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23 febbraio 2012

acqua pubblica, tariffe da rivedere

In questo mese abbiamo ricevuto le bollette dell'acquedotto, elaborate senza tener conto degli effetti del referendum dello scorso giugno.

La nostra autorita' d'ambito, l'AATO 6 Alessandrino, come risulta da questo verbale, ha ritenuto di non intervenire sulla tariffa e non ha quindi eliminato la quota con la quale si remunera il capitale investito, quota che pero' e' stata abrogata con il referendum.

Oggi, dopo più di un'ora di occupazione della sede del Ministero dell'Ambiente, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha ottenuto l'incontro con il Ministro dell'Ambiente C. Clini, che ha preso i seguenti specifici impegni:

a) l'invio in giornata di una nota all'Autorità dell'Energia e Gas e a tutte le istituzioni competenti, al fine di precisare - nelle more dell'approvazione di qualsivoglia nuova norma in merito - l'inesigibilità da parte dei soggetti gestori della quota di tariffa relativa all'adeguata remunerazione del capitale investito;

b) l'inserimento, all'interno delle Linee Guida del DPCM di trasferimento delle funzioni all'Autorità dell'Energia e Gas, di una precisa indicazione per il rispetto dell'esito referendario in materia tariffaria sull'acqua;

c) l'immediato avvio di un percorso di confronto con il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua in merito alle proposte relative al finanziamento del servizio idrico, con la prossima convocazione di un incontro congiunto con il Ministero dello Sviluppo Economico.

Ora anche da noi potremo insistere con maggio forza per il rispetto della volonta' popolare.

08 febbraio 2011

due sì per l'acqua bene comune

04 dicembre 2010

moratoria subito, diritto di voto nel 2011

"Moratoria subito, diritto di voto nel 2011”, lo slogan con cui oggi a Tortona e in tutta Italia siamo tornati in piazza a sostegno dei 3 referendum per togliere i profitti dall’acqua e ripubblicizzare il servizio idrico. Dopo la straordinaria raccolta di quasi un milione e mezzo di firme, la chiamata alle urne prevista per la primavera del 2011 rischia di slittare di un anno in caso di elezioni anticipate. 
Per non tradire le aspettative dei cittadini, con la mobilitazione nazionale si è chiesto, almeno fino al voto referendario, una immediata moratoria (questo il link per la petizione) sulle scadenze imposte dal “Decreto Ronchi” per il passaggio alla gestione privatistica del servizio idrico. Si corre infatti il rischio di andare a votare a “giochi fatti”. 
A Tortona, al banchetto informativo sotto i portici Frascaroli, si sono anche raccolte adesioni al testo di una petizione al sindaco perchè sia convocato un consiglio comunale aperto sul servizio idrico. Invitiamo i cittadini a sottoscriverla via internet, a questo link

12 ottobre 2010

partecipazione e trasparenza, non retorica

Sul mensile nazionale "Altreconomia" (che non esce nelle edicole ma si trova nelle botteghe del commercio equo o si riceve per abbonamento) è stato pubblicato un bell'articolo sugli acquedotti rurali in valle Staffore e Tidone. L'ho trascritto qui.
La situazione e i problemi delle valli vicine, descritti in modo preciso e chiaro, sono in gran parte anche i nostri.

Da leggere per riflettere e agire, senza attendersi granchè da chi è convinto che il compito della politica locale sia semplicemente quello di raccattare denaro pubblico e distribuirlo.

E quando costoro sono costretti a condire con qualche concetto questa loro convinzione escono documenti che si commentano da soli, tanto sono farraginosi e retorici, usando cento parole confuse quando ne basterebbero quattro o cinque.
Non si sa se ridere o piangere di fronte a frasi come "
progetti ed idee vincenti da mettere in atto per la valorizzazione del paesaggio per il sostegno agli eroici residenti per sopperire agli aspetti maggiormente vissuti come ostacolo del vivere in realtà marginali come le nostre, soprattutto per l’isolamento in cui i numerosi piccoli centri abitati si vengono a trovare per la scarsità di servizi nelle aree immediatamente circostanti.".

09 luglio 2010

l'acqua non si vende: una questione di civiltà, non solo di denaro

A conclusione della raccolta firme per i tre referendum sull'acqua oggi ad Alessandria si é svolto un dibattito pubblico dal titolo " I quesiti referendari, il contesto normativo, il quadro locale ".
Erano previsti gli interventi del prof. Ugo Mattei (uno tra i promotori ed autori dei quesiti) e del nostro conterraneo direttore dell'ATO6.

Argomentata e convincente l'esposizione del prof. Mattei, ricca di spunti da approfondire. Ne richiamo alcuni qui di seguito, e continuerò a farlo nei prossimi mesi, visto che, raggiunto il primo traguardo del milione di firme, ora bisognerà moltiplicare i nostri sforzi per vincere i referendum.

Il direttore dell'ATO6 ha iniziato il suo discorso (da "tecnico" che, di malavoglia, spiega la materia
ad una platea di idealisti / estremisti) affermando che la forma di gestione del servizio idrico é indifferente (avvenga tramite enti di diritto pubblico o tramite società commerciali, di diritto privato, e in quest'ultimo ambito, attraverso società a controllo pubblico o società a controllo privato) purchè siano garantiti "efficienza, efficacia, economicità".

Io non la penso così, e come me, posso testimoniare, ragionano le centinaia di persone con cui ho parlato in questi mesi: per tutti noi non è solo e non tanto questione di costi, di convenienza economica, ma é viva la consapevolezza che non si può consentire ad una classe dirigente screditata come l'attuale di consegnare agli appetiti di monopolisti privati un bene di tutti, essenziale per la vita, da custodire per le generazioni future.

Se ne facciano una ragione: gli amministratori delle società commerciali (chiunque le controlli, pubblico o privato che sia) hanno il dovere di massimizzare i profitti dei loro azionisti e perciò si comportano sempre di conseguenza. Invece le persone vere, non quelle idealizzate dai teorici del liberismo, in gran parte non ragionano con la stessa logica egoistica e hanno ben presenti (senza bisogno di troppe teorie, visto che
la società che mette gli individui in sfrenata competizione tra loro crea i disastri che sono sotto gli occhi di tutti) i motivi per cui con i beni comuni non si possono fare profitti privati.

Sarà dura ma, agli scettici che sostengono che anche questa volta non si raggiungerà il quorum di almeno il 50 per cento di votanti, dobbiamo ricordare che, dal 1970, i referendum che sono stati vinti, e ce ne sono stati, hanno cambiato la storia del paese, ne hanno segnato la civiltà, e a promuoverli sono sempre state minoranze non allineate con il "buonsenso" dominante.

Dobbiamo farcela e ci riusciremo.

14 giugno 2010

un fiume di firme

La campagna per i tre referendum sull’acqua pubblica sta registrando anche nel tortonese e nella bassa valle Scrivia un grande successo. E' evidente che esiste anche da noi un settore di opinione pubblica e di società ampio e trasversale agli schieramenti che rifiuta la logica della privatizzazione dei servizi pubblici il cui solo fine è di consentire profitti privati.

Se a livello nazionale prima dell'ultimo week end si erano già raggiunte 900 mila firme (con l'obiettivo di un milione di firme a portata di mano), nella nostra zona, a un mese e mezzo dall'inizio, siamo oltre quota 1.000.

Un pieno di adesioni anche a Garbagna: moduli esauriti e 80 firme ieri in una sola mattinata al banchetto in piazza Doria, allestito grazie all'impegno dei volontari ed alla significativa disponibilità dell'Ufficio Agricoltura della Comunità montana, con il funzionario responsabile presente quale autenticatore.

07 giugno 2010

acqua pubblica, un esempio di successo nella nostra provincia


Un motivo in più per sottoscrivere i tre referendum (anche presso la sede della Comunità montana, dove i moduli sono a disposizione per chi intende aderire - speravo in un po' di pubblicità anche sul sito dell'Ente montano, ma visto che finora la notizia di questa possibilità non ha trovato spazio comincio a segnalarla io ).

Da Il Secolo XIX di oggi, un articolo di Bruno Mattana


Utile da record per i “comuni riuniti” che controllano cinque acquedotti. Il sindaco di Belforte: «Risultati che premiano l’autonomia di gestione»
«Per noi la sfida per l'autonomia dell'acqua non è un optional. Perseguiamo questo obiettivo da sempre. Altre amministrazioni comunali fanno richiesta per un percorso comune con noi. I risultati ci danno ragione». Non ha dubbi il sindaco di Belforte, Franco Ravera, nel presentare il resoconto di amministrazione 2009 della società pubblica "Comuni Riuniti" che attualmente gestisce gli acquedotti di Belforte in primo luogo, Lerma, Fresonara a cui si sono aggiunti recentemente anche Bosio e Casaleggio Boiro. Soddisfatto per i dati che testimoniano l’ottimo risultato raggiunto. Per il 2009 l'utile ammonta 251.000 euro, relativamente ai soli tre comuni di Belforte, Fresonara, Lerma perchè gli altri due (Bosio e Casaleggio) inizieranno a fare testo con il 2010. E c'è anche un avanzo di gestione non eccessivo (ma significativo) perchè tutto l'utile viene investito in lavori e miglioramenti funzionali. La gestione, infatti, è pubblica e nulla va in tasca del privato come invece sembrano essere ora gli orientamenti governativi sui quali è in corso una "rivolta" nazionale. «Il nostro è un modo per ribadire - aggiunge Franco Ravera - che l'acqua è un bene di tutti e, a parte la qualità, non deve essere un mezzo o sistema per "ingrassare" il privato a danno del cittadino-utente». In margine ai risultati fin qui ottenuti, da sottolineare la battaglia condotta inizialmente da Belforte, Lerma e Fresonara per una scelta di autonomia e di continuità di gestione comunale pubblica. Con le nuove leggi ed indirizzi il rischio era di perderla. Con la costituzione della Comuni Riuniti (la società che si cura della gestione pubblica dell'acqua) tale rischio era stato alla fine scongiurato. Ora ci sono anche i primi riscontri: intanto la tariffa media con cui si paga l'acqua è di 1 euro e 7 centesimi a metri cubo. Ed è acqua di qualità, in gran parte di sorgente

17 maggio 2010

un successo, continuiamo così

Più di 150 adesioni ai tre referendum per l'acqua pubblica raccolte in poche ore ieri a Volpedo.
Oltre ai numeri - impressionanti per un piccolo municipio - di grande significato la consapevolezza dimostrata da tutti i cittadini che si sono avvicinati ai tavoli del Forum.
Domenica torneremo sempre a Volpedo.
Chi è disponibile per fare tavoli in altri paesi della valle può contattarmi su questo blog o sulla casella di posta elettronica perlanostravalle@yahoo.it .

13 maggio 2010

referendum per l'acqua pubblica

A Volpedo, domenica 16 maggio, al mattino, tavolo per raccolta delle firme.
Qui il volantino.


Tex nell'albo n.586, intitolato non a caso "Giochi di potere" (pag.113,
quarta vignetta, testi Manfredi, disegni Civitelli)

26 aprile 2010

l'acqua bene comune nello Statuto del nuovo ente montano

Finalmente, l'articolo 2 dello Statuto della nuova Comunità Montana.

Art. 2
Finalità
La Comunità montana:
- promuove lo sviluppo economico del proprio territorio ed il progresso sociale e culturale della popolazione in esso residente con il miglioramento e l’armonico riequilibrio delle condizioni di esistenza della popolazione, particolarmente attraverso l’erogazione di servizi, la predisposizione di infrastrutture, la realizzazione di interventi anche di sostegno alle iniziative economico – sociali, pubbliche e private, idonee a favorire il miglioramento stesso. In tale contesto, nel considerare l’acqua un bene comune essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente, riconosce il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua e pari dignità umana a tutti i cittadini.
- concorre, nell'ambito della legislazione vigente, alla difesa del suolo ed alla difesa ambientale,
- promuove la gestione in forma associata di funzioni e dei servizi comunali,
- assicura, in raccordo con gli altri livelli di governo, il mantenimento dei servizi essenziali sul proprio territorio,

- oltre alle funzioni attribuite dalle leggi statali e regionali, nonché gli interventi stabiliti dalle normative comunitarie, la Comunità Montana – Agenzia di Sviluppo del Territorio attua gli interventi speciali per la montagna finalizzati ad ovviare agli svantaggi naturali insiti nei territori, montani, in modo da assicurare la permanenza e “pari opportunità” alle popolazioni residenti dal punto di vista ambientale, civile, economico e sociale

22 aprile 2010

domandare è lecito, rispondere ...

Premessa: dieci giorni fa, il 12 aprile, il consiglio della nuova Comunità ha votato prima articolo per articolo e poi ha approvato nel suo insieme il testo dello Statuto.
L'articolo 2 è stato emendato inserendo il riferimento al tema dell'acqua pubblica.
Non ho potuto prendere nota del testo dell'emendamento, che è stato letto in fretta (e poi è stato accolto con voto unanimie).
Sul sito della Comunità é stato pubblicato il testo di un ordine del giorno (sui fondi ATO) approvato nella seduta, ma non il testo dello Statuto.
Comprensibilmente interessato, ho cercato di consultare l'albo pretorio (era stata decisa l'immediata esecutività del provvedimento votato) e non l'ho trovato.
Ho spedito martedì all' Ente la mail che trascrivo, per poter conoscere, senza troppe forme, il testo dell'emendamento, ma senza ricevere risposta. Oggi ho sollecitato. Staremo a vedere.

Ero presente alla seduta di consiglio dello scorso 12 aprile nel corso della quale è stato approvato lo statuto della nuova comunità montana. Come a Voi noto, con una lettera aperta avevo chiesto che fosse inserito un emendamento all'articolo 2 della bozza di statuto adottata dalla conferenza dei sindaci, al fine di dare concreta applicazione all'ordine del giorno in precedenza approvato dal consiglio in tema di acqua pubblica. Nel corso della discussione ho potuto constatare che un emendamento all'articolo in questione è stato posto ai voti ed approvato all'unanimità. Non sono un abile stenografo e non ho potuto prendere nota dell'esatto contenuto di tale emendamento. Avrei perciò ora necessità di acquisire un estratto del testo di statuto approvato, inclusivo dell' emendamento stesso (quindi non l'intero statuto, ma almeno l'articolo 2 nella sua versione definitiva). Chiedo se sia possibile inoltrarmelo per via di posta elettronica (l'albo pretorio elettronico è di là da venire - ho provato a consultare l'albo pretorio cartaceo di San Sebastiano, ma per chi lavora, come me, è possibile solo al sabato, e le affissioni, almeno nei locali aperti al pubblico, non includevano, almeno sabato scorso, le ultime delibere consiliari).Mi scuso per il disturbo e e ringrazio anticipatamente per la collaborazione che vorrete prestarmi.
Cordiali saluti.
Giuseppe Raggi

05 aprile 2010

lettera aperta

Inviata oggi agli indirizzi di posta elettronica dei 30 comuni che compongono il nuovo Ente montano:

Premesso:
- che il sottoscritto Giuseppe Raggi, unitamente ad altri cittadini tramite i rispettivi Comuni di cui sono espressione ha a suo tempo chiesto a tutti i consiglieri della nuova Comunità Montana di porre ai voti una mozione per inserire nello Statuto del nuovo Ente il riconoscimento dell'acqua come bene comune e del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica, onde consentirne la gestione pubblica;
- che, con voto unanime, nella seduta dello scorso 19 febbraio 2010 il consiglio dell'Ente montano ha impegnato la giunta a inserire nello Statuto del nuovo Ente il riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini;
- che inopinatamente ed inspiegabilmente la bozza di Statuto approvata dalla Conferenza dei sindaci che sarà posta in votazione al prossimo Consiglio del 12 aprile 2010 non contiene alcuna menzione di quanto sopra;


chiede

che, in ottemperanza all'impegno assunto con l'approvazione del sopra richiamato ordine del giorno i consiglieri inseriscano all'articolo 2 "Finalità" , dopo la frase la Comunità
"attua gli interventi speciali per la montagna finalizzati ad ovviare agli svantaggi naturali insiti nei territori, montani, in modo da assicurare la permanenza e “pari opportunità” alle popolazioni residenti dal punto di vista ambientale, civile, economico e sociale"
una ulteriore enunciazione così formulata:

" nel rispetto dei principi Costituzionali, impegna la propria azione nel riconoscere che l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, che il servizio idrico è un servizio privo di rilevanza economica e che la sua gestione deve essere lasciata in capo alle comunità locali".

04 aprile 2010

quanto vale un voto unanime ? nulla

Questa volta la presa in giro, l'ennesima, brucia di più.
Un inspiegabile voltafaccia nel giro di pochi giorni.

Dispositivo dell'ordine del giorno approvato all'unanimità lo scorso febbraio:

Riconoscimento dell'acqua come bene comune e del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica

Il Consiglio della Comunità Montana Valli Curone Grue e Ossona, Val Borbera e Valle Spinti
DICHIARA l'acqua:
un bene comune, essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente;
un diritto inviolabile, universale, inalienabile ed indivisibile dell'uomo, che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall'art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana;
DICHIARA
il Servizio Idrico Integrato un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanta servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini;
IMPEGNA
la Giunta affinché tale riconoscimento sia riportato nell'ambito dello Statuto della nuova Comunità cosi come hanno fatto e stanno facendo numerosi Enti locali italiani ed affinché il presente documento sia trasmesso all'ATO 6 Alessandrino e a tutti i Sindaci della Comunità Montana.

Il testo dello Statuto nella stesura approvata dalla Conferenza dei sindaci riunitasi il 26 marzo 2010 non contiene nessun articolo o comma che traduca in pratica il solenne e formale mandato conferito dai consiglieri alla giunta.

Vergogna.

20 febbraio 2010

approvato odg sull'acqua pubblica

Ieri sera, 19 febbraio, a Cantalupo il consiglio della nuova comunità montana ha approvato questo ordine del giorno redatto sulla falsariga della nostra proposta (mia e di altri cittadini) dello scorso dicembre.

Presentata una bozza di statuto, sulla quale i comuni entro 20 giorni dovranno far pervenire le proprie osservazioni.

Giochi di parole: in chiusura, la possibilità di accedere - tramite una password rilasciata ai soli consiglieri e sindaci - ad una serie di documenti amministrativi della comunità e dei comuni é stata venduta da un assessore come "istituto di partecipazione popolare" (popolare ?) , mentre alla richiesta di creare un albo pretorio sul sito dell'ente, come già fanno migliaia di enti pubblici, si è risposto con un "vedremo".

Note di colore: ballottaggio per il nome della nuova comunità tra "Comunità dell'Appennino Alessandrino e delle Quattro regioni" e "
Comunità dell'Appennino Alessandrino e delle Valli del Giarolo" con quest'ultima scelta in pole position. Definizione del presidente di giunta circa il ruolo dell'ente: "dobbiamo trasformarci in un sindacato del territorio" (ci ritorneremo sopra. a me risulta che la politica sia un'altra cosa ...).

15 dicembre 2009

lettera aperta

In tema di acqua pubblica, inviata oggi ai comuni della nuova comunità montana, sottoscritta anche da me.

Nel prossimo mese di gennaio sarà convocato il primo consiglio della nuova Comunità montana delle cinque valli Curone, Grue, Ossona, Borbera e Spinti, ente di cui Codesto comune fa parte.


Anche prima di tale data, apprendiamo, il presidente eletto della giunta del nuovo Ente intende convocare una commissione per iniziare a studiare lo Statuto che dovrà stabilire i principi generali dell'azione amministrativa e le regole di funzionamento.
La cessante Comunità montana delle valli Curone, Grue e Ossona già nel 2007 si era formalmente espressa a favore della proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, con forti motivazioni, rese oggi ancora più urgenti dalla recente riforma legislativa che considerando il SII un servizio di rilevanza economica, ne impone la messa a gara.

Poichè il titolo quinto della Costituzione riserva agli Enti locali la facoltà di determinare in via autonoma la qualificazione da attribuire ai servizi pubblici, i sottoscritti cittadini, residenti nel territorio del nuovo Ente montano, chiedono a tutti i consiglieri, compreso il consigliere eletto in rappresentanza di Codesto Comune (cui preghiamo, se riterrete, di rimettere copia della presente) di esercitare tale facoltà, sottoponendo alla nuova Comunità montana il documento qui unito, da porre ai voti per inserire nello Statuto del nuovo Ente il riconoscimento dell'acqua come bene comune e del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica, onde consentirne la gestione pubblica. Propongono inoltre di inserire nello Statuto di Codesto comune analogo riconoscimento.

Distinti saluti.

06 novembre 2009

acqua ai privati, il voto al Senato

Ieri il Senato ha approvato la norma che assegna il servizio idrico alle società private, in un contesto ben illustrato in questo articolo dello scrittore Paolo Rumiz.

Tempo fa, proprio su questo punto mi ero interrogato sulla coerenza tra parole (sperticati impegni a difesa del "territorio") e fatti (votazioni) da parte dei parlamentari locali.

La verifica è presto fatta: aprendo questo link si può verificare che in sede di approvazione dell'intero testo del disegno di legge i senatori designati dai partiti a rappresentare la nostra zona hanno votato così: a favore Boldi (lega nord) contro Leddi e Morando (pd), e, prima, in sede di votazione dell'emendamento Pardi ed altri (respinto) che chiedeva l'esclusione del servizio idrico integrato dall'ambito di applicazione della nuova norma, contro Boldi (lega nord) e a favore Leddi e Morando (pd).

22 settembre 2009

dal dire al fare

Rilancio l'appello di padre Alex Zanotelli che, dopo gli ultimi provvedimenti governativi sulla privatizzazione dei servizi pubblici, propone una serie di iniziative per difendere "l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano".

Aggiungo, "per la precisione" (cfr Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi, a "Quelli che il calcio") un riferimento alla nostra realtà locale.

"L'acqua é di tutti ?", si chiedeva lo scorso anno la parlamentare della lega nord Boldi in prima pagina su Sette Giorni a Tortona, affermando perentoria: "la presenza di un'azienda pubblica è una garanzia per il territorio cui non si dovrebbe rinunciare, a salvaguardia in particolare delle piccole e medie realtà comunali".
Scrissi una lettera al giornale per segnalare che qualche mese prima in parlamento la legge 133/2008, contenente l'articolo 23 bis sulla privatizzazione dei servizi pubblici, norma di segno del tutto opposto alle tesi esposte dalla Boldi, era stata votata anche dall'esponente leghista tortonese.

Il 9 settembre scorso, su iniziativa dei ministri Fitto e Calderoli, nel decreto sugli obblighi comunitari è stato inserita all'articolo 15 una serie di disposizioni che modificano l'art. 23 bis della legge 133/2008.

Secondo Emilio Molinari (Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'Acqua): "La 133 art. 23 bis già rappresentava un duro colpo per la gestione pubblica, introduceva l'obbligo alla gara e l'ingresso dei privati, ma con ancora alcune possibilità di scelta da parte dei comuni, i quali, dopo essere passati sotto i controlli delle diverse autority, potevano optare per una gestione del servizio “in house”, fuori cioè dal mercato finanziario. Le gestioni in house in sostanza sono SPA interamente nelle mani dei comuni consorziati, sulla quale i comuni stessi esercitano il “controllo analogo” a quello dei propri uffici, gestione riconosciuta dalla normativa Europea tanto è che la Francia e il Comune di Parigi la stanno perseguendo in un ottica di vera ripubblicizzazione. Il decreto legge fa saltare queste salvaguardie entro il 2011 e fa un passo in più, chiede che anche nell'affidamento tramite gara a società miste la quota di partecipazione del pubblico non può superare il 40% e nelle quotate esistenti deve scendere al di sotto del 30% entro il 2012. ".
Ancora Molinari. "Ma questa svolta, il decreto porta la firma Fitto-Calderoli, si realizza cioè con l'accordo della Lega e questa è la novità. Quali siano le contropartite, cosa si sia giocata ancora una volta la Lega non mi è dato sapere, penso però che la Lega con l'acqua, dopo Alitalia…ecc si è giocata la credibilità di essere il partito dei territori, dei loro beni comuni e della loro autonomia".

Cercasi spiegazioni da parte degli eletti leghisti della nostra zona, plebiscitati in valle con centinaia e centinaia di voti.

23 maggio 2009

l'acqua di rubinetto, un bene pubblico

Mentre continua, come scrive Il Piccolo di venerdì 15 maggio, il braccio di ferro iniziato mesi fa sull'assetto delle gestione del servizio idrico in provincia, e mentre il quadro nazionale è quello descritto all'inizio di questo mese da Ivana Stefani dell'ICS sul sito alessandrino Città Futura, potrebbe essere interessante il convegno di sabato 30 maggio a Costa Vescovato (ore 9 - locanda Costa dei Vigneti) intitolato "Il tempo dell'acqua - tutto ciò che c'è da sapere sull'acqua di rubinetto, un bene pubblico da tutelare". Importante è l'aggettivo "pubblico".

15 febbraio 2009

ultime sulla VIA per la centrale a Ponte Mulino

Prosegue la procedura di valutazione per il progetto di una centralina idroelettrica a Ponte Mulino.

La Provincia di Alessandria il 2 febbraio ha emesso un comunicato in proposito.

In concreto la procedura è attualmente ancora sospesa, fino al 17 marzo, per l'espletamento di quanto previsto dal regolamento regionale 10/R circa la concorrenza sulle concessioni di derivazione di acque.

Da quella data partiranno i termini per la consultazione da parte del pubblico - per 45 giorni - (e la presentazione delle osservazioni).

17 gennaio 2009

a Lerma e Belforte l'acqua resterà pubblica

Se ci si crede, la battaglia per l'acqua pubblica, per la quale in provincia abbiamo raccolto 4.000 firme, si può vincere.

Da Il Secolo XIX Basso Piemonte - del 17 gennaio 2009

Contratto fino al 2022: i due Comuni dell’Ovadese, Lerma e Belforte, hanno ottenuto la deroga per poter gestire in autonomia gli acquedotti

La lunga “guerra” dell’acqua è stata vinta. Fino al 2022 Belforte e Lerma (14 anni poi è rinnovabile) potranno continuare a gestire in autonomia, con i conseguenti e notevoli vantaggi economici, organizzativi e tecnici, i propri acquedotti. La passione, l’impegno e la volontà di riuscire hanno convinto l’A.ato 6 “Alessandrino” (associazione degli Enti Locali per l’organizzazione del Servizio Idrico Integrato), a concedere in deroga ai due Comuni dell’Ovadese, la possibilità di continuare un servizio autonomo così importante come la fornitura idrico potabile e lo smaltimnto dei reflui, previa loro depurazione. La deroga è stata possibile in base all’ex articolo 148, comma 5 del decreto legislativo ambientale 152/06 e sue successive modifiche. L’impegno è regolato da una convenzione per la gestione del SII (servizio idrico integrato), approvata nell’ambito dell’apposita conferenza provinciale dell’A.ato 6 e resa subito operativa. La convenzione è stata siglata con la “Comuni Riuniti Belforte Monferrato Srl” la società pubblica di cui fanno parte appunto i due comuni di Belforte (ideatore) e Lerma.

«Questa conclusione positiva - spiega il sindaco di Belforte Franco Ravera anche a nome del sindaco di Lerma Massimo Arata - ci permette di risolvere definitivamente un problema che ci aveva impegnati a difendere la nostra richiesta di autonomia operativa. L’autonomia ci consente risparmi notevoli, scelte gestionali positive, fornitura di acqua sorgiva alla popolazione, minori costi del servizio idrico e della depurazione. Per questa conclusione positiva dobbiamo ringraziare in particolare il presidente dell’A.ato 6, Massimo Brina, il direttore, Renzo Tamburelli, ed il presidente della Provincia Paolo Filippi che hanno compreso la nostra giustificata richiesta per la concessione dell’autonomia gestionale».

Belforte ad esempio gestisce un acquedotto che ha tre sotto gestioni operative: quella principale con acqua di sorgente per la popolazione; una per fornire acqua proveniente da pozzi d’alveo nello Stura e vasche separate all’area industriale e il centro commerciale Bennet, infine la terza per il servizio idrico potabile delle aree di servizio e Autogrill Stura est e ovest sulla A26.

La convenzione per la gestione integrata prevede anche un programma di investimenti per il miglioramento ed il potenziamento del servizio, sia quello idrico potabile come quello integrato relativo allo smaltimento e depurazione dei reflui. Non a caso, in questi anni di “animazione” per ottenere questo diritto a gestire in proprio il servizio, il Comune di Belforte ad esempio, nell’ambito della “Società Comuni Riuniti” ha operato con nuovi interventi in materia di impianti, raddoppio vasche di contenimento, apparecchiature, automatismi sofisticati di controllo, raddoppio del depuratore per le acque reflue. Tutta la gestione viene seguita direttamente e giornalmente dal Sindaco Franco Ravera e dal vice sindaco Gian Carlo Ravera. Un risparmio anche in questo senso

Bruno Mattana