quadro preveda la partecipazione dei cittadini alle decisioni in materia di acque, in questi processi gli unici a rimanere esclusi sono proprio loro, i cittadini. Certo, e' difficile inquadrarli tra gli "utenti", secondo l'espressione usata dalla Coldiretti (al piu' sono "clienti" delle societa' commerciali che con la legge attuale gestiscono il Sistema Idrico Intregrato) ma sono sicuramente almeno degli "stakeholders", dei "portatori di interessi", secondo la definizione dei sociologi.
Dal dibattito sulla siccità a livello nazionale, sviluppato, alla moda del giornalismo italiano, a colpi di "emergenza" su "emergenza", si intuisce poi che lo sbocco di tanti discorsi rischia di essere (come per il caso dei rifiuti) in provvedimenti presi con
- scarsa competenza
- nessuna pianificazione
- sulla spinta delle categorie
- in modo autoritario.
La sfida da vincere e' nel costruire una gestione che sia invece fondata sui principi esattamente opposti.
Ps - su questi temi il 26 maggio lunga intervista su Sette Giorni a Tortona del vice presidente Amias, che sostanzialmente non aggiunge nulla a quanto gia' noto.
18 aprile 2007
progetti sull'idroelettrico

Piu' di un anno fa, sostenendo che occorresse un piano di bacino globale e condiviso per il Curone (e lo sostengo ancora), scrivevo
Per l’idroelettrico sono sostenibili piccole centraline lungo i canali irrigui, turbine che non richiedono cioe’ interventi di modificazione dei corsi d'acqua. La costruzione a questo solo scopo di sbarramenti fluviali, tubazioni di trasporto dell'acqua, centrali di trasformazione, comporterebbe costi sproporzionati rispetto alla produzione, oltre al depauperamento delle portate idriche.
Da diverse fonti, arriva ora la notizia di progetti sull'idroelettrico, uno dei quali, relativo al Curone, predisposto dalla stessa societa' che ha presentato tempo fa il progetto di una centralina sul Bormida.
Per l’idroelettrico sono sostenibili piccole centraline lungo i canali irrigui, turbine che non richiedono cioe’ interventi di modificazione dei corsi d'acqua. La costruzione a questo solo scopo di sbarramenti fluviali, tubazioni di trasporto dell'acqua, centrali di trasformazione, comporterebbe costi sproporzionati rispetto alla produzione, oltre al depauperamento delle portate idriche.
Da diverse fonti, arriva ora la notizia di progetti sull'idroelettrico, uno dei quali, relativo al Curone, predisposto dalla stessa societa' che ha presentato tempo fa il progetto di una centralina sul Bormida.
In attesa di saperne di piu' rispetto a quanto si apprende dalla stampa e dalla rete, questo episodio mi convince di nuovo della necessita' di una pianificazione partecipata e su vasta scala di tutti gli interventi sull'intero bacino, anziche' procedere all'esame di ogni intervento come se fosse "isolato".
La Stampa di oggi scrive
Voglia di energia “pulita” nelle valli. La Noviconsult di Novi ha redatto progetti per due piccole centrali idroelettriche in Val Curone e in Val Borbera.Un impianto e’ previsto lungo il Curone, a Ponte del Molino, nel territorio di Fabbrica Curone, in grado di fornire energia elettrica a circa 4400 persone. Se la Provincia dara’ l’ok, il progetto potrebbe essere acquistato dalla Comunita’ montana o dal Comune di Fabbrica o anche da un provato, per produrre energia a costi molto competitivi e con risparmi per gli abitanti della Valle.
La Stampa di oggi scrive
Voglia di energia “pulita” nelle valli. La Noviconsult di Novi ha redatto progetti per due piccole centrali idroelettriche in Val Curone e in Val Borbera.Un impianto e’ previsto lungo il Curone, a Ponte del Molino, nel territorio di Fabbrica Curone, in grado di fornire energia elettrica a circa 4400 persone. Se la Provincia dara’ l’ok, il progetto potrebbe essere acquistato dalla Comunita’ montana o dal Comune di Fabbrica o anche da un provato, per produrre energia a costi molto competitivi e con risparmi per gli abitanti della Valle.
E’ un impianto a basso impatto ambientale che produrrebbe energia pulita e godrebbe di finanziamenti statali o regionali con un incasso di circa 860 mila euro all’anno per chi lo gestisce. Il progetto depositato in Provincia, per un costo di circa 4 milioni di euro, prevede l’uso delle acque di un’ansa del Curone, nei pressi di Lunassi.
Verrebbe prelevato circa il 45 % delle acque, garantendo, anche in periodo di siccita’, il minimo vitale per la sopravvivenza del torrente. Il quantitativo d’acqua verrebbe convogliato in tubature sotterranee che scenderebbero a valle seguendo il percorso del torrente per circa 4 chilometri per passare nelle turbine e tornare nel letto del Curone. Il punto di arrivo e’ previsto in localita’ Ponte del Molino, sempre nel Comune di Fabbrica. Qui, in un piccolo capannone, verrebbe realizzata la centralina idroelettrica che sfruttando la forza motrice dell’acqua produrrebbe circa 4400 chilowatt all’anno [ndr - molto probabile che l'autore dell'articolo si sia confuso ed abbia citato il dato riferito alla potenza e non quello relativo alla produzione annua] e sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di tutta la Valle.
E’ di 2200 kw di potenza e 10 milioni di kw all’anno di energia elettrica la centralina che riguarda i Comuni di Cabella e Rocchetta, in Val Borbera .
Ridotto l’impatto ambientale e garantito il deflusso minimo vitale del torrente, secondo l’azienda, l’impianto produrrebbe energia elettrica da vendere per circa 5000 famiglie.
Nessun commento arriva dal Comune di Cabella, mentre da Rocchetta informano che “al momento non esiste alcun progetto, delibera di giunta o di Consiglio ne’ preliminare circa la notizia in questione, che rappresenta un’iniziativa privata della ditta richiedente, senza l’avallo dell’amministrazione”
Su novionline si leggeva ieri
Potrebbe sorgere lungo il corso del torrente Borbera, tra gli abitati di Cabella Ligure e Rocchetta Ligure una piccola centrale idroelettrica. Un progetto in questa direzione e' stato infatti presentato dalla società Prodena Srl, che ha depositato nei giorni scorsi, presso i competenti uffici della Provincia di Alessandria, la documentazione necessaria per la verifica di compatibilita' ambientale dell'impianto. La documentazione in oggetto potra' essere visionata dal pubblico presso l'ufficio di deposito della Provincia, al terzo piano dell'edificio di via Galimberti 2 ad Alessandria. La consultazione pubblica durera' 30 giorni, a partire da oggi.
L'intero procedimento di verifica della compatibilita' ambientale, affidato al Dipartimento Ambiente Territorio e Infrastrutture della Provincia di Alessandria, dovra' concludersi entro 60 giorni. Un analogo progetto di centralina idroelettrica, predisposto da una diversa societa', è stato presentato per la valutazione di compatibilita' ambientale e riguarda il torrente Curone, nel territorio del comune di Fabbrica Curone.
Su novionline si leggeva ieri
Potrebbe sorgere lungo il corso del torrente Borbera, tra gli abitati di Cabella Ligure e Rocchetta Ligure una piccola centrale idroelettrica. Un progetto in questa direzione e' stato infatti presentato dalla società Prodena Srl, che ha depositato nei giorni scorsi, presso i competenti uffici della Provincia di Alessandria, la documentazione necessaria per la verifica di compatibilita' ambientale dell'impianto. La documentazione in oggetto potra' essere visionata dal pubblico presso l'ufficio di deposito della Provincia, al terzo piano dell'edificio di via Galimberti 2 ad Alessandria. La consultazione pubblica durera' 30 giorni, a partire da oggi.
L'intero procedimento di verifica della compatibilita' ambientale, affidato al Dipartimento Ambiente Territorio e Infrastrutture della Provincia di Alessandria, dovra' concludersi entro 60 giorni. Un analogo progetto di centralina idroelettrica, predisposto da una diversa societa', è stato presentato per la valutazione di compatibilita' ambientale e riguarda il torrente Curone, nel territorio del comune di Fabbrica Curone.
Su "La Provincia Pavese" leggiamo anche una dichiarazione "istituzionale"
"E' un progetto utile e interessante - ha detto il presidente della Comunita' Montana Vincenzo Caprile - che avremmo voluto realizzare noi, perche e' anche reminerativo, ma la Noviconsult ci ha preceduto".
dichiarazione che non trova pero' conferma ne' smentita su "Sette Giorni a Tortona" di sabato 21 aprile, dove, a pagina 17, si legge:
"Il comune di questa iniziativa si e' dichiarato completamente all'oscuro e l'iniziativa non e' nemmeno legata alla realizzazione di centraline proposte dall'Amias. Sara' bene quindi che in questi 30 giorni si possa analizzare il progetto e comprendere chi, in quanto si tratta di privati, voglia realizzare questa centrale, la sua portata, e la posizione che assumera' l'amministrazione comunale e quella della Comunita'."
13 aprile 2007
intervista di Negri prima dell'assemblea Amias

da Sette Giorni a Tortona – sabato 14 aprile 2007 – pagine 1 e 11
Nella prossima assemblea l'Amias fara' il punto sul percorso di attivazione di Gestione Acqua attraverso la cessione del proprio ramo d'azienda come da mandato dell'assemblea stessa. Il 19 aprile infatti i soci si riuniranno per verificare i passaggi che hanno consentito a Gestione Acqua di diventare gestore del servizio idrico integrato e per discutere le fasi di evoluzione e crescita di un'azienda, l'Amias, sempre piu' orientata a diventare societa' di servizi ad alta qualificazione per il territorio della Valle Scrivia.
Presidente Ennio Negri, Amias ha ceduto a Gestione Acqua personale, un ramo d'azienda, contratti di servizio. Non si rischia cosi' che la societa' si configuri esclusivamente come una patrimoniale?
L'Amias puo' anche diventare una patrimoniale, ma una patrimoniale attiva con capacita' operativa su piu' fronti. Tra le nostre attivita' ci dovra' essere quella di valorizzazione del patrimonio demaniale e non nell'interesse dei comuni proprietari e soci di Amias.
Come?
Attraverso una serie di interventi di costruzione di centraline idroelettriche su rete ed invasi, di impianti per le biomasse. Interventi quest'ultimi che vanno tra l'altro nella direziono della produzione di energia pulita e di contenimento dei costi energetici. Con la realizzazione di invasi polifunzionali per la salvaguardia della risorsa acqua nelle valli Borbera, Spinti e Curone.
Una prospettiva interessante potrebbe tra l'altro essere quella di verificare, insieme a tutti gli enti locali, la possibilita' di un unico soggetto che, coordinando tutte le societa' esistenti, gestisca l'intero patrimonio demaniale del territorio. Sarebbe interessante iniziare gia' da adesso collaborazioni e sinergie con societa' pubbliche analoghe tipo Asmt Rete e Asmt Servizi non Industriali.
Questo appare un discorso diverso da quello che Amias faceva solo due anni fa.
No, non diverso, aggiuntivo alle attivita' che gia' caratterizzavano Amias e che dovranno essere sviluppate sempre di piu'. Mi riferisco al miglioramento e potenziamento dei sistemi di depurazione per la salvaguardia della qualita' dell'acqua e' per il suo recupero per uso agricolo. Ma anche alla sua attivita' di consulenza e servizio nei confronti di industrie ed enti locali per la depurazione ed il riciclo dell'acqua reflua non essendo questo un compito che spetta al gestore del servizio idrico. Insomma Amias e' destinata a diventare una societa' che si caratterizzera' per l'elevata qualificazione e competenze di settore. Gli interventi fatti sulla Cartiera di Bosco Marengo e con Bioindustria lo confermano. In questa direzione si colloca tra l'altro la convenzione con il polo di eccellenza ambientale del Disav dell'Universita' Amedeo Avogadro.
Come e' oggi il bilancio dell'Amias?
Oggi il bilancio Amias e' un bilancio che chiude in attivo anche dopo l'accorpamento di Abc Srl - Acquedotto Borbera Curone - grazie alle entrate che derivano dall'affitto del ramo d'azienda a Gestione Acqua, da un'attivita' di consulenza nei confronti di soggetti produttivi, da attivita' industriali proprie e da una serie di finanziamenti pubblici su specifici progetti.
Non sottovalutiamo il fatto che Amias si pone come un'azienda, che per la sua natura totalmente pubblica e' in grado in parte di autofi'nanziarsi ed in parte, sfruttando la sua capacita' imprenditoriale, di accedere al credito e ai finanziamenti comunitari. Fermo restando la sua capacita' di attrarre privati con know how e capitali su progetti imprenditoriali come la Heat & Power nel caso dell'impianto di cogenerazione.
Nella prossima assemblea l'Amias fara' il punto sul percorso di attivazione di Gestione Acqua attraverso la cessione del proprio ramo d'azienda come da mandato dell'assemblea stessa. Il 19 aprile infatti i soci si riuniranno per verificare i passaggi che hanno consentito a Gestione Acqua di diventare gestore del servizio idrico integrato e per discutere le fasi di evoluzione e crescita di un'azienda, l'Amias, sempre piu' orientata a diventare societa' di servizi ad alta qualificazione per il territorio della Valle Scrivia.
Presidente Ennio Negri, Amias ha ceduto a Gestione Acqua personale, un ramo d'azienda, contratti di servizio. Non si rischia cosi' che la societa' si configuri esclusivamente come una patrimoniale?
L'Amias puo' anche diventare una patrimoniale, ma una patrimoniale attiva con capacita' operativa su piu' fronti. Tra le nostre attivita' ci dovra' essere quella di valorizzazione del patrimonio demaniale e non nell'interesse dei comuni proprietari e soci di Amias.
Come?
Attraverso una serie di interventi di costruzione di centraline idroelettriche su rete ed invasi, di impianti per le biomasse. Interventi quest'ultimi che vanno tra l'altro nella direziono della produzione di energia pulita e di contenimento dei costi energetici. Con la realizzazione di invasi polifunzionali per la salvaguardia della risorsa acqua nelle valli Borbera, Spinti e Curone.
Una prospettiva interessante potrebbe tra l'altro essere quella di verificare, insieme a tutti gli enti locali, la possibilita' di un unico soggetto che, coordinando tutte le societa' esistenti, gestisca l'intero patrimonio demaniale del territorio. Sarebbe interessante iniziare gia' da adesso collaborazioni e sinergie con societa' pubbliche analoghe tipo Asmt Rete e Asmt Servizi non Industriali.
Questo appare un discorso diverso da quello che Amias faceva solo due anni fa.
No, non diverso, aggiuntivo alle attivita' che gia' caratterizzavano Amias e che dovranno essere sviluppate sempre di piu'. Mi riferisco al miglioramento e potenziamento dei sistemi di depurazione per la salvaguardia della qualita' dell'acqua e' per il suo recupero per uso agricolo. Ma anche alla sua attivita' di consulenza e servizio nei confronti di industrie ed enti locali per la depurazione ed il riciclo dell'acqua reflua non essendo questo un compito che spetta al gestore del servizio idrico. Insomma Amias e' destinata a diventare una societa' che si caratterizzera' per l'elevata qualificazione e competenze di settore. Gli interventi fatti sulla Cartiera di Bosco Marengo e con Bioindustria lo confermano. In questa direzione si colloca tra l'altro la convenzione con il polo di eccellenza ambientale del Disav dell'Universita' Amedeo Avogadro.
Come e' oggi il bilancio dell'Amias?
Oggi il bilancio Amias e' un bilancio che chiude in attivo anche dopo l'accorpamento di Abc Srl - Acquedotto Borbera Curone - grazie alle entrate che derivano dall'affitto del ramo d'azienda a Gestione Acqua, da un'attivita' di consulenza nei confronti di soggetti produttivi, da attivita' industriali proprie e da una serie di finanziamenti pubblici su specifici progetti.
Non sottovalutiamo il fatto che Amias si pone come un'azienda, che per la sua natura totalmente pubblica e' in grado in parte di autofi'nanziarsi ed in parte, sfruttando la sua capacita' imprenditoriale, di accedere al credito e ai finanziamenti comunitari. Fermo restando la sua capacita' di attrarre privati con know how e capitali su progetti imprenditoriali come la Heat & Power nel caso dell'impianto di cogenerazione.
01 marzo 2007
cifre sui livelli e le portate

Nella discussione sull'utilizzo della acque del Curone, l'Ente montano riferisce di una relazione secondo la quale
"... il torrente Curone non e’ mai stato oggetto di misurazioni di portata, pur avendo numerose concessioni di derivazione in attivita’. Solo di recente, la Regione ha installato una stazione di misura a Volpedo. L’informazione in merito alle portate disponibili puo’ essere solo ricavata in forma indiretta da relazioni algebriche derivate dai dati osservati nei bacini idrografici piemontesi aventi caratteristiche analoghe (gruppo Belbo, Bormida, Orba, Scrivia e Curone). ..... In assenza di osservazioni dirette, le relazioni in parola sono, al momento, l’unica fonte di informazione. “
Avendo avuto anch'io nozione dell'esistenza di sistema di rilevazione del livello del torrente installato a Volpedo, ho verificato che, recentemente, la Direzione delle Risorse Idriche della nostra Regione, a questo indirizzo consente di acquisire "on line" dati sui livelli idrometrici, sulle portate e sui parametri idrometrici della rete regionale (per il Curone, alcuni dei dati disponibli sono desunti dall'idrometro di Volpedo).
In particolare, e' possibile consultare, sino al 2004, l'Annale Idrologico e, sino al febbraio 2006, il Bollettino Idrologico di sintesi.
Penso che la consultazione dei dati riferiti a Volpedo per il 2004 sia interessante, pur confessando la mia ignoranza.
Cosi', se, nella relazione, sulla scorta del metodo adottato, si parla di una portata media, sull’intero periodo irriguo, di soli 1.2 mc/s circa, leggendo (da profano) i dati 2004, e considerando come periodo irriguo i mesi tra aprile e settembre, la portata media, salvo mio errore, e' ancor piu' ridotta, in quanto risulta inferiore a 0.8 mc/s. Trascrivo il contenuto della relativa tabella.
ELEMENTI CARATTERISTICI PER L'ANNO 2004
------------ANNO -Gen -Feb -Mar -Apr -Mag -Giu -Lug -Ago -Set -Ott -Nov -Dic
QMAX 6,76 -6,76 -5,87 -3,60 -2,23 -5,46 -1,38 -0,19 -0,11 -0,15 -0,85 -3,21 -2,35
QMED 1,19 -2,81 -2,21 -2,78 -1,85 -2,16 -0,41 -0,08 -0,03 -0,05 -0,10 -0,74 -1,08
QMIN 0,01 -1,55 -1,33 -2,01 -1,43 -0,98 -0,12 -0,01 -0,01 -0,01 -0,04 -0,31 -0,53
Qmedia 7,74 -18,3 -14,3 -18,0 -12,0 -14,0 -2,66 -0,54 -0,17 -0,30 -0,67 -4,82 -7,01
Deflusso 244 -49,0 -34,6 -48,3 -31,2 -37,6 -6,89 -1,43 -0,44 -0,77 -1,79 -12,9 -18,8
Aff.Meteorico 635 -19,2 -40,5 -35,5 -31,4 -105 -10,8 -15,7 -29,1 -73,0 -113 -105 -57,5
Coeff.Deflusso 0,38 -2,55 -0,86 -1,36 -0,99 -0,36 -0,64 -0,09 -0,02 -0,01 -0,02 -0,12 -0,33
"... il torrente Curone non e’ mai stato oggetto di misurazioni di portata, pur avendo numerose concessioni di derivazione in attivita’. Solo di recente, la Regione ha installato una stazione di misura a Volpedo. L’informazione in merito alle portate disponibili puo’ essere solo ricavata in forma indiretta da relazioni algebriche derivate dai dati osservati nei bacini idrografici piemontesi aventi caratteristiche analoghe (gruppo Belbo, Bormida, Orba, Scrivia e Curone). ..... In assenza di osservazioni dirette, le relazioni in parola sono, al momento, l’unica fonte di informazione. “
Avendo avuto anch'io nozione dell'esistenza di sistema di rilevazione del livello del torrente installato a Volpedo, ho verificato che, recentemente, la Direzione delle Risorse Idriche della nostra Regione, a questo indirizzo consente di acquisire "on line" dati sui livelli idrometrici, sulle portate e sui parametri idrometrici della rete regionale (per il Curone, alcuni dei dati disponibli sono desunti dall'idrometro di Volpedo).
In particolare, e' possibile consultare, sino al 2004, l'Annale Idrologico e, sino al febbraio 2006, il Bollettino Idrologico di sintesi.
Penso che la consultazione dei dati riferiti a Volpedo per il 2004 sia interessante, pur confessando la mia ignoranza.
Cosi', se, nella relazione, sulla scorta del metodo adottato, si parla di una portata media, sull’intero periodo irriguo, di soli 1.2 mc/s circa, leggendo (da profano) i dati 2004, e considerando come periodo irriguo i mesi tra aprile e settembre, la portata media, salvo mio errore, e' ancor piu' ridotta, in quanto risulta inferiore a 0.8 mc/s. Trascrivo il contenuto della relativa tabella.
ELEMENTI CARATTERISTICI PER L'ANNO 2004
------------ANNO -Gen -Feb -Mar -Apr -Mag -Giu -Lug -Ago -Set -Ott -Nov -Dic
QMAX 6,76 -6,76 -5,87 -3,60 -2,23 -5,46 -1,38 -0,19 -0,11 -0,15 -0,85 -3,21 -2,35
QMED 1,19 -2,81 -2,21 -2,78 -1,85 -2,16 -0,41 -0,08 -0,03 -0,05 -0,10 -0,74 -1,08
QMIN 0,01 -1,55 -1,33 -2,01 -1,43 -0,98 -0,12 -0,01 -0,01 -0,01 -0,04 -0,31 -0,53
Qmedia 7,74 -18,3 -14,3 -18,0 -12,0 -14,0 -2,66 -0,54 -0,17 -0,30 -0,67 -4,82 -7,01
Deflusso 244 -49,0 -34,6 -48,3 -31,2 -37,6 -6,89 -1,43 -0,44 -0,77 -1,79 -12,9 -18,8
Aff.Meteorico 635 -19,2 -40,5 -35,5 -31,4 -105 -10,8 -15,7 -29,1 -73,0 -113 -105 -57,5
Coeff.Deflusso 0,38 -2,55 -0,86 -1,36 -0,99 -0,36 -0,64 -0,09 -0,02 -0,01 -0,02 -0,12 -0,33
laddove:
- QMAX: portata massima mensile (m3/s);
- QMED: portata media mensile (m3/s);
- QMIN: portata minima mensile (m3/s);
- Qmedia: portata specifica media mensile (l/skm2);
- deflusso: altezza ragguagliata di deflusso (mm);
- afflusso meteorico: altezza ragguagliata di afflusso (mm);
- coefficiente di deflusso: rapporto tra altezza ragguagliata di deflusso e altezza ragguagliata di afflusso
25 febbraio 2007
studio di bacino commissionato all’Amias

Da “La Provincia Pavese” di venerdi’ 23 febbraio 2007 – pagina 25
Momperone. Il presidente di Volpedofrutta critica l' impianto di golf: «Non porta benefici alla comunita’»
«Preoccupati per le nostre colture»
Ma i vertici dell'ente montano confidano nell'utilita’ della struttura
MOMPERONE.
Continua il dibattito sulla disponibilita’ idrica in Val Curone. Oggetto del contendere e’ sempre l'approvvigionamento di risorse idriche necessario all'irrigazione del campo da golf, non visto di buon occhio da parte di alcuni agricoltori che si sono posti recentemente in posizione di aperto conflitto con la decisione della Comunita’ montana nonostante nell'appalto di gestione sia indicata chiaramente l'impossibilita’ di prelevare acqua dal torrente Curone nei mesi estivi e sia preventivata la realizzazione di specifici invasi in grado di garantire la disponibilita’ idrica per tutto l'anno.
Dopo una polemica durata mesi e culminata in una riunione quindici giorni fa ad Alessandria, oltre che nella raccolta firme contraria al progetto presentata dalla Cooperativa Volpedo Frutta, la situazione sembra ora entrata in una fase di maggiore calma, che poi si rivela essere di attesa.
«Abbiamo chiesto alla Provincia di Alessandria di elaborare uno studio di bacino - spiega il presidente della Cooperativa Volpedofrutta, Giampiero Chiapparoli - che e’ stato poi commissionato all'Amias. L'obiettivo e’ conoscere il livello delle acque, per privilegiare l'uso alimentare e agricolo, lasciando in secondo piano quello ludico».
Gli agricoltori solidali con Chiapparoli non credono nelle capacita’ di sviluppo legate al campo da golf: «Porta sviluppo solo a chi costruisce e a poche persone che in valle godono di notevole potere contrattuale. Anche l'indotto della ristorazione giovera’ solo ai gestori della Club house, che peraltro produrra’ posti di lavoro in misura insignificante»,
Il presidente della Comunita’ Montana Valli Curone Grue Ossona, Vincenzo Caprile, ribadisce l'importanza del progetto:
«Abbiamo creduto nel golf perche’ puo’ generare un volano di sviluppo e di indotto in una zona che necessita di apporti consistenti, tali per cui anche venti posti di lavoro sono comunque significativi. Lasciamo pure che si effettui lo studio di bacino, ma non portera’ elementi di nessuna innovazione, noi abbiamo esposto una relazione di uno dei massimi esperti universitari, un docente del Politecnico di Torino, che conferma la disponibilita’ idrica.
Noi teniamo molto allo sviluppo di tutti i settori dell'economia e del territorio e primariamente all'agricoltura, prova ne siano i numerosi interventi di sostegno che abbiamo rivolto anche nei confronti della frutticoltura, collaborando proficuamente anche con la Cooperativa Volpedofrutta. La nostra linea di attenzione all'agricoltura non cambiera’», (s.b.)
Momperone. Il presidente di Volpedofrutta critica l' impianto di golf: «Non porta benefici alla comunita’»
«Preoccupati per le nostre colture»
Ma i vertici dell'ente montano confidano nell'utilita’ della struttura
MOMPERONE.
Continua il dibattito sulla disponibilita’ idrica in Val Curone. Oggetto del contendere e’ sempre l'approvvigionamento di risorse idriche necessario all'irrigazione del campo da golf, non visto di buon occhio da parte di alcuni agricoltori che si sono posti recentemente in posizione di aperto conflitto con la decisione della Comunita’ montana nonostante nell'appalto di gestione sia indicata chiaramente l'impossibilita’ di prelevare acqua dal torrente Curone nei mesi estivi e sia preventivata la realizzazione di specifici invasi in grado di garantire la disponibilita’ idrica per tutto l'anno.
Dopo una polemica durata mesi e culminata in una riunione quindici giorni fa ad Alessandria, oltre che nella raccolta firme contraria al progetto presentata dalla Cooperativa Volpedo Frutta, la situazione sembra ora entrata in una fase di maggiore calma, che poi si rivela essere di attesa.
«Abbiamo chiesto alla Provincia di Alessandria di elaborare uno studio di bacino - spiega il presidente della Cooperativa Volpedofrutta, Giampiero Chiapparoli - che e’ stato poi commissionato all'Amias. L'obiettivo e’ conoscere il livello delle acque, per privilegiare l'uso alimentare e agricolo, lasciando in secondo piano quello ludico».
Gli agricoltori solidali con Chiapparoli non credono nelle capacita’ di sviluppo legate al campo da golf: «Porta sviluppo solo a chi costruisce e a poche persone che in valle godono di notevole potere contrattuale. Anche l'indotto della ristorazione giovera’ solo ai gestori della Club house, che peraltro produrra’ posti di lavoro in misura insignificante»,
Il presidente della Comunita’ Montana Valli Curone Grue Ossona, Vincenzo Caprile, ribadisce l'importanza del progetto:
«Abbiamo creduto nel golf perche’ puo’ generare un volano di sviluppo e di indotto in una zona che necessita di apporti consistenti, tali per cui anche venti posti di lavoro sono comunque significativi. Lasciamo pure che si effettui lo studio di bacino, ma non portera’ elementi di nessuna innovazione, noi abbiamo esposto una relazione di uno dei massimi esperti universitari, un docente del Politecnico di Torino, che conferma la disponibilita’ idrica.
Noi teniamo molto allo sviluppo di tutti i settori dell'economia e del territorio e primariamente all'agricoltura, prova ne siano i numerosi interventi di sostegno che abbiamo rivolto anche nei confronti della frutticoltura, collaborando proficuamente anche con la Cooperativa Volpedofrutta. La nostra linea di attenzione all'agricoltura non cambiera’», (s.b.)
11 febbraio 2007
Coldiretti e Volpedofrutta sugli invasi

Da “La Stampa” di oggi un pezzo di cronaca ed un redazionale sull' incontro di Alessandria.
Cosi', nella cronaca, leggiamo.
«Serve uno studio di bacino ben fatto - dice il presidente di Volpedofrutta, Gianpiero Chiapparoli - e solo in seguito si potra' dire se l'acqua e' abbastanza per l'agricoltura e per il campo da golf»
mentre nel redazionale, Torchio (Coldiretti) afferma:
«Noi chiediamo solo che, soprattutto alla luce del contesto climatico che si sta delineando, venga determinata una priorita' nell'utilizzo delle risorse, in modo che l'intervento da realizzare non porti nocumento alle altre attivita'. Un piano di bacini di accumulo che comprenda tutta la valle potrebbe rappresentare un'ottima credenziale al riguardo.
Per alcuni (Viguzzolo, Volpedo, Montemarzino) i lavori di realizzazione sembrano gia' avviati, altri rimangono ancora sulla carta. Sono queste le certezze che il mondo agricolo reclama, convinto che, anche nel caso degli invasi, l'utilizzo agricolo debba essere ritenuto prioritario».
Cosi', nella cronaca, leggiamo.
«Serve uno studio di bacino ben fatto - dice il presidente di Volpedofrutta, Gianpiero Chiapparoli - e solo in seguito si potra' dire se l'acqua e' abbastanza per l'agricoltura e per il campo da golf»
mentre nel redazionale, Torchio (Coldiretti) afferma:
«Noi chiediamo solo che, soprattutto alla luce del contesto climatico che si sta delineando, venga determinata una priorita' nell'utilizzo delle risorse, in modo che l'intervento da realizzare non porti nocumento alle altre attivita'. Un piano di bacini di accumulo che comprenda tutta la valle potrebbe rappresentare un'ottima credenziale al riguardo.
Per alcuni (Viguzzolo, Volpedo, Montemarzino) i lavori di realizzazione sembrano gia' avviati, altri rimangono ancora sulla carta. Sono queste le certezze che il mondo agricolo reclama, convinto che, anche nel caso degli invasi, l'utilizzo agricolo debba essere ritenuto prioritario».
09 febbraio 2007
incontro in provincia per l'acqua del Curone

Da Sette Giorni a Tortona – sabato 10 febbraio 2007 – pagina 17, un resoconto dell'incontro tenutosi ad Alessandria questa settimana e un lungo pezzo inviato dalla Comunita' montana che, oltre a moltissima fuffa, contiene “alcuni passi della relazione del prof. Anselmo del Politecnico di Torino che la Comunita' Montana ha fatto propri”
Su quest'ultima tre osservazioni:
- la relazione Anselmo la chiamerei “relazione 3.0”, come i vari step dei software. A firma dello stesso cattedratico, chiamato via via a riscontrare specifici quesiti (somministrati dai committenti con qualche avarizia, verrebbe da dire) esistono un elaborato 1.0 del marzo 2004 a corredo dello studio di fattibilita' del campo, ed un successivo studio 2.0 unito al progetto esecutivo del marzo 2005. Le domande a cui si risponde ora forse andavano poste con maggior precisione tre anni fa.
- il titolo virgolettato del giornale ( “Per il golf si usera' solo il quattro per mille dell'acqua del Curone” ) e' un bell'assist servito all'Ente montano. Chi ha la pazienza di leggersi tutto il testo intuisce che occorre distinguere tra “volume” e “portata” ed apprende che il dato irrisorio su cui si e' titolato riguarda il volume mentre i prelievi invernali ridurrebbero la portata media defluente in alveo nel periodo invernale in misura oscillante tra il 3 ed il 10%, riduzione quest'ultima che a me profano appare significativa, anche se prendo atto che un luminare come Anselmo la definisce “non apprezzabile”.
- Anselmo ha calcolato la portata del torrente per interpolazione, metodo corretto in assenza di dati (e gia' usato ad esempio in val Lemme, qualche anno fa, quando ci si oppose alla Cementir).
Ma cita anche il sistema di rilevazione del livello del torrente installato a Volpedo. I relativi dati fino al dicembre 2005 erano leggibili ogni giorno sul sito della prefettura di Pavia: unitamente alla lettera aperta sottoscritta da tanti valligiani, furono a suo tempo consegnati alla Comunita', ed attestavano che il livello era sempre di parecchi centimetri sotto lo zero idrometrico. Un dato che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, lo stato di persistente crisi idrica del torrente, conclamato anche nel PTA in corso di adozione (e gia' evidenziato nella versione approvata in giunta regionale nel 2004). Il piano prevede un riesame delle concessioni e forse di questo aspetto si sarebbe dovuto tenere maggiormente conto nello studio.
Dal giornale:
Mercoledi' mattina ad Alessandria si e' tenuta un'importante riunione indetta dall'amministrazione provinciale, su richiesta delle tre organizzazioni agricole al fine di dibattere i problemi inerenti l'approvvigionamento idrico del campo da golf di Momperone.
Presenti anche tutti i sindaci dei comuni rivieraschi il torrente Curone: Momperone, Brignano Frascata, Monleale, Volpedo, Volpeglino, Casalnoceto, Castellar Guidobono, Viguzzolo, Pontecurone.
La Comunita' Montana rappresentata dal presidente Vincenzo Caprile e dagli assessori Massone e
Martinelli, dal segretario Emilio Andreoletti, coadiuvati dal prof. Anselmo del Politecnico di Torino, consulente della Comunita' Montana, ha esaurientemente spiegato e motivato le scelte progettuali dell'approvvigionamento idrico del campo golf di Momperone.
Erano presenti anche i rappresentanti della ditta concessionaria dell'impianto e molti tecnici regionali, provinciali e dell'Amias.
Al di la' delle problematiche intervenute tra il presidente della Cooperativa Volpedo Frutta Chiapparoli da una parte, Caprile ed alcuni sindaci dall'altra, l'incontro ha visto il susseguirsi di numerosi interventi tutti finalizzati a salvaguardare la risorsa idrica del Curone.
E' emerso sostanzialmente come sia necessario trovare tutte le forme di collaborazione possibili (che prevedono anche la programmazione, ove necessario, della realizzazione di nuovi invasi per l'irrigazione ed il coordinamento per il loro utilizzo) tra chi opera sul territorio come comuni, comunita' montana, organizzazioni agricole, agricoltori ecc.; cio' al fine di evitare che le varie modalita' di utilizzo della risorsa idrica, anche se poste in essere correttamente, confliggano tra loro, influenzando negativamente le condizioni idriche ed anche l'ecosistema del torrente Curone.
Dal testo della Comunita' Montana stralci della relazione
il torrente Curone non e' mai stato oggetto di misurazioni di portata, pur avendo numerose concessioni di derivazione in attivita'.
Solo di recente, la Regione ha installato una stazione di misura a Volpedo. L'informazione in merito alle portate disponibili puo' essere solo ricavata in forma indiretta da relazioni algebriche derivate dai dati osservati nei bacini idrografici piemontesi aventi caratteristiche analoghe (gruppo Belbo, Bormida, Orba, Scrivia e Curone).
Le portate presumibili portano a stabilire per il Curone, un regime di portate medie mensili tipicamente influenzate dalle piogge e dalla fusione primaverile della neve, con portate pressoche' nulle in agosto e in dicembre. Il periodo di portate minime si estende anche a luglio. Il massimo principale si colloca in primavera ed il massimo secondario in autunno (novembre). In assenza di osservazioni dirette, le relazioni in parola sono al momento, l' unica fonte di informazione.
Le relazioni citate portano a determinare, a Volpedo e quindi alla chiusura del bacino, un volume annuo di deflusso pari a circa 41 milioni di metri cubi, che puo' essere solo in parte utilizzato dalle derivazioni irrigue in quanto, nel periodo da aprile a settembre il deflusso si riduce a poco meno di 20 milioni di mc corrispondenti ad una portata media, sull'intero periodo irriguo, di soli 1,2 mc/s circa.
Le modalita' di alimentazione del campo da golf
II previsto campo da golf in territorio di Momperone prevede la realizzazione di invasi stagionali per assicurarsi la disponibilita' di acqua per irrigare i campi da gioco. Il funzionamento previsto consiste nell'utilizzare acqua derivata, durante i mesi invernali, dalla esistente roggia del Mulino di Momperone convogliandola negli invasi realizzati entro l'area del golf predisponendo adeguata impermeabilizzazione del fondo ... Utilizzando, almeno in parte, tale portata, nel periodo invernale, a valle dell'utilizzazione industriale, si possono riempire gli invasi in meno di 30 giorni con una portata continua di 100 litri/secondo collocabili, per esempio, a cavallo di febbraio-marzo.
...
la sottrazione, durante l'inverno, della portata utilizzata per riempire gli invasi anziche' rilasciata in alveo, comporta una riduzione della portata media defluente in alveo compresa fra il 3 ed il 10% della portata naturale prevedibile;
in termini di volume, la sottrazione, in inverno, del volume d'acqua da utilizzare in estate per l'irrigazione del campo da golf incide sul deflusso totale del Curone in ragione del 4 per mille
del volume totale disponibile.
Conclusioni
il riempimento degli invasi non richiede un aumento delle portate ora derivate alla presa della Roggia del Mulino di Momperone;
il riempimento dei laghi a servizio del campo da golf avviene d'inverno e quindi non Interferisce con le esigenze irrigue dell'agricoltura, ma, anzi, come detto sopra, si dispone di maggior portata in estate a causa della dismissione delle pratiche irrigue a Momperone;
la sottrazione invernale della portata destinata alla creazione della riserva per il campo da golf comporta una variazione non apprezzabile della portata defluente nei mesi di febbraio-marzo;
la sottrazione del volume d'acqua utilizzato per irrigare il campo da golf incide in misura irrilevante sul volume defluito dal Curone e quindi destinato, in parte, alla falda sotterranea.
A conclusione di quanto esposto, si puo' affermare che i prelievi di acqua dal Curone per il soddisfacimento delle esigenze del campo da golf non hanno influenza sulla disponibilita' idrica dei territori a valle".
Su quest'ultima tre osservazioni:
- la relazione Anselmo la chiamerei “relazione 3.0”, come i vari step dei software. A firma dello stesso cattedratico, chiamato via via a riscontrare specifici quesiti (somministrati dai committenti con qualche avarizia, verrebbe da dire) esistono un elaborato 1.0 del marzo 2004 a corredo dello studio di fattibilita' del campo, ed un successivo studio 2.0 unito al progetto esecutivo del marzo 2005. Le domande a cui si risponde ora forse andavano poste con maggior precisione tre anni fa.
- il titolo virgolettato del giornale ( “Per il golf si usera' solo il quattro per mille dell'acqua del Curone” ) e' un bell'assist servito all'Ente montano. Chi ha la pazienza di leggersi tutto il testo intuisce che occorre distinguere tra “volume” e “portata” ed apprende che il dato irrisorio su cui si e' titolato riguarda il volume mentre i prelievi invernali ridurrebbero la portata media defluente in alveo nel periodo invernale in misura oscillante tra il 3 ed il 10%, riduzione quest'ultima che a me profano appare significativa, anche se prendo atto che un luminare come Anselmo la definisce “non apprezzabile”.
- Anselmo ha calcolato la portata del torrente per interpolazione, metodo corretto in assenza di dati (e gia' usato ad esempio in val Lemme, qualche anno fa, quando ci si oppose alla Cementir).
Ma cita anche il sistema di rilevazione del livello del torrente installato a Volpedo. I relativi dati fino al dicembre 2005 erano leggibili ogni giorno sul sito della prefettura di Pavia: unitamente alla lettera aperta sottoscritta da tanti valligiani, furono a suo tempo consegnati alla Comunita', ed attestavano che il livello era sempre di parecchi centimetri sotto lo zero idrometrico. Un dato che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, lo stato di persistente crisi idrica del torrente, conclamato anche nel PTA in corso di adozione (e gia' evidenziato nella versione approvata in giunta regionale nel 2004). Il piano prevede un riesame delle concessioni e forse di questo aspetto si sarebbe dovuto tenere maggiormente conto nello studio.
Dal giornale:
Mercoledi' mattina ad Alessandria si e' tenuta un'importante riunione indetta dall'amministrazione provinciale, su richiesta delle tre organizzazioni agricole al fine di dibattere i problemi inerenti l'approvvigionamento idrico del campo da golf di Momperone.
Presenti anche tutti i sindaci dei comuni rivieraschi il torrente Curone: Momperone, Brignano Frascata, Monleale, Volpedo, Volpeglino, Casalnoceto, Castellar Guidobono, Viguzzolo, Pontecurone.
La Comunita' Montana rappresentata dal presidente Vincenzo Caprile e dagli assessori Massone e
Martinelli, dal segretario Emilio Andreoletti, coadiuvati dal prof. Anselmo del Politecnico di Torino, consulente della Comunita' Montana, ha esaurientemente spiegato e motivato le scelte progettuali dell'approvvigionamento idrico del campo golf di Momperone.
Erano presenti anche i rappresentanti della ditta concessionaria dell'impianto e molti tecnici regionali, provinciali e dell'Amias.
Al di la' delle problematiche intervenute tra il presidente della Cooperativa Volpedo Frutta Chiapparoli da una parte, Caprile ed alcuni sindaci dall'altra, l'incontro ha visto il susseguirsi di numerosi interventi tutti finalizzati a salvaguardare la risorsa idrica del Curone.
E' emerso sostanzialmente come sia necessario trovare tutte le forme di collaborazione possibili (che prevedono anche la programmazione, ove necessario, della realizzazione di nuovi invasi per l'irrigazione ed il coordinamento per il loro utilizzo) tra chi opera sul territorio come comuni, comunita' montana, organizzazioni agricole, agricoltori ecc.; cio' al fine di evitare che le varie modalita' di utilizzo della risorsa idrica, anche se poste in essere correttamente, confliggano tra loro, influenzando negativamente le condizioni idriche ed anche l'ecosistema del torrente Curone.
Dal testo della Comunita' Montana stralci della relazione
il torrente Curone non e' mai stato oggetto di misurazioni di portata, pur avendo numerose concessioni di derivazione in attivita'.
Solo di recente, la Regione ha installato una stazione di misura a Volpedo. L'informazione in merito alle portate disponibili puo' essere solo ricavata in forma indiretta da relazioni algebriche derivate dai dati osservati nei bacini idrografici piemontesi aventi caratteristiche analoghe (gruppo Belbo, Bormida, Orba, Scrivia e Curone).
Le portate presumibili portano a stabilire per il Curone, un regime di portate medie mensili tipicamente influenzate dalle piogge e dalla fusione primaverile della neve, con portate pressoche' nulle in agosto e in dicembre. Il periodo di portate minime si estende anche a luglio. Il massimo principale si colloca in primavera ed il massimo secondario in autunno (novembre). In assenza di osservazioni dirette, le relazioni in parola sono al momento, l' unica fonte di informazione.
Le relazioni citate portano a determinare, a Volpedo e quindi alla chiusura del bacino, un volume annuo di deflusso pari a circa 41 milioni di metri cubi, che puo' essere solo in parte utilizzato dalle derivazioni irrigue in quanto, nel periodo da aprile a settembre il deflusso si riduce a poco meno di 20 milioni di mc corrispondenti ad una portata media, sull'intero periodo irriguo, di soli 1,2 mc/s circa.
Le modalita' di alimentazione del campo da golf
II previsto campo da golf in territorio di Momperone prevede la realizzazione di invasi stagionali per assicurarsi la disponibilita' di acqua per irrigare i campi da gioco. Il funzionamento previsto consiste nell'utilizzare acqua derivata, durante i mesi invernali, dalla esistente roggia del Mulino di Momperone convogliandola negli invasi realizzati entro l'area del golf predisponendo adeguata impermeabilizzazione del fondo ... Utilizzando, almeno in parte, tale portata, nel periodo invernale, a valle dell'utilizzazione industriale, si possono riempire gli invasi in meno di 30 giorni con una portata continua di 100 litri/secondo collocabili, per esempio, a cavallo di febbraio-marzo.
...
la sottrazione, durante l'inverno, della portata utilizzata per riempire gli invasi anziche' rilasciata in alveo, comporta una riduzione della portata media defluente in alveo compresa fra il 3 ed il 10% della portata naturale prevedibile;
in termini di volume, la sottrazione, in inverno, del volume d'acqua da utilizzare in estate per l'irrigazione del campo da golf incide sul deflusso totale del Curone in ragione del 4 per mille
del volume totale disponibile.
Conclusioni
il riempimento degli invasi non richiede un aumento delle portate ora derivate alla presa della Roggia del Mulino di Momperone;
il riempimento dei laghi a servizio del campo da golf avviene d'inverno e quindi non Interferisce con le esigenze irrigue dell'agricoltura, ma, anzi, come detto sopra, si dispone di maggior portata in estate a causa della dismissione delle pratiche irrigue a Momperone;
la sottrazione invernale della portata destinata alla creazione della riserva per il campo da golf comporta una variazione non apprezzabile della portata defluente nei mesi di febbraio-marzo;
la sottrazione del volume d'acqua utilizzato per irrigare il campo da golf incide in misura irrilevante sul volume defluito dal Curone e quindi destinato, in parte, alla falda sotterranea.
A conclusione di quanto esposto, si puo' affermare che i prelievi di acqua dal Curone per il soddisfacimento delle esigenze del campo da golf non hanno influenza sulla disponibilita' idrica dei territori a valle".
02 febbraio 2007
Curone e acqua: il punto sulle polemiche

Un lungo articolo su Sette Giorni a Tortona di sabato 3 febbraio a pagina 17
Sotto il titolo "La guerra dell'acqua in Val Curone" leggiamo tra l'altro:
...
L'amministrazione comunale di Brignano si e' spaccata, un assessore comunale nonche' assessore della comunita' Massone si e' dimesso dalla giunta comunale, il sindaco Morgavi spalleggiato dagli altri membri di giunta e dal consiglio ha assunto una posizione molto critica...
Anche le associazioni di' categoria degli agricoltori e la Volpedofrutta, la cooperativa che organizza ormai la maggior parte degli agricoltori della valle, si sono espresse in modo negativo sul progetto, chiedendo in primo luogo l'assicurazione che "l'acqua venisse usata prevalentemente per usi irrigui in agricoltura". Addirittura in ottobre una ottantina di agricoltori hanno sottoscritto una brevissima petizione di questo tenore: "I sottoscritti agricoltori chiedono a questa comunita' di non usare l'acqua del torrente Curone per irrigare il campo da 'golf, "' in quanto fattore di produzione fondamentale per il mantenimento e lo sviluppo dell'agricoltura in valle".
Tutto e' pero' rimasto lettera morta, nonostante le varie riunioni svoltesi in questi mesi - l'ultima delle quali a Brignano due settimane fa per "far recedere dalla decisione" il sindaco Morgavi alla quale hanno partecipato anche esponenti regionali dei Ds. Le posizioni sono ancora molto distanti, ci pare, e nemmeno la richiesta della Volpedofrutta di posizionare a monte ed a valle del tubo gia' interrato che passa sotto il campo da golf contatori per la misurazione dell'acqua non e' stata accettata.
In questo modo l'amministrazione comunale di Brignano Frascata ha predisposto un articolato documento intitolato "modalita' autorizzative per la fattibilita' dell'invaso idrico in comune di Brignano" che e' un vero e proprio fortino a difesa dell'acqua e per regolamentare "l'uso della risorsa idrica che veda soddisfatto prioritariamente il fabbisogno alimentare rispetto a quello ludico"...
30 gennaio 2007
il comune di Brignano e l'invaso per il golf


Un articolo e una postilla
da Panorama di Tortona – mercoledi' 31 gennaio 2007 – pagina 12
dall'Amministrazione comunale di Brignano Frascata
Richiesto studio di bacino per il Golf
L'Amministrazione comunale di Brignano Frascata, confinante con Momperone, dove da tempo sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo campo da Golf, ha recentemente richiesto uno studio di bacino, per la realizzazione nel territorio confinante di un bacino d'accumulo acqua da utilizzare come fonte idrica di irrigazione del "green" nei periodi di siccita'.
A questo proposito, abbiamo chiesto un commento ai rappresentanti del Comune che hanno cosi' risposto:
"Premesso che l'Amministrazione di Brignano Frascata non e' contraria all'ampliamento dell'impianto golfistico da 9 a 18 buche, attualmente in fase di realizzazione nel territorio del vicino comune di Momperone. La struttura una volta funzionante, dovrebbe contribuire a far maggiormente conoscere la Val Curone e zone limitrofe. Riteniamo che l'arrivo di persone appassionate del gioco del golf, che veniva definito come"sport d'elite" porti anche ulteriori vantaggi agli abitanti, aziende agricole, agriturismi, attivita' commerciali e produttive in genere, che da tempo operano sul territorio, tutti impegnati a promuovere i nostri prodotti.
Deve essere chiaro pero' che le Amministrazioni comunali hanno il dovere di tutelare prima di tutto gli interessi ed aspirazioni dei propri residenti: cio' non toglie che nuove strutture ed impianti siano ben accolti, a condizione che il loro sviluppo non danneggi il lavoro e interessi di coloro che vivono, producono e lavorano in valle, magari da sempre. In particolare, e' ritenuta necessaria la tutela dell'acqua, sempre stata ed ancor piu' in futuro, bene primario e prezioso.
Proprio per questi motivi, quando ci e' stata fatta presente la necessita' di realizzare un bacino di accumulo a servizio, per irrigare il campo da golf(approssimativamente di 100 mila mc - ndr) con prelievo dal torrente Curone, nel territorio del comune di Brignano, abbiamo chiesto la relativa documentazione, con studio per la gestione complessiva delle risorse idriche (studio di bacino), per procedere al rilascio delle autorizzazioni e permessi di competenza comunale.
L'Amministrazione ritiene indispensabile che all'utilizzazione dell'acqua del bacino, vengano assegnate destinazioni primarie, in via prioritaria l'uso alimentare ed a seguire, quello irriguo per l'agricoltura, nel caso in cui si verificassero come gia' accaduto in passato, carenze d'acqua, anche recentemente ribadito da esperti del settore. A tale proposito il comune di Brignano Frascata rinnova con ampio spirito di collaborazione l'impegno per giungere alla positiva conclusione della vicenda".
Andrea Lupo
Postilla
1 - le stime di stoccaggio d'acqua per il campo golf erano di 100.000 mc (con 2 invasi) nel 2004, cresciute a 180.000 nel progetto esecutivo relativo a 18 buche del 2005 per assestarsi a 200.000 mc nella variante presentata a luglio 2006 (con 8 invasi - a giudicare dalla piantina il comune dovrebbe riferirsi a quello collocato piu' a monte di tutti rispetto al corso del Curone)
2 – la scorsa estate su Panorama si era riferito di un mandato conferito ad Amias dal comune di Brignano per realizzare un invaso. Da questo ultimo articolo non si capisce se l'idea sia ancora attuale
3 - solo ora, a lavori iniziati, un'amministrazione implicitamente riconosce la fondatezza di una tesi sempre invano sostenuta dal sottoscritto e fatta propria da 150 cittadini con una lettera aperta, quella cioe' della necessita' che l'ente montano esaminasse a livello di bacino irriguo l'impatto dei prelievi irrigui, in modo approfondito e aperto alla partecipazione dei cittadini (e prima di approvare il progetto esecutivo dell'impianto)
4 - va ricordato che per il Curone il Piano di Tutela delle Acque, sia nella versione adottata dalla precedente giunta che in quella di cui stanno discutendo le commissioni consiliari in Regione, esclude la creazione di nuovi invasi.
da Panorama di Tortona – mercoledi' 31 gennaio 2007 – pagina 12
dall'Amministrazione comunale di Brignano Frascata
Richiesto studio di bacino per il Golf
L'Amministrazione comunale di Brignano Frascata, confinante con Momperone, dove da tempo sono iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo campo da Golf, ha recentemente richiesto uno studio di bacino, per la realizzazione nel territorio confinante di un bacino d'accumulo acqua da utilizzare come fonte idrica di irrigazione del "green" nei periodi di siccita'.
A questo proposito, abbiamo chiesto un commento ai rappresentanti del Comune che hanno cosi' risposto:
"Premesso che l'Amministrazione di Brignano Frascata non e' contraria all'ampliamento dell'impianto golfistico da 9 a 18 buche, attualmente in fase di realizzazione nel territorio del vicino comune di Momperone. La struttura una volta funzionante, dovrebbe contribuire a far maggiormente conoscere la Val Curone e zone limitrofe. Riteniamo che l'arrivo di persone appassionate del gioco del golf, che veniva definito come"sport d'elite" porti anche ulteriori vantaggi agli abitanti, aziende agricole, agriturismi, attivita' commerciali e produttive in genere, che da tempo operano sul territorio, tutti impegnati a promuovere i nostri prodotti.
Deve essere chiaro pero' che le Amministrazioni comunali hanno il dovere di tutelare prima di tutto gli interessi ed aspirazioni dei propri residenti: cio' non toglie che nuove strutture ed impianti siano ben accolti, a condizione che il loro sviluppo non danneggi il lavoro e interessi di coloro che vivono, producono e lavorano in valle, magari da sempre. In particolare, e' ritenuta necessaria la tutela dell'acqua, sempre stata ed ancor piu' in futuro, bene primario e prezioso.
Proprio per questi motivi, quando ci e' stata fatta presente la necessita' di realizzare un bacino di accumulo a servizio, per irrigare il campo da golf(approssimativamente di 100 mila mc - ndr) con prelievo dal torrente Curone, nel territorio del comune di Brignano, abbiamo chiesto la relativa documentazione, con studio per la gestione complessiva delle risorse idriche (studio di bacino), per procedere al rilascio delle autorizzazioni e permessi di competenza comunale.
L'Amministrazione ritiene indispensabile che all'utilizzazione dell'acqua del bacino, vengano assegnate destinazioni primarie, in via prioritaria l'uso alimentare ed a seguire, quello irriguo per l'agricoltura, nel caso in cui si verificassero come gia' accaduto in passato, carenze d'acqua, anche recentemente ribadito da esperti del settore. A tale proposito il comune di Brignano Frascata rinnova con ampio spirito di collaborazione l'impegno per giungere alla positiva conclusione della vicenda".
Andrea Lupo
Postilla
1 - le stime di stoccaggio d'acqua per il campo golf erano di 100.000 mc (con 2 invasi) nel 2004, cresciute a 180.000 nel progetto esecutivo relativo a 18 buche del 2005 per assestarsi a 200.000 mc nella variante presentata a luglio 2006 (con 8 invasi - a giudicare dalla piantina il comune dovrebbe riferirsi a quello collocato piu' a monte di tutti rispetto al corso del Curone)
2 – la scorsa estate su Panorama si era riferito di un mandato conferito ad Amias dal comune di Brignano per realizzare un invaso. Da questo ultimo articolo non si capisce se l'idea sia ancora attuale
3 - solo ora, a lavori iniziati, un'amministrazione implicitamente riconosce la fondatezza di una tesi sempre invano sostenuta dal sottoscritto e fatta propria da 150 cittadini con una lettera aperta, quella cioe' della necessita' che l'ente montano esaminasse a livello di bacino irriguo l'impatto dei prelievi irrigui, in modo approfondito e aperto alla partecipazione dei cittadini (e prima di approvare il progetto esecutivo dell'impianto)
4 - va ricordato che per il Curone il Piano di Tutela delle Acque, sia nella versione adottata dalla precedente giunta che in quella di cui stanno discutendo le commissioni consiliari in Regione, esclude la creazione di nuovi invasi.
18 gennaio 2007
invasi: nuova puntata del tormentone

Voci - da verificare - riferiscono di recenti incontri (istituzionali ?) in cui si sarebbe discusso (senza trovare un accordo) di come superare asseriti reciproci veti del comune di Brignano e della Comunita' alla creazione di invasi in comune di Brignano (in regione Germana, ai confini con Momperone).
Restiamo in attesa di saperne di piu' (magari dai giornali), visto il consueto "riserbo" tenuto sul tema dai politici locali.
Restiamo in attesa di saperne di piu' (magari dai giornali), visto il consueto "riserbo" tenuto sul tema dai politici locali.
12 gennaio 2007
intervista del presidente Amias

Su Sette Giorni a Tortona di sabato 13 gennaio 2007 appare una lunga intervista al presidente Amias Ennio Negri, che contiene qualche informazione sui temi politico-ambientali locali che cerco di seguire con questo blog.
Dichiara Negri:
“Con la partecipazione al 36 per cento di azioni alla Spa Gestione Acqua ci siamo assicurati per 20 anni la gestione del sistema idrico integrato. Nei rapporti con i soci abbiamo, pur nello spirito di leale collaborazione, valorizzato il reale valore di Amias.
Dal 1° gennaio il ramo di azienda collegato al sistema idrico integrato (depurazione, acquedotto Val Borbera, Curone e Spinti e le reti fognarie) e' passato in affitto a Gestione Acqua ... Inoltre tramite contratto di servizio forniremo a Gestione Acque Spa tutto il supporto per la progettazione delle opere e degli impianti. Direi un buon risultato tenuto conto che Amias e' anche socia di riferimento di Idrocons che, dopo la fusione con i laboratori dell'Amag [non era Amga ?] di Genova si sta avviando a divenire leader di settore a livello nazionale."
Sarebbe stato interessante se nell'intervista si fosse chiarito in quale rapporto questa operazione societaria si ponga rispetto alla notizia di qualche mese fa del “mandato esplorativo” conferito al Consiglio, presieduto da Ennio Negri, dall'Assemblea dei sindaci soci Amias onde verificare la sussistenza delle condizioni per “vendere il 50% delle quote che Amias detiene in Gestione Acqua Spa”, far cassa ed investire per migliorare impianti e servizi.
L'annuncio aveva suscitato allarmi. Ecco cosa scriveva "Il piccolo" del 23.10.2006
E l’acqua...
ALESSANDRIA - «Non si sa piu’ nulla di cosa potra’ accadere sul piano della organizzazione del servizio, di come proseguira’ il processo, di come verra’ strutturato l’Ambito delle acque, del futuro dei lavoratori e delle ricadute per i cittadini. Quale sara’ il servizio del futuro? A quali costi? Con quali garanzie faremo i conti rispetto alla qualita’ delle acque che entrano nelle abitazioni e alla gestione del ciclo integrato delle acque, ovvero della depurazione e del conseguente impatto ambientale»? E’ un fiume in piena Roberto Marengo della Femca Cisl (Federazione energia, moda, chimici e affini) di Alessandria.
Lo e’ perche’ ad almeno una parte delle domande non e’ mai stata data risposta e perche’, sul piano del confronto sindacale, le aziende ex municipalizzate, ma quasi tutte di natura ancora prettamente pubblica, appaiono piu’ diffidenti e difficili di un “padrone” vecchia maniera. E poi Marengo e’ anche arrabbiato perche’ si e’ trovato, a sua insaputa, protagonista di un incontro che era partito con obiettivi ben precisi, ma si e’ svolto, invece, su ben altri binari. Tutto quanto «sulla pelle dei cittadini che utilizzano il servizio acqua». In sintesi, ecco cosa dovrebbe accadere. In base a quanto previsto, negli anni scorsi, da diverse normative, in provincia di Alessandria e’ stato avviato un processo che doveva portare alla costituzione di una societa’ unica per la gestione del servizio idrico. Il tutto deve avvenire sotto la regia dell’Autorita’ d’ambito ottimale (Ato) numero 6 che comprende 147 Comuni della provincia di Alessandria (133) e della provincia di Asti (14 Comuni). In realta’, nell’Alessandrino prendono corpo due realta’ di riferimento: l’Amag di Alessandria e “Gestione Acque” (societa’ controllata da Amias di Novi, Acos di Novi, Asmt di Tortona). Nonostante alcune sollecitazioni dell’Ato6, il processo non si evolve. Anzi. «E’ recente la notizia che Amias sarebbe pronta a vendere fino al 50 per cento delle sue azioni di “Gestione Acqua” Spa, la societa’ che dovrebbe gestire, insieme all’Amag, il “sistema idrico integrato” (acquedotto e depurazione) di tutta la provincia» aggiunge Marengo. Che parla dopo avere avuto un incontro, all’Amias, convocato originariamente per tentare di capire cosa stava succedendo (doveva essere presente Ennio Negri, presidente dell’Amias). Invece... «Negri non si e’ presentato, con le Rsu presenti ho ascoltato, insieme a Dino Bianchi della segreteria provinciale di categoria della Cgil, un’ora e mezza di discussione su problematiche interne di competenza delle rappresentanze sindacali aziendali, mentre di cosa fara’ l’Amias, a chi vendera’ le azioni, di che fine faranno le professionalita’ aziendali non si e’ minimamente parlato». Ma tutto cio’ cosa significa? «Che i cittadini non sapranno cosa succedera’ nel 2007 (anno in cui deve costituirsi il gestore unico del Servizio idrico integrato) e che il processo che doveva gestire il distacco dei lavoratori dalle aziende verso il nuovo gestore unico non e’ andato, finora, a buon fine».
Enrico Sozzetti
Per quanto riguarda i lavoratori, Negri, nell'ultima intervista, afferma "Le procedure sono state avviate nel rispetto delle relazioni sindacali, salvaguardando i posti di lavoro", il che ovviamente ci tranqullizza.
Quanto alle vicende societarie, acquisire informazioni sui soci delle societa' di capitali e' complicato, salvo sostenere i costi abbastanza salati delle visure camerali per esaminare il relativo elenco accluso ai bilanci annuali. Per capire il contesto di cui si discute mi sono limitato a consultare il sito della societa' novese Acos, dove si legge che quest'ultima detiene il 42 per cento di Gestione Acqua Spa (oltre ad una “presenza strategica” in Idrocons), mentre dal sito della tortonese Asmt si apprende che anch'essa ha parte in Gestione Acqua Spa (la residua quota del 22 per cento ?).
Mi domando cosi' se il modo con cui Negri sostiene (la ripetizione e' sua) di aver "valorizzato il reale valore di Amias" prevede ancora l'ipotesi della (futura) cessione di quote in Gestione Acqua, o invece l'operazione societaria consistente nell'affitto di ramo d'azienda con gli eventuali flussi finanziari che ne derivino fara' venir meno la prevista cessione e comunque avra' l'effetto di addossare sulle spalle di Gestione Acque (o di APSE, il nuovo gestore unico di cui Gestione Acque detiene il 50 per cento) l'onere degli investimenti (vendendo azioni di Gestione Acque, indirettamente Amias contribuirebbe in misura minore agli investimenti stessi effettuati dalla sua partecipata). Sono illazioni e ragionamenti contorti ma purtroppo le informazioni circolano con il contagocce.
Resta una considerazione di fondo: si applicano sia il linguaggio che le logiche delle societa' commerciali alla gestione di un bene pubblico. A mio parere occorre contrastare queste logiche, e ben venga a tale scopo la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Noto infine che Negri non trascura di rammentare l'esistenza del progetto-invasi, con queste parole:
"Amias ha effettuato nel 2006 uno studio accurato del territorio ed oggi e' pronta a realizzare un sistema per il risparmio e l'accumulo dell'acqua attraverso la costituzione di riserve che consentiranno un approvvigionamento durante le emergenze estive e di sostenere le risorse agricole e paesaggistiche dei territori delle Comunita' Montane".
Accurata la scelta degli aggettivi (se si e' “pronti” si attende forse qualcuno che dia il “via”, possibilmente dopo aver messo la necessaria benzina).
Dichiara Negri:
“Con la partecipazione al 36 per cento di azioni alla Spa Gestione Acqua ci siamo assicurati per 20 anni la gestione del sistema idrico integrato. Nei rapporti con i soci abbiamo, pur nello spirito di leale collaborazione, valorizzato il reale valore di Amias.
Dal 1° gennaio il ramo di azienda collegato al sistema idrico integrato (depurazione, acquedotto Val Borbera, Curone e Spinti e le reti fognarie) e' passato in affitto a Gestione Acqua ... Inoltre tramite contratto di servizio forniremo a Gestione Acque Spa tutto il supporto per la progettazione delle opere e degli impianti. Direi un buon risultato tenuto conto che Amias e' anche socia di riferimento di Idrocons che, dopo la fusione con i laboratori dell'Amag [non era Amga ?] di Genova si sta avviando a divenire leader di settore a livello nazionale."
Sarebbe stato interessante se nell'intervista si fosse chiarito in quale rapporto questa operazione societaria si ponga rispetto alla notizia di qualche mese fa del “mandato esplorativo” conferito al Consiglio, presieduto da Ennio Negri, dall'Assemblea dei sindaci soci Amias onde verificare la sussistenza delle condizioni per “vendere il 50% delle quote che Amias detiene in Gestione Acqua Spa”, far cassa ed investire per migliorare impianti e servizi.
L'annuncio aveva suscitato allarmi. Ecco cosa scriveva "Il piccolo" del 23.10.2006
E l’acqua...
ALESSANDRIA - «Non si sa piu’ nulla di cosa potra’ accadere sul piano della organizzazione del servizio, di come proseguira’ il processo, di come verra’ strutturato l’Ambito delle acque, del futuro dei lavoratori e delle ricadute per i cittadini. Quale sara’ il servizio del futuro? A quali costi? Con quali garanzie faremo i conti rispetto alla qualita’ delle acque che entrano nelle abitazioni e alla gestione del ciclo integrato delle acque, ovvero della depurazione e del conseguente impatto ambientale»? E’ un fiume in piena Roberto Marengo della Femca Cisl (Federazione energia, moda, chimici e affini) di Alessandria.
Lo e’ perche’ ad almeno una parte delle domande non e’ mai stata data risposta e perche’, sul piano del confronto sindacale, le aziende ex municipalizzate, ma quasi tutte di natura ancora prettamente pubblica, appaiono piu’ diffidenti e difficili di un “padrone” vecchia maniera. E poi Marengo e’ anche arrabbiato perche’ si e’ trovato, a sua insaputa, protagonista di un incontro che era partito con obiettivi ben precisi, ma si e’ svolto, invece, su ben altri binari. Tutto quanto «sulla pelle dei cittadini che utilizzano il servizio acqua». In sintesi, ecco cosa dovrebbe accadere. In base a quanto previsto, negli anni scorsi, da diverse normative, in provincia di Alessandria e’ stato avviato un processo che doveva portare alla costituzione di una societa’ unica per la gestione del servizio idrico. Il tutto deve avvenire sotto la regia dell’Autorita’ d’ambito ottimale (Ato) numero 6 che comprende 147 Comuni della provincia di Alessandria (133) e della provincia di Asti (14 Comuni). In realta’, nell’Alessandrino prendono corpo due realta’ di riferimento: l’Amag di Alessandria e “Gestione Acque” (societa’ controllata da Amias di Novi, Acos di Novi, Asmt di Tortona). Nonostante alcune sollecitazioni dell’Ato6, il processo non si evolve. Anzi. «E’ recente la notizia che Amias sarebbe pronta a vendere fino al 50 per cento delle sue azioni di “Gestione Acqua” Spa, la societa’ che dovrebbe gestire, insieme all’Amag, il “sistema idrico integrato” (acquedotto e depurazione) di tutta la provincia» aggiunge Marengo. Che parla dopo avere avuto un incontro, all’Amias, convocato originariamente per tentare di capire cosa stava succedendo (doveva essere presente Ennio Negri, presidente dell’Amias). Invece... «Negri non si e’ presentato, con le Rsu presenti ho ascoltato, insieme a Dino Bianchi della segreteria provinciale di categoria della Cgil, un’ora e mezza di discussione su problematiche interne di competenza delle rappresentanze sindacali aziendali, mentre di cosa fara’ l’Amias, a chi vendera’ le azioni, di che fine faranno le professionalita’ aziendali non si e’ minimamente parlato». Ma tutto cio’ cosa significa? «Che i cittadini non sapranno cosa succedera’ nel 2007 (anno in cui deve costituirsi il gestore unico del Servizio idrico integrato) e che il processo che doveva gestire il distacco dei lavoratori dalle aziende verso il nuovo gestore unico non e’ andato, finora, a buon fine».
Enrico Sozzetti
Per quanto riguarda i lavoratori, Negri, nell'ultima intervista, afferma "Le procedure sono state avviate nel rispetto delle relazioni sindacali, salvaguardando i posti di lavoro", il che ovviamente ci tranqullizza.
Quanto alle vicende societarie, acquisire informazioni sui soci delle societa' di capitali e' complicato, salvo sostenere i costi abbastanza salati delle visure camerali per esaminare il relativo elenco accluso ai bilanci annuali. Per capire il contesto di cui si discute mi sono limitato a consultare il sito della societa' novese Acos, dove si legge che quest'ultima detiene il 42 per cento di Gestione Acqua Spa (oltre ad una “presenza strategica” in Idrocons), mentre dal sito della tortonese Asmt si apprende che anch'essa ha parte in Gestione Acqua Spa (la residua quota del 22 per cento ?).
Mi domando cosi' se il modo con cui Negri sostiene (la ripetizione e' sua) di aver "valorizzato il reale valore di Amias" prevede ancora l'ipotesi della (futura) cessione di quote in Gestione Acqua, o invece l'operazione societaria consistente nell'affitto di ramo d'azienda con gli eventuali flussi finanziari che ne derivino fara' venir meno la prevista cessione e comunque avra' l'effetto di addossare sulle spalle di Gestione Acque (o di APSE, il nuovo gestore unico di cui Gestione Acque detiene il 50 per cento) l'onere degli investimenti (vendendo azioni di Gestione Acque, indirettamente Amias contribuirebbe in misura minore agli investimenti stessi effettuati dalla sua partecipata). Sono illazioni e ragionamenti contorti ma purtroppo le informazioni circolano con il contagocce.
Resta una considerazione di fondo: si applicano sia il linguaggio che le logiche delle societa' commerciali alla gestione di un bene pubblico. A mio parere occorre contrastare queste logiche, e ben venga a tale scopo la legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Noto infine che Negri non trascura di rammentare l'esistenza del progetto-invasi, con queste parole:
"Amias ha effettuato nel 2006 uno studio accurato del territorio ed oggi e' pronta a realizzare un sistema per il risparmio e l'accumulo dell'acqua attraverso la costituzione di riserve che consentiranno un approvvigionamento durante le emergenze estive e di sostenere le risorse agricole e paesaggistiche dei territori delle Comunita' Montane".
Accurata la scelta degli aggettivi (se si e' “pronti” si attende forse qualcuno che dia il “via”, possibilmente dopo aver messo la necessaria benzina).
19 ottobre 2006
Curone: le osservazione del comune di Volpedo al Pta
Quale contributo di riflessione rispetto ad un tema che ho piu' volte trattato e su cui ho maturato la mia opinione, trascrivo il testo pubblicato sul sito informatico del Consiglio regionale con le osservazioni che il comune di Volpedo ha svolto circa il Piano di tutela delle acque.
COMUNE DI VOLPEDO (AL) 28/09/2006
Stimatissimo vice Presidente
Del Consiglio Regionale
si evidenziano in sintesi alcune osservazioni relativamente allo stato quantitativo e qualitativo delle acque del T. Curone, evidenziate nella seconda revisione del P.T.A. del maggio 2006.
Il P.T.A. conferma che le condizioni di bilancio idrico delle acque superficiali del Curone alla sezione di chiusura (confine con la Lombardia), risultino mediamente critiche in condizione di anno medio, cioe’ con 3 mesi di portata residua (naturale meno utenze) inferiore al DMV, e altamente critiche in condizione di anno scarso, cioe’ con 5 mesi di portata residua inferiore al DMV. Viene inoltre specificato come le condizioni di disequilibrio risultino indotte sia dai prelievi, ma anche dalle congenite condizioni dello scarso regime dei deflussi nella stagione estiva.
A tal proposito va sottolineato come il tempo di ritorno, presupposto in cinque anni, nella previsione dell’anno scarso, tenda a contrarsi in modo frequente (siccita’ 2003/ siccita’ 2006) e ad assumere parametri piu’ ristretti in modo strutturale. Questa tendenza e l’ipotesi che il disequilibrio possa assumere un carattere di permanenza, devono essere considerati nella scelta degli interventi di razionalizzazione per l’uso della risorsa. In particolar modo, l’equivalente valenza strategica del rilascio del DMV e dell’utilizzo della risorsa per uso alimentare (irriguo), deve necessariamente accompagnarsi alla definizione di un ruolo di netto subordine per tutti quegli usi dell’acqua destinati ad attivita’ differenti. E’ evidente che tale ruolo non puo’ che concretizzarsi nella revisione dell’entita’ dei prelievi, prioritariamente in rapporto alle finalita’ sociali e alle ricadute ambientali degli stessi. Analogo principio dovrebbe valere per la concessione di nuovi, o per il cambiamento di destinazione d’uso di quelli esistenti.
In relazione alla stima dell’entita’ dei prelievi dal T. Curone, per la corretta lettura dei valori delle portate residue, occorrerebbe ricondurre l’analisi del PTA ad una definizione delle portate prelevate non solo limitata a quelle censite ufficialmente.
Per quanto riguarda invece la scarsa potenzialita’ idrica dei complessi idrogeologici e gli scarsi deflussi del T. Curone, va sottolineato come tale assetto e il vincolo a rilasciare il DMV, difficilmente potranno conciliarsi con l’idroesigenza irrigua se non attraverso la ricostituzione artificiale di un adeguato deflusso delle acque nei periodi di maggior crisi. Tale risultato potrebbe essere perseguito mediante la realizzazione di piccoli invasi con funzione di raccogliere la risorsa nel periodo di maggior afflusso e distribuirla nei periodi di maggior siccita’. Questa soluzione potrebbe attenuare il fortissimo divario tra le portate residue del periodo maggio-settembre rispetto al periodo ottobre-aprile.
Non va trascurata l’influenza sul regime dei deflussi, esercitata da alcune infrastrutture realizzate nell’alveo del torrente. La presenza di briglie occupanti l’intera sezione dell’alveo saldamente ammorsate nel substrato trasforma le acque sotterranee in acque superficiali e condiziona radicalmente il territorio a valle del manufatto alterando la circolazione idrica sotterranea e l’alimentazione degli acquiferi presenti.
Vanno evitati, all’interno del bacino idrografico, tutti quegli interventi particolarmente idroesigenti ed estranei ali usi alimentari.
In definitiva si ritiene che nel T. Curone si possa perseguire il rilascio del DMV (deflusso minimo vitale), sia per garantire la tutela delle biocenosi acquatiche sia per il raggiungimento degli obiettivi di qualita' delle acque:
- definendo un ordine di priorita’ nella revisione delle concessioni di derivazione in funzione della finalita’ del prelievo;
- realizzando piccoli invasi per il supporto all’agricoltura e la ricarica artificiale dell’alveo;
- realizzando condotte per il collegamento e la distribuzione al fine di ridurre le perdite;
- rimuovendo o modificando le infrastrutture che alterano negativamente il regime dei deflussi e degli afflussi;
- Disincentivando quelle attivita’ non alimentari che, per funzionare necessitano di elevati consumi d’acqua
COMUNE DI VOLPEDO (AL) 28/09/2006
Stimatissimo vice Presidente
Del Consiglio Regionale
si evidenziano in sintesi alcune osservazioni relativamente allo stato quantitativo e qualitativo delle acque del T. Curone, evidenziate nella seconda revisione del P.T.A. del maggio 2006.
Il P.T.A. conferma che le condizioni di bilancio idrico delle acque superficiali del Curone alla sezione di chiusura (confine con la Lombardia), risultino mediamente critiche in condizione di anno medio, cioe’ con 3 mesi di portata residua (naturale meno utenze) inferiore al DMV, e altamente critiche in condizione di anno scarso, cioe’ con 5 mesi di portata residua inferiore al DMV. Viene inoltre specificato come le condizioni di disequilibrio risultino indotte sia dai prelievi, ma anche dalle congenite condizioni dello scarso regime dei deflussi nella stagione estiva.
A tal proposito va sottolineato come il tempo di ritorno, presupposto in cinque anni, nella previsione dell’anno scarso, tenda a contrarsi in modo frequente (siccita’ 2003/ siccita’ 2006) e ad assumere parametri piu’ ristretti in modo strutturale. Questa tendenza e l’ipotesi che il disequilibrio possa assumere un carattere di permanenza, devono essere considerati nella scelta degli interventi di razionalizzazione per l’uso della risorsa. In particolar modo, l’equivalente valenza strategica del rilascio del DMV e dell’utilizzo della risorsa per uso alimentare (irriguo), deve necessariamente accompagnarsi alla definizione di un ruolo di netto subordine per tutti quegli usi dell’acqua destinati ad attivita’ differenti. E’ evidente che tale ruolo non puo’ che concretizzarsi nella revisione dell’entita’ dei prelievi, prioritariamente in rapporto alle finalita’ sociali e alle ricadute ambientali degli stessi. Analogo principio dovrebbe valere per la concessione di nuovi, o per il cambiamento di destinazione d’uso di quelli esistenti.
In relazione alla stima dell’entita’ dei prelievi dal T. Curone, per la corretta lettura dei valori delle portate residue, occorrerebbe ricondurre l’analisi del PTA ad una definizione delle portate prelevate non solo limitata a quelle censite ufficialmente.
Per quanto riguarda invece la scarsa potenzialita’ idrica dei complessi idrogeologici e gli scarsi deflussi del T. Curone, va sottolineato come tale assetto e il vincolo a rilasciare il DMV, difficilmente potranno conciliarsi con l’idroesigenza irrigua se non attraverso la ricostituzione artificiale di un adeguato deflusso delle acque nei periodi di maggior crisi. Tale risultato potrebbe essere perseguito mediante la realizzazione di piccoli invasi con funzione di raccogliere la risorsa nel periodo di maggior afflusso e distribuirla nei periodi di maggior siccita’. Questa soluzione potrebbe attenuare il fortissimo divario tra le portate residue del periodo maggio-settembre rispetto al periodo ottobre-aprile.
Non va trascurata l’influenza sul regime dei deflussi, esercitata da alcune infrastrutture realizzate nell’alveo del torrente. La presenza di briglie occupanti l’intera sezione dell’alveo saldamente ammorsate nel substrato trasforma le acque sotterranee in acque superficiali e condiziona radicalmente il territorio a valle del manufatto alterando la circolazione idrica sotterranea e l’alimentazione degli acquiferi presenti.
Vanno evitati, all’interno del bacino idrografico, tutti quegli interventi particolarmente idroesigenti ed estranei ali usi alimentari.
In definitiva si ritiene che nel T. Curone si possa perseguire il rilascio del DMV (deflusso minimo vitale), sia per garantire la tutela delle biocenosi acquatiche sia per il raggiungimento degli obiettivi di qualita' delle acque:
- definendo un ordine di priorita’ nella revisione delle concessioni di derivazione in funzione della finalita’ del prelievo;
- realizzando piccoli invasi per il supporto all’agricoltura e la ricarica artificiale dell’alveo;
- realizzando condotte per il collegamento e la distribuzione al fine di ridurre le perdite;
- rimuovendo o modificando le infrastrutture che alterano negativamente il regime dei deflussi e degli afflussi;
- Disincentivando quelle attivita’ non alimentari che, per funzionare necessitano di elevati consumi d’acqua
30 agosto 2006
il Curone nel piano regionale di tutela delle acque
La giunta Bresso ha rimesso mano al PTA, il Piano di Tutela delle Acque - una sorta di piano regolatore dell’uso dei fiumi - gia' elaborato dalla giunta Ghigo.
Nel maggio 2006 e' stata predisposta una revisione gia' approvata dalla giunta e ora depositata in consiglio per la discussione (che prevedo sara' complicata, viste le tensioni che sul tema ha suscitato l'ennesima estate siccitosa).
Il prossimo 28 settembre due commissioni consiliari terranno una seduta congiunta di consultazione con i soggetti interessati: " enti e associazioni di enti locali, Autorita' d’ambito e consorzi irrigui di II grado, organizzazioni di categoria e dei lavoratori, grandi utilizzatori, ordini professionali, atenei, associazioni ambientaliste e dei consumatori ".
Analoga consultazione era stata svolta nel 2004. Qui e' possibile leggere il resoconto.
La parte del piano revisionato riferita al sottobacino del Curone e' consultabile a questo link.
Il testo conferma la diagnosi di crisi idrica del torrente.
Per rimediare prevede:
- il vincolo a rilasciare il DMV (deflusso minimo vitale), sia per garantire la tutela delle biocenosi acquatiche sia per il raggiungimento degli obiettivi di qualita' delle acque;
- azioni per un consumo idrico sostenibile,quali la revisione dei titoli di concessione dei prelievi a scopo irriguo, la razionalizzazione degli usi ed interventi di adeguamento per aumentare l'efficienza del sistema di distribuzione.
Per il sottobacino del Curone lo schema di PTA non parla di invasi (del resto, nel presentare l'elaborato in generale, l'assessore De Ruggiero ha affermato, come riporta l'ultimo numero del notiziario mensile di Pro Natura: "Solo se dimostreremo che e' stato fatto tutto il possibile per risparmiare acqua proporremo nuovi invasi").
In tema di pianificazione regionale e' interessante inoltre, per dedurne quali fossero gli orientamenti di massima dell'ente circa la compatibilita' tra gli impianti golfistici e le zone limitrofe ai corsi d'acqua, la lettura di un documento elaborato nell'aprile 2001 nella complessa fase di adozione da parte della Regione del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI).
Discutendo di "norme di attuazione", la Federgolf chiese di includere i percorsi da golf tra le attivita' consentite nelle fasce A e B, "essendo del tutto compatibili con la funzione idraulica". La Regione replico': « L’osservazione non e' accoglibile in quanto i campi da golf contrastano con la condizione di naturalita' richiesta negli ambiti interessati dalle fasce fluviali. Nel caso di danni provocati da una eventuale alluvione, gli indennizzi per risarcimento sarebbero un costo sociale troppo alto, soprattutto non sussistendo una ragione di interesse pubblico. In ogni caso e' una attivita' urbanisticamente classificata come “sportiva” e non come “agricola”. ».
18 luglio 2006
invasi e golf su Panorama di Tortona
Sul settimanale Panorama di Tortona del 19 luglio, siglato A.L., esce un lungo articolo sulla siccita' in valle.
Come d'abitudine per questo giornale, il testo e' "tirato via" alla garibaldina (confondendo ad esempio in piu' punti Monleale e Momperone) ma e' utile estrapolarne alcune notizie.
Riassumo cosa scrive Panorama e poi riporto alcuni brani del testo
1 - c'e' stata "recentemente" una riunione in Comunita' tra l'Ente pubblico e gli stakeholders piu' influenti che hanno sollecitato la realizzazione dell'invaso a Brignano e lo stop all'utilizzo della roggia per irrigare il golf. La Comunita' Montana ha fornito le solite risposte
2 - a Brignano il Consiglio ha dato mandato all'Amias perche' prosegua con il progetto dell'invaso
3 - a Fabbrica questo mandato del Consiglio non e' ancora stato conferito
4 - si lavora a migliorare la presa della roggia Ligozzo, e va avanti lo studio per un invaso a Volpedo
5 - a Tortona venerdi' 14 i soliti stakeholders piu' Regione, Provincia e Comunita' hanno convenuto (ovvio) sulle priorita' indicate dalla Legge Galli circa gli usi dell'acqua ed hanno compiuto - non si sa se veramente convinti o meno - un atto di fede circa l'idoneita' degli invasi previsti per il golf a garantirne l'autonomia irrigua nel periodo critico
Cito brani dall'articolo:
Recentemente, rappresentanti dei Sindacati ed associazioni di categoria hanno incontrato la Comunita' Montana e Comuni interessati, richiedendo urgentemente l'approvazione dell'invaso fuori alveo, previsto a Brignano Frascata in collaborazione con l'Amias di Tortona ... Oltre a cio', e' stato anche richiesto il divieto d'utilizzo per usi irrigui, delle rogge che confluiscono nel torrente Curone, attraversando anche il campo da golf...
I rappresentanti della Comunita' Montana, da noi contattati per [la] notevole quantita' d'acqua necessaria al ... golf, escluderebbero qualsiasi impatto ambientale; inoltre nella progettazione, avrebbero fatto predisporre invasi di stoccaggio d'acqua invernale ... attigui al campo, per complessivi 180 mila mc ... hanno ribadito che gli invasi previsti in Val Curone, verranno sicuramente realizzati al piu' presto, avendone la Comunita' sempre caldeggiato la realizzazione ... il "campo pratica" di Monleale [rectius: Momperone], verrebbe irrigato non piu' di un'ora al giorno, con prelevamenti autorizzati, dal canale di derivazione del Curone.
In merito agli invasi, il Comune di Brignano Frascata - commenta il Sindaco Anselmo Morgavi ... con deliberazione del Consiglio comunale, ... ha incaricato l'Amias spa, d'effettuare tutti gli approfondimenti tecnici e progettuali, per verificarne la fattibilita'
ha dichiarato il Sindaco di Fabbrica Curone, Valter Toso ... Per quanto riguarda invece i due invasi, proposti dall'Amias spa sul torrente Arisola a monte del ponte di Fonti e sul Curone, nei pressi della frazione Lunassi, siamo ancora nel campo delle ipotesi
Pur non essendo in programma nessun invaso - conferma il Sindaco Pierangelo Marini di Monleale - ... abbiamo innalzato e consolidato la soglia del torrente Curone che apporta l'acqua agli agricoltori di Casalnoceto-Volpedo, alimentando la roggia Ligozzo. [ndr: con La Provincia Pavese Marini aveva pero' usato termini diversi]
La Giunta del Comune di Volpedo - sottolinea il Sindaco Pierangelo Rosa - si e' gia' dichiarata favorevole alla realizzazione degli invasi ...Per quanto riguarda il campo da golf, dopo la riunione di venerdi' 14 luglio, in Comune a Tortona, presenti i rappresentanti degli agricoltori, Regione, Provincia, sindacati, enti locali e Sindaci dei Comuni interessati, siamo riusciti a trovare un punto d'accordo: le riserve d'acqua gia' previste nel progetto, consentiranno di non prelevare almeno nel periodo estivo, ulteriore acqua dal torrente Curone ... Si e' poi parlato di uso corretto delle risorse idriche che in primis, dovranno venire utilizzate per il consumo potabile; a seguire agricoltura e irrigazione di giardini, aree verdi, riempimento piscine ed altri usi".
Come d'abitudine per questo giornale, il testo e' "tirato via" alla garibaldina (confondendo ad esempio in piu' punti Monleale e Momperone) ma e' utile estrapolarne alcune notizie.
Riassumo cosa scrive Panorama e poi riporto alcuni brani del testo
1 - c'e' stata "recentemente" una riunione in Comunita' tra l'Ente pubblico e gli stakeholders piu' influenti che hanno sollecitato la realizzazione dell'invaso a Brignano e lo stop all'utilizzo della roggia per irrigare il golf. La Comunita' Montana ha fornito le solite risposte
2 - a Brignano il Consiglio ha dato mandato all'Amias perche' prosegua con il progetto dell'invaso
3 - a Fabbrica questo mandato del Consiglio non e' ancora stato conferito
4 - si lavora a migliorare la presa della roggia Ligozzo, e va avanti lo studio per un invaso a Volpedo
5 - a Tortona venerdi' 14 i soliti stakeholders piu' Regione, Provincia e Comunita' hanno convenuto (ovvio) sulle priorita' indicate dalla Legge Galli circa gli usi dell'acqua ed hanno compiuto - non si sa se veramente convinti o meno - un atto di fede circa l'idoneita' degli invasi previsti per il golf a garantirne l'autonomia irrigua nel periodo critico
Cito brani dall'articolo:
Recentemente, rappresentanti dei Sindacati ed associazioni di categoria hanno incontrato la Comunita' Montana e Comuni interessati, richiedendo urgentemente l'approvazione dell'invaso fuori alveo, previsto a Brignano Frascata in collaborazione con l'Amias di Tortona ... Oltre a cio', e' stato anche richiesto il divieto d'utilizzo per usi irrigui, delle rogge che confluiscono nel torrente Curone, attraversando anche il campo da golf...
I rappresentanti della Comunita' Montana, da noi contattati per [la] notevole quantita' d'acqua necessaria al ... golf, escluderebbero qualsiasi impatto ambientale; inoltre nella progettazione, avrebbero fatto predisporre invasi di stoccaggio d'acqua invernale ... attigui al campo, per complessivi 180 mila mc ... hanno ribadito che gli invasi previsti in Val Curone, verranno sicuramente realizzati al piu' presto, avendone la Comunita' sempre caldeggiato la realizzazione ... il "campo pratica" di Monleale [rectius: Momperone], verrebbe irrigato non piu' di un'ora al giorno, con prelevamenti autorizzati, dal canale di derivazione del Curone.
In merito agli invasi, il Comune di Brignano Frascata - commenta il Sindaco Anselmo Morgavi ... con deliberazione del Consiglio comunale, ... ha incaricato l'Amias spa, d'effettuare tutti gli approfondimenti tecnici e progettuali, per verificarne la fattibilita'
ha dichiarato il Sindaco di Fabbrica Curone, Valter Toso ... Per quanto riguarda invece i due invasi, proposti dall'Amias spa sul torrente Arisola a monte del ponte di Fonti e sul Curone, nei pressi della frazione Lunassi, siamo ancora nel campo delle ipotesi
Pur non essendo in programma nessun invaso - conferma il Sindaco Pierangelo Marini di Monleale - ... abbiamo innalzato e consolidato la soglia del torrente Curone che apporta l'acqua agli agricoltori di Casalnoceto-Volpedo, alimentando la roggia Ligozzo. [ndr: con La Provincia Pavese Marini aveva pero' usato termini diversi]
La Giunta del Comune di Volpedo - sottolinea il Sindaco Pierangelo Rosa - si e' gia' dichiarata favorevole alla realizzazione degli invasi ...Per quanto riguarda il campo da golf, dopo la riunione di venerdi' 14 luglio, in Comune a Tortona, presenti i rappresentanti degli agricoltori, Regione, Provincia, sindacati, enti locali e Sindaci dei Comuni interessati, siamo riusciti a trovare un punto d'accordo: le riserve d'acqua gia' previste nel progetto, consentiranno di non prelevare almeno nel periodo estivo, ulteriore acqua dal torrente Curone ... Si e' poi parlato di uso corretto delle risorse idriche che in primis, dovranno venire utilizzate per il consumo potabile; a seguire agricoltura e irrigazione di giardini, aree verdi, riempimento piscine ed altri usi".
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