Dal sito della Provincia di Alessandria, la notizia del progetto di realizzazione di un nuovo impianto idroelettrico denominato "Ponte del Mulino 2" sul torrente Curone per la produzione di energia idroelettrica in Comune di Fabbrica Curone (AL). Un progetto analogo aveva ricevuto parere negativo.
Nell'annuncio si leggono questi dati: portata 0,39 mc/s (nel vecchio prgetto era 0,36 mc/s) salto 173 metri (nel vecchio progetto 181 metri) potenza 537 kw (nel vecchio progetto, dati molto vari, il dato della potenza media era 461 kw)
Uno spazio per discutere di ambiente, politica e societa' in una valle appenninica, la Val Curone.
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19 marzo 2010
rinnovabili: documento di indirizzo della provincia
Ieri l'altro, 17 marzo, la giunta provinciale ha approvato il "documento di indirizzo in tema di rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione di impianti di generazione di energia da fonte rinnovabile" predisposto in collaborazione con l’Università A. Avogadro di Alessandria.
Qui il testo pubblicato all'albo pretorio.
Qui il testo pubblicato all'albo pretorio.
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Giuseppe Raggi
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02 settembre 2009
la giunta provinciale sulla centralina di Ponte Mulino
«E’ un progetto utile ed interessante - ha detto il presidente della Comunità Montana Vincenzo Caprile - che avremmo voluto realizzare noi, perché è anche remunerativo, ma la Noviconsult, ci ha preceduto». Così leggevamo due anni fa su "La Provincia Pavese" (18 aprile 2007, pagina 35) a proposito dell'ipotesi di realizzare una centrale idroelettrica sul Curone, al Ponte del Molino.
Una serie di circostanze personalmente mi inducevano a non condividere questo giudizio "tranchant".Per una disamina di tali problemi, si possono leggere le osservazioni presentate in sede di proceduta di VIA.
Anche la Provincia sembra nutrire le stesse perplessità. All'Ordine del giorno della giunta provinciale di oggi 2 settembre troviamo infatti:
"Delibera di Giunta – I.E. 20090114445 - DELGP/308/2009
espressione giudizio negativo di compatibilita’ ambientale per progetto nuovo impianto idroelettrico denominato Ponte del Molino sul torrente Curone in comune di Fabbrica Curone"
Una serie di circostanze personalmente mi inducevano a non condividere questo giudizio "tranchant".Per una disamina di tali problemi, si possono leggere le osservazioni presentate in sede di proceduta di VIA.
Anche la Provincia sembra nutrire le stesse perplessità. All'Ordine del giorno della giunta provinciale di oggi 2 settembre troviamo infatti:
"Delibera di Giunta – I.E. 20090114445 - DELGP/308/2009
espressione giudizio negativo di compatibilita’ ambientale per progetto nuovo impianto idroelettrico denominato Ponte del Molino sul torrente Curone in comune di Fabbrica Curone"
31 agosto 2009
ancora a proposito di scavi e sbarramenti
Gli invasi per uso irriguo e gli impianti idrolettrici lungo il corso del Curone periodicamente giungono agli onori delle cronache locali. Gli articoli di solito consistono nello scambio di segnali più o meno in codice tra i soliti noti. Poche possibilità, per chi non è addetto ai lavori, di farsi un'opinione esaminando un po' nello specifico, al di là della propaganda, dati e progetti, la cui illustrazione é di preferenza riservata ad occasioni e ad un pubblico selezionati – un esempio è questo resoconto di un incontro dei Rotary Club in cui lo scorso anno si è illustrato anche il progetto del bacino che ora è in corso di realizzazione a Volpedo.
Può essere utile segnalare il materiale che è consultabile in pubblico dominio, come quello relativo ad una ipotesi (forse) superata: il progetto, risalente al 2006, per un invaso ad uso plurimo sull'Arisola, un affluente di destra del Curone. E' visibile in rete, sul sito Svilupporegioni, uno studio di fattibilità compiuto dall’Amias supportata da Sviluppo Italia (leggendolo, la prima cosa che mi è saltata all'occhio è che manca del tutto il riferimento alla presenza, a monte della località studiata, di un sito naturalistico di importanza regionale, il SIR IT1180023 Pian dei Laghi). Per la produzione di energia, le conclusioni parlano di scarsa convenienza economica, mentre si sostiene che per altri usi si dovrebbe comunque riconsiderare il rapporto costi-benefici.
Può essere utile segnalare il materiale che è consultabile in pubblico dominio, come quello relativo ad una ipotesi (forse) superata: il progetto, risalente al 2006, per un invaso ad uso plurimo sull'Arisola, un affluente di destra del Curone. E' visibile in rete, sul sito Svilupporegioni, uno studio di fattibilità compiuto dall’Amias supportata da Sviluppo Italia (leggendolo, la prima cosa che mi è saltata all'occhio è che manca del tutto il riferimento alla presenza, a monte della località studiata, di un sito naturalistico di importanza regionale, il SIR IT1180023 Pian dei Laghi). Per la produzione di energia, le conclusioni parlano di scarsa convenienza economica, mentre si sostiene che per altri usi si dovrebbe comunque riconsiderare il rapporto costi-benefici.
15 febbraio 2009
ultime sulla VIA per la centrale a Ponte Mulino
Prosegue la procedura di valutazione per il progetto di una centralina idroelettrica a Ponte Mulino.
La Provincia di Alessandria il 2 febbraio ha emesso un comunicato in proposito.
In concreto la procedura è attualmente ancora sospesa, fino al 17 marzo, per l'espletamento di quanto previsto dal regolamento regionale 10/R circa la concorrenza sulle concessioni di derivazione di acque.
Da quella data partiranno i termini per la consultazione da parte del pubblico - per 45 giorni - (e la presentazione delle osservazioni).
La Provincia di Alessandria il 2 febbraio ha emesso un comunicato in proposito.
In concreto la procedura è attualmente ancora sospesa, fino al 17 marzo, per l'espletamento di quanto previsto dal regolamento regionale 10/R circa la concorrenza sulle concessioni di derivazione di acque.
Da quella data partiranno i termini per la consultazione da parte del pubblico - per 45 giorni - (e la presentazione delle osservazioni).
24 giugno 2008
Valutazione Impatto Ambientale per la centralina a Ponte Mulino: il progetto depositato in provincia
Dal sito della nostra amministrazione provinciale il comunicato n.473 del 23/06/2008
La Noviconsult Sas ha consegnato all’Ufficio di Deposito della provincia di Alessandria per Valutazione Impatto Ambientale art.12 l.r.40/98 il progetto per nuovo impianto idroelettrico denominato “Ponte del Molino” sul torrente Curone, localizzato in comune di Fabbrica Curone
Il progetto sarà in visione fino al 31 luglio 2008 presso l’Ufficio Deposito Progetti – via Galimberti n. 2 Alessandria.
A distanza di quasi un anno, la procedura riprende dunque il suo iter.
La Noviconsult Sas ha consegnato all’Ufficio di Deposito della provincia di Alessandria per Valutazione Impatto Ambientale art.12 l.r.40/98 il progetto per nuovo impianto idroelettrico denominato “Ponte del Molino” sul torrente Curone, localizzato in comune di Fabbrica Curone
Il progetto sarà in visione fino al 31 luglio 2008 presso l’Ufficio Deposito Progetti – via Galimberti n. 2 Alessandria.
A distanza di quasi un anno, la procedura riprende dunque il suo iter.
01 ottobre 2007
risorse per il PTI e partecipazione

Il 27 settembre la Regione ha pubblicato la graduatoria del bando regionale per "programmi territoriali integrati".
Al PTI descritto nel dossier delle comunita' montane alessandrine, tra cui Curone e Borbera, sono stati assegnati 133mila euro per la redazione del programma operativo.
I progetti inclusi nel dossier fanno quindi un passo avanti, senza essere discussi (e lo confermerebbe la voce - da verificare - dell'istituzione di una commssione ad hoc per l'eolico).
I nostri rappresentanti sembrano convinti della propria autosufficienza (come affermato in sede di consiglio dall'assessore all'ambiente della nostra Comunita').
Per quanto e' in loro potere, al massimo la partecipazione dei cittadini significa costruire consenso intorno a decisioni gia' prese, decisioni che solo successivamente, e se proprio si e' costretti, sono rese pubbliche in forme adeguate (altrimenti un rapido passaggio all'albo pretorio basta e avanza).
Sull'eolico e' da segnalare l’approvazione intervenuta il 20 settembre da parte della Conferenza Stato-regioni dello schema di decreto proposto dal ministro dell’Ambiente sulle Zone di protezione speciale (quale e' il crinale Ebro-Chiappo). Secondo questo schema, nelle ZPS e' permesso solo il microeolico, ossia l'installazione di impianti di potenza ben inferiore rispetto a quella ipotizzata nel nostro PTI. Il 13 settembre, poi, il Consiglio dei Ministri ha comunque approvato una norma relativa all’obbligo di Valutazione di impatto ambientale (Via) per gli impianti eolici per la produzione di energia elettrica con potenza di concessione pari o superiore a 20 MW (rammento che uno degli argomenti spesi per "fare in fretta" il parco eolico delle due Comunita' era la possibilita' che un soggetto terzo "mettesse il cappello" sulla zona presentando un progetto inemendabile. La norma che segnalo ridimensiona parecchio questo rischio).
Al PTI descritto nel dossier delle comunita' montane alessandrine, tra cui Curone e Borbera, sono stati assegnati 133mila euro per la redazione del programma operativo.
I progetti inclusi nel dossier fanno quindi un passo avanti, senza essere discussi (e lo confermerebbe la voce - da verificare - dell'istituzione di una commssione ad hoc per l'eolico).
I nostri rappresentanti sembrano convinti della propria autosufficienza (come affermato in sede di consiglio dall'assessore all'ambiente della nostra Comunita').
Per quanto e' in loro potere, al massimo la partecipazione dei cittadini significa costruire consenso intorno a decisioni gia' prese, decisioni che solo successivamente, e se proprio si e' costretti, sono rese pubbliche in forme adeguate (altrimenti un rapido passaggio all'albo pretorio basta e avanza).
Sull'eolico e' da segnalare l’approvazione intervenuta il 20 settembre da parte della Conferenza Stato-regioni dello schema di decreto proposto dal ministro dell’Ambiente sulle Zone di protezione speciale (quale e' il crinale Ebro-Chiappo). Secondo questo schema, nelle ZPS e' permesso solo il microeolico, ossia l'installazione di impianti di potenza ben inferiore rispetto a quella ipotizzata nel nostro PTI. Il 13 settembre, poi, il Consiglio dei Ministri ha comunque approvato una norma relativa all’obbligo di Valutazione di impatto ambientale (Via) per gli impianti eolici per la produzione di energia elettrica con potenza di concessione pari o superiore a 20 MW (rammento che uno degli argomenti spesi per "fare in fretta" il parco eolico delle due Comunita' era la possibilita' che un soggetto terzo "mettesse il cappello" sulla zona presentando un progetto inemendabile. La norma che segnalo ridimensiona parecchio questo rischio).
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12 agosto 2007
incontro a Cantalupo

Resoconto dell'incontro sul tema “Ambiente, energia, agricoltura, futuro del nostro territorio” organizzato a Cantalupo Ligure l' 11 agosto 2007 dal “Circolo dell'Unione Valli Borbera e Spinti”.
Presentazione di Paola Repetti, coordinatrice del circolo e breve introduzione del sindaco di Cantalupo Gian Piero Daglio.
Intervento di Massimo Lombardi (vice presidente Amias).
Definisce “dirompente” per l'uso della risorsa idrica la proposta della centralina Cabella/Rocchetta.
Viceversa, illustra il progetto dell'Amias caratterizzato da impatto minimo e ritorno economico interessante. Il progetto, elaborato all'interno dell'Amias stessa, prevede l'installazione a Cornareto, nella condotta dell'acquedotto, di una turbina tipo Pelton da 120 Kilowatt di potenza massima, in un punto in cui il salto d'acqua utile e' di 220 metri e in cui la condotta dell'acquedotto ha una portata media di 250 metri cubi all'ora ed una portata minima di 100 metri cubi all'ora. In base a questi dati, la produzione media prevedibile nell'impianto sarebbe di 720 Megawatt all'anno. L'investimento richiesto e' di circa 450/500mila euro e sarebbe ammortizzato in 5 anni ai prezzi attuali. L'Amias non ha mezzi sufficienti ad effettuare l'intero investimento e sta cercando partner.
Conferma che un impianto analogo, leggermente meno potente (90 Kilowatt secondo quanto autorizzato dalla Provincia – ndr) , e' stato studiato per la condotta che parte da Bruggi in Val Curone. Sarebbe ubicato a Garadassi ed e' gia' ad uno stadio avanzato anche a livello autorizzativo (Lombardi rammenta che era una vecchia idea del defunto geom. Ferrari di Fabbrica Curone).
Sono stati individuati anche altri punti delle condotte acquedottistiche in cui, se saliranno i prezzi dell'energia, potrebbe diventare conveniente installare impianti analoghi.
Viceversa, illustra il progetto dell'Amias caratterizzato da impatto minimo e ritorno economico interessante. Il progetto, elaborato all'interno dell'Amias stessa, prevede l'installazione a Cornareto, nella condotta dell'acquedotto, di una turbina tipo Pelton da 120 Kilowatt di potenza massima, in un punto in cui il salto d'acqua utile e' di 220 metri e in cui la condotta dell'acquedotto ha una portata media di 250 metri cubi all'ora ed una portata minima di 100 metri cubi all'ora. In base a questi dati, la produzione media prevedibile nell'impianto sarebbe di 720 Megawatt all'anno. L'investimento richiesto e' di circa 450/500mila euro e sarebbe ammortizzato in 5 anni ai prezzi attuali. L'Amias non ha mezzi sufficienti ad effettuare l'intero investimento e sta cercando partner.
Conferma che un impianto analogo, leggermente meno potente (90 Kilowatt secondo quanto autorizzato dalla Provincia – ndr) , e' stato studiato per la condotta che parte da Bruggi in Val Curone. Sarebbe ubicato a Garadassi ed e' gia' ad uno stadio avanzato anche a livello autorizzativo (Lombardi rammenta che era una vecchia idea del defunto geom. Ferrari di Fabbrica Curone).
Sono stati individuati anche altri punti delle condotte acquedottistiche in cui, se saliranno i prezzi dell'energia, potrebbe diventare conveniente installare impianti analoghi.
Intervento di Pierguido Caretta (presidente cooperativa Forest)
Gestisce 3 impianti di riscaldamento alimentati a biomasse legnose: a Rocchetta Ligure (100 kilowatt termici) ad Arquata (1.000 kilowatt termici) e a Serravalle (1.000 kilowatt termici).
I tre impianti forniscono energia termica agli istituti scolastici.
Nella stagione 2006/2007 la fornitura di calore ha avuto un valore complessivo di 200mila euro In un anno usa circa 4.000 metri cubi/steri pari a circa 12.000 quintali di legname.
Il legname nel 2006/2007 proveniva per il 67 per cento da scarti di segheria, per il 18 per cento da bosco e per il 15 per cento dalla manutenzione del verde. Si punta ad arrivare ad un utilizzo del 25 per cento del legname proveniente da bosco, ma, testualmente e' “velleitario”, allo stato attuale, approvvigionare impianti simili solo con legname forestale: e' difficile andare oltre il 20 per cento. Nella filiera bosco-legno-energia i problemi sono nel primo segmento (bosco-legno): 1) frammentazione della proprieta' e mancata gestione del bosco 2) debolezza delle imprese agricolo/forestali. I rimedi: l'associazionismo forestale (consorzi), la pianificazione, la formazione, la meccanizzazione, gli aiuti alle aziende. Il PSR (Piano Sviluppo Rurale) della Regione, che andra' prossimamente a regime, contiene molti strumenti e sara' decisivo ai fini dello sviluppo di tale filiera.
I tre impianti forniscono energia termica agli istituti scolastici.
Nella stagione 2006/2007 la fornitura di calore ha avuto un valore complessivo di 200mila euro In un anno usa circa 4.000 metri cubi/steri pari a circa 12.000 quintali di legname.
Il legname nel 2006/2007 proveniva per il 67 per cento da scarti di segheria, per il 18 per cento da bosco e per il 15 per cento dalla manutenzione del verde. Si punta ad arrivare ad un utilizzo del 25 per cento del legname proveniente da bosco, ma, testualmente e' “velleitario”, allo stato attuale, approvvigionare impianti simili solo con legname forestale: e' difficile andare oltre il 20 per cento. Nella filiera bosco-legno-energia i problemi sono nel primo segmento (bosco-legno): 1) frammentazione della proprieta' e mancata gestione del bosco 2) debolezza delle imprese agricolo/forestali. I rimedi: l'associazionismo forestale (consorzi), la pianificazione, la formazione, la meccanizzazione, gli aiuti alle aziende. Il PSR (Piano Sviluppo Rurale) della Regione, che andra' prossimamente a regime, contiene molti strumenti e sara' decisivo ai fini dello sviluppo di tale filiera.
Intervento dell'avv. Paolo Caviglia (presidente della Comunita' Montana Borbera e Spinti)
Riferisce sulla proposta del ministro Lanzillotta che, adottando il criterio altimetrico, affosserebbe la gran parte delle Comunita' Montane. Afferma che i costi della politica sono ben altri.
Affronta poi il tema dell'eolico: e' errato affermare che nel 2005 la Comunita' fosse contro e ora proponga lei il progetto.
Il progetto Enel era sbagliato sotto il profilo dell'impatto ambientale e ridicolo sotto l'aspetto economico.
Si e' presentata l'occasione del PTI. Per finanziare con il bando gli studi di fattibilita' che gli enti intendono portare avanti, l'input della Regione per la nostra zona e' di puntare alle energie rinnovabili, e poiche' la nostra zona e' uno dei due/tre siti del Piemonte che secondo l'Atlante Eolico hanno potenzialita' produttive, si e' introdotto il progetto eolico nel dossier di candidatura.
Dotarsi di uno studio di fattibilita' e' anche utile/necessario per evitare che altri presentino ai competenti uffici un proprio progetto, sulla cui correttezza ambientale e sulla cui coerenza con gli obiettivi del territorio toccherebbe poi confrontarsi “in difesa” (si vorrebbe evitare quanto accaduto con il progetto della centralina Cabella/Rocchetta definita dall'avv. Caviglia “un mostro”).
Si tratta comunque di porre gli enti di primo livello, i comuni, nelle condizioni di decidere, altrimenti, se non si decide, “il nostro futuro ci passa sopra”.
Formulo all'avv. Caviglia due rilievi:
1 - il crinale Ebro Chiappo e' Zps e lo scorso anno un decreto ha vietato l'eolico nelle Zps.
2 - chiedo conto al vicepresidente Amias e a Caviglia delle conclusioni dello studio a suo tempo affidato all'Amias, leggendo loro il parere dell'ingegner Tinello dell'Amias che affermava che il vento nella zona non e' sufficiente. Chiedo perche' occorra un nuovo studio
1 - il crinale Ebro Chiappo e' Zps e lo scorso anno un decreto ha vietato l'eolico nelle Zps.
2 - chiedo conto al vicepresidente Amias e a Caviglia delle conclusioni dello studio a suo tempo affidato all'Amias, leggendo loro il parere dell'ingegner Tinello dell'Amias che affermava che il vento nella zona non e' sufficiente. Chiedo perche' occorra un nuovo studio
Nel replicarmi, l'avv. Caviglia prima afferma che lo studio aveva escluso solo che esistesse convenienza economica per un parco eolico, poi, su mia insistenza (il parere parlava di poco vento, e da cio' derivava la scarsa convenienza economica), aggiunge che la tecnologia e' cambiata, le macchine sono piu' potenti (forse intendendo dire: piu' efficienti).
Segnalo poi quanto ho appreso quale spettatore del consiglio della mia Comunita' (ossia che l'ing. Ferrari, il mio sindaco, si cimentera' in uno studio e che ci sarebbero dati anemometrici da acquisire sul mercato), e dall'ulteriore replica dell'avv. Caviglia emerge un altro dettaglio: secondo l'avv. Caviglia ci sarebbe in effetti gia' un'azienda che in questi anni ha effettuato misurazioni sui crinali. I dati emersi da tali misurazioni indicherebbero un vento piu' “forte” di quello fin qui ipotizzato. Percio' occorrerebbe affrettarsi, prima che altri ci precedano (per il perverso meccanismo dell'autorizzazione unica ex art. 12 D.Lgs. 387/2003, con correlata attribuzione ex lege ai progetti per energie rinnovabili del carattere di pubblica utilita', indifferibilita' ed urgenza). Aggiunge che, a suo parere, lo strumento del bando di gara per progettazione e realizzazione consente all'ente pubblico di controllare al meglio l'operato del partner privato.
10 luglio 2007
progetti nel PTI

Dalla documentazione relativa al PTI dell'Appennino e dell'Alto Monferrato, in libera consultazione, si desumono diverse informazioni interessanti sui progetti dei nostri enti pubblici.
Ne segnalo alcune, trascrivendo passi dei testi esaminati, invitando a riflettere sulla coerenza tra obiettivi descritti nel PTI e quando fino ad oggi noto circa la progettualita' degli enti locali.
Intervento:
Completamento campo da golf di Momperone
Costo: euro 3 milioni 500mila – risorse private euro 1 milione 50mila – risorse pubbliche locali euro 700mila – altre risorse pubbliche euro 1 milione 750mila
Descrizione:
La struttura golfistica di Momperone e' una delle piu' importanti iniziative di partenariato pubblico privato portate avanti dalla Comunita' Montana Valli Curone, Grue, Ossona. Avviata grazie ad un contributo regionale e realizzata con il concorso di un importante investimento privato, essa prevede attualmente un campo a 18 buche, oltre a tutte le strutture di servizio a questo connesse. Il presente intervento prevede un suo ampliamento con l’aggiunta di altre 9 buche, al fine di accreditare la struttura all’interno dei circuiti internazionali e di renderla concorrenziale nei confronti di flussi turistici ad alto valore aggiunto.
Intervento:
Realizzazione centralina biomassa nel Comune di Monleale
Costo: euro 1 milione 500mila
Descrizione:
L’intervento prevede la realizzazione di una piccola centrale a biomassa per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento nel Comune di Monleale.
Costo: euro 1 milione 500mila
Descrizione:
L’intervento prevede la realizzazione di una piccola centrale a biomassa per la produzione di energia elettrica e per il riscaldamento nel Comune di Monleale.
Intervento:
Realizzazione di un Parco Eolico sul crinale fra la Val Curone e la Val Borbera (Comuni di Cabella Ligure e Albera Ligure)
Costo: euro 35 milioni – risorse private euro 8 milioni 750mila – risorse pubbliche locali euro 19 milioni 250mila – altre risorse pubbliche euro 7 milioni
Descrizione:
Secondo le analisi contenute nell’Atlante Eolico Italiano, l’Appennino Tortonese possiede, unica zona in Piemonte oltre all’Alta Valle Tanaro, le condizioni ottimali per la realizzazione di un Parco eolico ad elevata capacita' di rendimento. Sulla base di tale constatazione, le Comunita' Montane Val Curone, Grue, Ossona e Valli Borbera e Spinti intendono avviare l’installazione di 30 aerogeneratori da 1,5 MW lungo lo spartiacque che le separa, dando vita anche ad una societa' pubblica di gestione dell’impianto, cosi' da assicurare la permanenza sul territorio degli utili prodotti. In considerazione della potenziale capacita' di resa dell’impianto, le due Comunita' Montane intendono sostenere in proprio la parte piu' consistente di investimento necessario per la sua realizzazione, individuando un partner privato di minoranza per garantire il necessario supporto tecnico-gestionale ed attivando un finanziamento BEI per sostenere i costi di costruzione. La quota di contributo pubblico richiesto, per altro assai contenuta (20%) [ ? ], e' destinata alla copertura dei soli costi di start-up (progettazioni iniziali, verifiche di impatto ambientale…) ed assume la funzione di meccanismo attivatore nei confronti di un’iniziativa che e' in grado di autosostenersi fin dalla fase della sua costruzione.
Assicurando una governance pubblica del progetto, le due Comunita' Montane proponenti hanno la possibilita' di investire gli utili prodotti dalla gestione dell’impianto in iniziative di sviluppo per il territorio.
Costo: euro 35 milioni – risorse private euro 8 milioni 750mila – risorse pubbliche locali euro 19 milioni 250mila – altre risorse pubbliche euro 7 milioni
Descrizione:
Secondo le analisi contenute nell’Atlante Eolico Italiano, l’Appennino Tortonese possiede, unica zona in Piemonte oltre all’Alta Valle Tanaro, le condizioni ottimali per la realizzazione di un Parco eolico ad elevata capacita' di rendimento. Sulla base di tale constatazione, le Comunita' Montane Val Curone, Grue, Ossona e Valli Borbera e Spinti intendono avviare l’installazione di 30 aerogeneratori da 1,5 MW lungo lo spartiacque che le separa, dando vita anche ad una societa' pubblica di gestione dell’impianto, cosi' da assicurare la permanenza sul territorio degli utili prodotti. In considerazione della potenziale capacita' di resa dell’impianto, le due Comunita' Montane intendono sostenere in proprio la parte piu' consistente di investimento necessario per la sua realizzazione, individuando un partner privato di minoranza per garantire il necessario supporto tecnico-gestionale ed attivando un finanziamento BEI per sostenere i costi di costruzione. La quota di contributo pubblico richiesto, per altro assai contenuta (20%) [ ? ], e' destinata alla copertura dei soli costi di start-up (progettazioni iniziali, verifiche di impatto ambientale…) ed assume la funzione di meccanismo attivatore nei confronti di un’iniziativa che e' in grado di autosostenersi fin dalla fase della sua costruzione.
Assicurando una governance pubblica del progetto, le due Comunita' Montane proponenti hanno la possibilita' di investire gli utili prodotti dalla gestione dell’impianto in iniziative di sviluppo per il territorio.
Intervento:
Creazione di una societa' di gestione a finalita' pubblica dell'energia
Costo: euro 1 milione – risorse private euro 500mila – risorse pubbliche locali euro 250mila – altre risorse pubbliche euro 250mila
Costo: euro 1 milione – risorse private euro 500mila – risorse pubbliche locali euro 250mila – altre risorse pubbliche euro 250mila
Intervento:
Realizzazione centrale idroelettrica Ponte del Mulino (Comune di Fabbrica Curone)
Costo: euro 3 milioni 800mila – risorse private euro 1 milione 140mila – risorse pubbliche locali euro 2 milioni 280mila – altre risorse pubbliche euro 380mila
Costo: euro 3 milioni 800mila – risorse private euro 1 milione 140mila – risorse pubbliche locali euro 2 milioni 280mila – altre risorse pubbliche euro 380mila
Intervento:
Realizzazione microcentraline idroelettriche ad impatto zero in Comunita' Montana Val Borbera e Valle Spinti
Costo: euro 14 milioni – risorse private euro 4 milioni 200mila – risorse pubbliche locali euro 8 milioni 400mila – altre risorse pubbliche euro 1 milione 400mila
Costo: euro 14 milioni – risorse private euro 4 milioni 200mila – risorse pubbliche locali euro 8 milioni 400mila – altre risorse pubbliche euro 1 milione 400mila
Intervento:
Realizzazione di un maneggio nel Comune di Brignano
Costo: euro 380mila – risorse private euro 228mila – altre risorse pubbliche euro 152mila
Descrizione:
Realizzazione di un maneggio nel Comune di Brignano a potenziamento dell’offerta sportiva e di svago della valle, legata alla fruizione sostenibile del contesto paesaggistico locale dotato di
particolare rilievo e pregio naturalistico.
Costo: euro 380mila – risorse private euro 228mila – altre risorse pubbliche euro 152mila
Descrizione:
Realizzazione di un maneggio nel Comune di Brignano a potenziamento dell’offerta sportiva e di svago della valle, legata alla fruizione sostenibile del contesto paesaggistico locale dotato di
particolare rilievo e pregio naturalistico.
Intervento:
Realizzazione di albergo e centro benessere a servizio del campo da golf del comune di Momperone
Costo: euro 9 milioni 800mila – risorse private euro 8 milioni 330mila – altre risorse pubbliche euro 1 milione 470mila
Descrizione:
L’investimento privato e' rivolto alla creazione di una struttura ricettiva e di un centro benessere rivolto ad un target di pubblico alto, legato alla clientela del campo da golf di Momperone. Il soggetto che lo propone e' l’attuale gestore della struttura golfistica ed il completamento della sua capacita' di offerta ne favorisce il posizionamento, oltre che su una clientela di tipo locale (la struttura golfistica e' pubblica), su target di utenza internazionale.
Costo: euro 9 milioni 800mila – risorse private euro 8 milioni 330mila – altre risorse pubbliche euro 1 milione 470mila
Descrizione:
L’investimento privato e' rivolto alla creazione di una struttura ricettiva e di un centro benessere rivolto ad un target di pubblico alto, legato alla clientela del campo da golf di Momperone. Il soggetto che lo propone e' l’attuale gestore della struttura golfistica ed il completamento della sua capacita' di offerta ne favorisce il posizionamento, oltre che su una clientela di tipo locale (la struttura golfistica e' pubblica), su target di utenza internazionale.
Intervento:
Completamento Parco Avventura nel Comune di Mongiardino
Costo: euro 550mila
Descrizione:
L’iniziativa in oggetto ricade su di un’area di circa 13 ettari contigui di terreno recentemente acquistato dalla Comunita' Montana Val Borbera e Valle Spinti collocato nel Comune di Mongiardino Ligure. L’iniziativa intende completare e sistematizzare una serie di progetti in corso di attuazione, realizzando un Bike Park in localita' Cascina Mogliassa, in modo da completare l’infrastrutturazione dell’area e differenziare ulteriormente l’attuale offerta tustistico-sportiva della Comunita' Montana nella direzione del cicloturismo e delle attivita' sportive praticabili all’aria aperta, privilegiando l’uso della Mountain Bike. Il progetto costa della realizzazione delle seguenti strutture:
• un circuito ciclabile per Mountain Bike (circa 1,2 km), ed una pista ad anello di circa 43 km, nei Comuni di Rocchetta Ligure, Albera Ligure, Cabella Ligure, Carrega Ligure, Cantalupo, Mongiardino e Roccaforte Ligure;
• una pista di collegamento con la vicina Comunita' Montana Valli Curone Grue e Ossona,
• la costruzione di una struttura a servizio del Bike Park che comprenda un locale da adibirsi a deposito e noleggio delle Mountain Bike, e strutture per la cura ed il benessere ed una una struttura da destinare a forme di ricettivita' sociale;
• un percorso di free climbing adeguatamente attrezzato lungo il gran canyon scavato dal Borbera..
Costo: euro 550mila
Descrizione:
L’iniziativa in oggetto ricade su di un’area di circa 13 ettari contigui di terreno recentemente acquistato dalla Comunita' Montana Val Borbera e Valle Spinti collocato nel Comune di Mongiardino Ligure. L’iniziativa intende completare e sistematizzare una serie di progetti in corso di attuazione, realizzando un Bike Park in localita' Cascina Mogliassa, in modo da completare l’infrastrutturazione dell’area e differenziare ulteriormente l’attuale offerta tustistico-sportiva della Comunita' Montana nella direzione del cicloturismo e delle attivita' sportive praticabili all’aria aperta, privilegiando l’uso della Mountain Bike. Il progetto costa della realizzazione delle seguenti strutture:
• un circuito ciclabile per Mountain Bike (circa 1,2 km), ed una pista ad anello di circa 43 km, nei Comuni di Rocchetta Ligure, Albera Ligure, Cabella Ligure, Carrega Ligure, Cantalupo, Mongiardino e Roccaforte Ligure;
• una pista di collegamento con la vicina Comunita' Montana Valli Curone Grue e Ossona,
• la costruzione di una struttura a servizio del Bike Park che comprenda un locale da adibirsi a deposito e noleggio delle Mountain Bike, e strutture per la cura ed il benessere ed una una struttura da destinare a forme di ricettivita' sociale;
• un percorso di free climbing adeguatamente attrezzato lungo il gran canyon scavato dal Borbera..
Pubblicato da
Giuseppe Raggi
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10:38 PM
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06 luglio 2007
valutazione VIA per le centraline

Leggo oggi che il 4 luglio la Giunta provinciale e’ stata informata dall’assessore all’Ambiente, Renzo Penna, sulla determina dirigenziale di sottoporre alla Fase di Valutazione di Impatto Ambientale, il progetto delle due centraline su Curone e Borbera.
I progetti che possono avere impatto sull'ambiente seguono una procedura cosi’ congegnata:
1 - fase di verifica (art. 10 della legge regionale sulla VIA): volta a determinare se il progetto di un'opera debba essere sottoposto alla successiva fase di valutazione oppure possa essere escluso dalla fase di valutazione. Puo’ sfociare in una esclusione della necessita’ di proseguire nella procedura di VIA oppure no. Nel nostro caso si e’ deciso che occorre proseguire.
2 - l'assessore ha dato notizia del passaggio alla fase di valutazione (art. 12 legge VIA) finalizzata all'espressione del giudizio di compatibilita’ ambientale, e se positiva, al rilascio coordinato delle autorizzazioni ambientali, urbanistiche e degli altri atti di analoga natura, necessari per la realizzazione e l'esercizio dell'opera o intervento.
3 - I tempi (desunto dal sito della Regione in tema di VIA):
a) il proponente presenta all'autorita’ competente DOMANDA di pronuncia di compatibilita’ ambientale, corredata da:
elaborati del progetto definitivo e del progetto preliminare;
studio di impatto ambientale;
sintesi in linguaggio non tecnico, unitamente all'elenco delle autorizzazioni, dei nulla osta, dei pareri o degli altri atti di analoga natura, da acquisire ai fini della realizzazione e dell'esercizio dell'opera o dell'intervento;
copia degli elaborati tecnici di interesse.
La stessa documentazione viene anche inviata alle Province ai Comuni e agli Enti di gestione delle aree protette interessate.
b) contestualmente il proponente consegna copia degli elaborati progettuali presso l'Ufficio deposito progetti dell'autorita’ competente e da’ AVVISO DELL'AVVENUTO DEPOSITO su un quotidiano a diffusione regionale o provinciale;
c) dalla data di avvenuto deposito, gli elaborati progettuali rimangono a disposizione del pubblico 45 giorni al fine di accogliere eventuali OSSERVAZIONI;
d) Province, Comuni ed altri Enti di gestione delle aree protette interessati esprimono i rispettivi PARERI entro 60 giorni dalla data di invio della documentazione;
e) l'autorita’ competente entro 150 giorni dalla data di avvenuto deposito esprime il GIUDIZIO DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE.
I progetti che possono avere impatto sull'ambiente seguono una procedura cosi’ congegnata:
1 - fase di verifica (art. 10 della legge regionale sulla VIA): volta a determinare se il progetto di un'opera debba essere sottoposto alla successiva fase di valutazione oppure possa essere escluso dalla fase di valutazione. Puo’ sfociare in una esclusione della necessita’ di proseguire nella procedura di VIA oppure no. Nel nostro caso si e’ deciso che occorre proseguire.
2 - l'assessore ha dato notizia del passaggio alla fase di valutazione (art. 12 legge VIA) finalizzata all'espressione del giudizio di compatibilita’ ambientale, e se positiva, al rilascio coordinato delle autorizzazioni ambientali, urbanistiche e degli altri atti di analoga natura, necessari per la realizzazione e l'esercizio dell'opera o intervento.
3 - I tempi (desunto dal sito della Regione in tema di VIA):
a) il proponente presenta all'autorita’ competente DOMANDA di pronuncia di compatibilita’ ambientale, corredata da:
elaborati del progetto definitivo e del progetto preliminare;
studio di impatto ambientale;
sintesi in linguaggio non tecnico, unitamente all'elenco delle autorizzazioni, dei nulla osta, dei pareri o degli altri atti di analoga natura, da acquisire ai fini della realizzazione e dell'esercizio dell'opera o dell'intervento;
copia degli elaborati tecnici di interesse.
La stessa documentazione viene anche inviata alle Province ai Comuni e agli Enti di gestione delle aree protette interessate.
b) contestualmente il proponente consegna copia degli elaborati progettuali presso l'Ufficio deposito progetti dell'autorita’ competente e da’ AVVISO DELL'AVVENUTO DEPOSITO su un quotidiano a diffusione regionale o provinciale;
c) dalla data di avvenuto deposito, gli elaborati progettuali rimangono a disposizione del pubblico 45 giorni al fine di accogliere eventuali OSSERVAZIONI;
d) Province, Comuni ed altri Enti di gestione delle aree protette interessati esprimono i rispettivi PARERI entro 60 giorni dalla data di invio della documentazione;
e) l'autorita’ competente entro 150 giorni dalla data di avvenuto deposito esprime il GIUDIZIO DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE.
04 luglio 2007
varie dall'amministrazione provinciale

Pubblicate le linee di pianificazione energetica della nostra provincia. i dettagli su questo link.
Inoltre, la riunione di oggi della giunta provinciale ha all'ordine del giorno "Informazioni di giunta" dell'assessore Penna con il seguente oggetto:
1 AINFG/155/2007 realizzazione centralina idroelettrica denominata Ponte del Molino sul torrente Curone - in comune di Fabbrica Curone - proponente Noviconsult Sas - sottoposizione a valutazione di impatto ambientale.
2 AINFG/156/2007 realizzazione centralina idroelettrica denominata Rocchetta sul torrente Borbera nei comuni di Rocchetta Ligure e Cabella Ligure - proponente Prodena Srl - sottoposizione a valutazione di impatto ambientale.
Sara' utile leggere il resoconto.
L'assessore Prete riferita' poi sull'affidamento incarico per indagine sul rumore relativo all’incrocio pavimentato in porfido presente nell’area del centro abitato di Brignano Frascata sulla S.P. n. 100 “della Val Curone”.
Inoltre, la riunione di oggi della giunta provinciale ha all'ordine del giorno "Informazioni di giunta" dell'assessore Penna con il seguente oggetto:
1 AINFG/155/2007 realizzazione centralina idroelettrica denominata Ponte del Molino sul torrente Curone - in comune di Fabbrica Curone - proponente Noviconsult Sas - sottoposizione a valutazione di impatto ambientale.
2 AINFG/156/2007 realizzazione centralina idroelettrica denominata Rocchetta sul torrente Borbera nei comuni di Rocchetta Ligure e Cabella Ligure - proponente Prodena Srl - sottoposizione a valutazione di impatto ambientale.
Sara' utile leggere il resoconto.
L'assessore Prete riferita' poi sull'affidamento incarico per indagine sul rumore relativo all’incrocio pavimentato in porfido presente nell’area del centro abitato di Brignano Frascata sulla S.P. n. 100 “della Val Curone”.
20 maggio 2007
polemiche sulla centralina in Val Borbera

In Val Borbera si discute. In Val Curone tutto tace ...
Da "La Stampa" di oggi 20 maggio:
Il "tubone" per turbine solleva lite sul Borbera
Giampiero Carbone - Cabella Ligure
Allarme sul progetto di centralina idroelettrica proposto dalla Prodena alla Provincia e previsto tra Cabella e Rocchetta in Val Borbera: 10 mila kilowatt di potenza da due turbine, con una condotta interrata di oltre 6 chilometri.
Dice Franco Franzante, assessore ad Albera Ligure e in Comunita’ Montana:
«II tubo avra’ un diametro di 1,5 metri: con una portata del genere il Borbera sara’ prosciugato. Il 31 maggio iniziera’ la valutazione di impatto ambientale in Provincia ma nessuno ha ancora ufficialmente visto il progetto. Nessun amministratore e’ stato contattato, neppure la Comunita’ Montana che ha la delega alla tutela del territorio. Anche se la legge permette questa prassi, ritengo che non sia corretta».
In assenza di dati sulla portata del Borbera, nel progetto si fa riferimento agli studi sul Vobbia e sul Vobbietta. L'impatto ambientale viene definito nullo. L'opera di presa e’ prevista a Rosano su una traversa gia’ esistente. La condotta interessera’ l'alveo del torrente a Cabella e, per la maggior parte, a Rocchetta, dove sono previsti l'edifico della centrale e un impianto di risalita per i pesci.
Replica il progettista, Francesco Fossati:
«I contatti sono avvenuti a novembre con il sindaco di Rocchetta, Giorgio Storace, assessore all'ambiente in Comunita’ Montana, e ad aprile con il presidente dell'ente, Paolo Caviglia. Storace si e’ fatto carico di contattare Cabella. Proposta una convenzione ai Comuni, compreso Albera, e alla Comunita’ Montana con parte degli introiti a loro favore.Circa l'assenza di acqua, con il torrente in secca la centralina non funzionera’.
Il tubo ha queste dimensioni per permettere una portata adeguata con abbondanza di acqua e per ragioni tecniche. Il deflusso minivo vitale sara’ maggiore di quello previsto per legge».
"Il Piccolo" di lunedi' 21 maggio riporta anche le critiche del sindaco di Cabella.
04 maggio 2007
turbine

Il 6 dicembre scorso la Provincia ha autorizzato il subingresso dell’Amias nella concessione di derivazione d’acqua ad uso potabile dal Curone in comune di Fabbrica autorizzando altresi' l'uso energetico combinato all’uso potabile "per produrre, mediante l’installazione di n. 2 turbine, una potenza nominale media complessiva di 95,09 Kw".
L'autorizzazione dovrebbe riguardare la derivazione esistente alla sorgente del torrente, a pochi Km dal punto in cui si dovrebbe attingere per alimentare la centrale in progetto a Ponte Mulino , di potenza molto superiore (4.400,00 Kw, sembra di capire).
L'autorizzazione dovrebbe riguardare la derivazione esistente alla sorgente del torrente, a pochi Km dal punto in cui si dovrebbe attingere per alimentare la centrale in progetto a Ponte Mulino , di potenza molto superiore (4.400,00 Kw, sembra di capire).
18 aprile 2007
progetti sull'idroelettrico

Piu' di un anno fa, sostenendo che occorresse un piano di bacino globale e condiviso per il Curone (e lo sostengo ancora), scrivevo
Per l’idroelettrico sono sostenibili piccole centraline lungo i canali irrigui, turbine che non richiedono cioe’ interventi di modificazione dei corsi d'acqua. La costruzione a questo solo scopo di sbarramenti fluviali, tubazioni di trasporto dell'acqua, centrali di trasformazione, comporterebbe costi sproporzionati rispetto alla produzione, oltre al depauperamento delle portate idriche.
Da diverse fonti, arriva ora la notizia di progetti sull'idroelettrico, uno dei quali, relativo al Curone, predisposto dalla stessa societa' che ha presentato tempo fa il progetto di una centralina sul Bormida.
Per l’idroelettrico sono sostenibili piccole centraline lungo i canali irrigui, turbine che non richiedono cioe’ interventi di modificazione dei corsi d'acqua. La costruzione a questo solo scopo di sbarramenti fluviali, tubazioni di trasporto dell'acqua, centrali di trasformazione, comporterebbe costi sproporzionati rispetto alla produzione, oltre al depauperamento delle portate idriche.
Da diverse fonti, arriva ora la notizia di progetti sull'idroelettrico, uno dei quali, relativo al Curone, predisposto dalla stessa societa' che ha presentato tempo fa il progetto di una centralina sul Bormida.
In attesa di saperne di piu' rispetto a quanto si apprende dalla stampa e dalla rete, questo episodio mi convince di nuovo della necessita' di una pianificazione partecipata e su vasta scala di tutti gli interventi sull'intero bacino, anziche' procedere all'esame di ogni intervento come se fosse "isolato".
La Stampa di oggi scrive
Voglia di energia “pulita” nelle valli. La Noviconsult di Novi ha redatto progetti per due piccole centrali idroelettriche in Val Curone e in Val Borbera.Un impianto e’ previsto lungo il Curone, a Ponte del Molino, nel territorio di Fabbrica Curone, in grado di fornire energia elettrica a circa 4400 persone. Se la Provincia dara’ l’ok, il progetto potrebbe essere acquistato dalla Comunita’ montana o dal Comune di Fabbrica o anche da un provato, per produrre energia a costi molto competitivi e con risparmi per gli abitanti della Valle.
La Stampa di oggi scrive
Voglia di energia “pulita” nelle valli. La Noviconsult di Novi ha redatto progetti per due piccole centrali idroelettriche in Val Curone e in Val Borbera.Un impianto e’ previsto lungo il Curone, a Ponte del Molino, nel territorio di Fabbrica Curone, in grado di fornire energia elettrica a circa 4400 persone. Se la Provincia dara’ l’ok, il progetto potrebbe essere acquistato dalla Comunita’ montana o dal Comune di Fabbrica o anche da un provato, per produrre energia a costi molto competitivi e con risparmi per gli abitanti della Valle.
E’ un impianto a basso impatto ambientale che produrrebbe energia pulita e godrebbe di finanziamenti statali o regionali con un incasso di circa 860 mila euro all’anno per chi lo gestisce. Il progetto depositato in Provincia, per un costo di circa 4 milioni di euro, prevede l’uso delle acque di un’ansa del Curone, nei pressi di Lunassi.
Verrebbe prelevato circa il 45 % delle acque, garantendo, anche in periodo di siccita’, il minimo vitale per la sopravvivenza del torrente. Il quantitativo d’acqua verrebbe convogliato in tubature sotterranee che scenderebbero a valle seguendo il percorso del torrente per circa 4 chilometri per passare nelle turbine e tornare nel letto del Curone. Il punto di arrivo e’ previsto in localita’ Ponte del Molino, sempre nel Comune di Fabbrica. Qui, in un piccolo capannone, verrebbe realizzata la centralina idroelettrica che sfruttando la forza motrice dell’acqua produrrebbe circa 4400 chilowatt all’anno [ndr - molto probabile che l'autore dell'articolo si sia confuso ed abbia citato il dato riferito alla potenza e non quello relativo alla produzione annua] e sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di tutta la Valle.
E’ di 2200 kw di potenza e 10 milioni di kw all’anno di energia elettrica la centralina che riguarda i Comuni di Cabella e Rocchetta, in Val Borbera .
Ridotto l’impatto ambientale e garantito il deflusso minimo vitale del torrente, secondo l’azienda, l’impianto produrrebbe energia elettrica da vendere per circa 5000 famiglie.
Nessun commento arriva dal Comune di Cabella, mentre da Rocchetta informano che “al momento non esiste alcun progetto, delibera di giunta o di Consiglio ne’ preliminare circa la notizia in questione, che rappresenta un’iniziativa privata della ditta richiedente, senza l’avallo dell’amministrazione”
Su novionline si leggeva ieri
Potrebbe sorgere lungo il corso del torrente Borbera, tra gli abitati di Cabella Ligure e Rocchetta Ligure una piccola centrale idroelettrica. Un progetto in questa direzione e' stato infatti presentato dalla società Prodena Srl, che ha depositato nei giorni scorsi, presso i competenti uffici della Provincia di Alessandria, la documentazione necessaria per la verifica di compatibilita' ambientale dell'impianto. La documentazione in oggetto potra' essere visionata dal pubblico presso l'ufficio di deposito della Provincia, al terzo piano dell'edificio di via Galimberti 2 ad Alessandria. La consultazione pubblica durera' 30 giorni, a partire da oggi.
L'intero procedimento di verifica della compatibilita' ambientale, affidato al Dipartimento Ambiente Territorio e Infrastrutture della Provincia di Alessandria, dovra' concludersi entro 60 giorni. Un analogo progetto di centralina idroelettrica, predisposto da una diversa societa', è stato presentato per la valutazione di compatibilita' ambientale e riguarda il torrente Curone, nel territorio del comune di Fabbrica Curone.
Su novionline si leggeva ieri
Potrebbe sorgere lungo il corso del torrente Borbera, tra gli abitati di Cabella Ligure e Rocchetta Ligure una piccola centrale idroelettrica. Un progetto in questa direzione e' stato infatti presentato dalla società Prodena Srl, che ha depositato nei giorni scorsi, presso i competenti uffici della Provincia di Alessandria, la documentazione necessaria per la verifica di compatibilita' ambientale dell'impianto. La documentazione in oggetto potra' essere visionata dal pubblico presso l'ufficio di deposito della Provincia, al terzo piano dell'edificio di via Galimberti 2 ad Alessandria. La consultazione pubblica durera' 30 giorni, a partire da oggi.
L'intero procedimento di verifica della compatibilita' ambientale, affidato al Dipartimento Ambiente Territorio e Infrastrutture della Provincia di Alessandria, dovra' concludersi entro 60 giorni. Un analogo progetto di centralina idroelettrica, predisposto da una diversa societa', è stato presentato per la valutazione di compatibilita' ambientale e riguarda il torrente Curone, nel territorio del comune di Fabbrica Curone.
Su "La Provincia Pavese" leggiamo anche una dichiarazione "istituzionale"
"E' un progetto utile e interessante - ha detto il presidente della Comunita' Montana Vincenzo Caprile - che avremmo voluto realizzare noi, perche e' anche reminerativo, ma la Noviconsult ci ha preceduto".
dichiarazione che non trova pero' conferma ne' smentita su "Sette Giorni a Tortona" di sabato 21 aprile, dove, a pagina 17, si legge:
"Il comune di questa iniziativa si e' dichiarato completamente all'oscuro e l'iniziativa non e' nemmeno legata alla realizzazione di centraline proposte dall'Amias. Sara' bene quindi che in questi 30 giorni si possa analizzare il progetto e comprendere chi, in quanto si tratta di privati, voglia realizzare questa centrale, la sua portata, e la posizione che assumera' l'amministrazione comunale e quella della Comunita'."
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